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Storia

All’arme! All’arme! I priori fanno carne!

All’arme! All’arme! I priori fanno carne!

Alessandro Barbero

Libro: Libro rilegato

editore: Laterza

anno edizione: 2025

pagine: 176

Arrivano completamente inaspettate. Durano pochissimo, talvolta solo qualche settimana, poi vengono represse. Ma in quel poco tempo succedono cose tali da rimanere per sempre incise nella memoria collettiva. Sono le rivolte popolari. La storia, almeno nell’ultimo millennio, è tutta punteggiata da momenti critici in cui una massa di persone decide che il futuro così come lo vede non gli piace, e prova a cambiarlo. Il Medioevo non fa eccezione: anche allora non sono mancati movimenti insurrezionali che nel loro sviluppo iniziale non sembrano affatto distinguibili dalle più travolgenti rivoluzioni moderne. In particolare nella seconda metà del Trecento se ne sono concentrati così tanti da costituire un’anomalia. Alessandro Barbero racconta proprio le più spettacolari fra queste insurrezioni. Per molto tempo gli storici hanno visto nel loro fallimento non solo la prova che i rivoltosi non avevano nessuna possibilità di riuscire, ma che non perseguivano neppure un obiettivo consapevole. Nulla di più falso: i rivoltosi sapevano quello che stavano facendo, avevano rivendicazioni precise e si battevano consapevolmente per realizzarle.
12,00

Classi pericolose. Una storia sociale della povertà dall'età moderna a oggi

Classi pericolose. Una storia sociale della povertà dall'età moderna a oggi

Enzo Ciconte

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2025

pagine: 312

Le disuguaglianze economiche sono antiche quanto l’umanità e i poveri, purtroppo, sono sempre esistiti. Quello che è cambiato storicamente è il modo in cui gli ultimi sono stati considerati e trattati. Questo libro tesse le fila di una secolare vicenda che parte dagli albori dell’età moderna, quando per la prima volta il povero perde la concezione sacrale che aveva avuto nel Medioevo e diventa agli occhi dei gruppi dominanti colpevole del proprio stato. S’avvia un processo di criminalizzazione per cui accattoni, vagabondi, stranieri iniziano a essere percepiti come una minaccia. La società via via si trasforma sotto l’impulso di una borghesia che trionfa sulle altre classi sociali imponendo una nuova cultura e un diverso stile di vita, pretendendo il decoro delle città e dei comportamenti delle persone che le abitano, difendendo con ogni mezzo la proprietà e la sicurezza. L’idea che i poveri, e più di recente i contadini e gli operai, siano un pericolo sociale diventa pratica di governo, si trasforma in leggi, seleziona i soggetti che devono essere sorvegliati e, nel caso, messi al bando o rinchiusi lontano dal consesso civile. È una storia che dal Cinquecento arriva all’oggi, evidenziando linee di sconcertante continuità.
13,00

Tempi di rivolta. Una storia delle lotte indiane negli Stati Uniti

Tempi di rivolta. Una storia delle lotte indiane negli Stati Uniti

Aram Mattioli

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 400

I nativi americani non sono state vittime infelici e impassibili dello spietato sterminio portato avanti dagli Stati Uniti, ma hanno continuato a combattere per difendere il loro mondo e la loro terra dai tempi della Frontiera fino a oggi. Aram Mattioli traccia la storia di un popolo che, vedendo costantemente minacciata la propria esistenza, è riuscito a sopravvivere solo grazie alla lotta. Siamo abituati a immaginare la storia dei nativi americani come una storia di infinita oppressione subita passivamente; a pensare che dopo le grandi battaglie in cui capi leggendari sfidavano leggendari generali i popoli indigeni del Nord America abbiano accettato in maniera stoica il proprio destino di sconfitti. Ma le cose non sono andate proprio così, anzi, la loro resistenza non si è mai fermata, ha trovato altre strade: dalla disobbedienza civile ad azioni di protesta anche dura. E ancora oggi il popolo delle antiche tribù fa sentire la propria voce contro le politiche statunitensi che non hanno mai smesso di essere coloniali. Gli attivisti indiani, deposti le asce, l’arco e le frecce, hanno continuato a considerarsi guerrieri ma di tipo nuovo, cercando di raggiungere i propri obiettivi con i mezzi resi disponibili dalla costituzione, dalla democrazia e dallo stato di diritto degli Usa. Nella loro resistenza si sono serviti di risoluzioni, petizioni e sconfinamenti organizzati di massa della frontiera canadese-americana, per rivendicare le promesse sancite dai trattati storici; così come di pressioni politiche sul Congresso e di udienze e azioni legali. Aram Mattioli, uno dei massimi studiosi delle popolazioni indigene nordamericane, ci racconta, in modo documentato e appassionante, le pagine più vivide di questa resistenza, restituendoci il ritratto di uomini e donne dimenticati che nel corso dell’ultimo secolo non hanno smesso con spirito indomito di denunciare le ingiustizie subite e di conquistare i propri piccoli spazi di libertà; e mostrandoci come la resistenza indigena attraversi come un filo rosso la storia statunitense del XX secolo, inserendosi nel contesto globale delle lotte per l’autoaffermazione anticoloniale.
32,00

Storia del mondo. Volume Vol. 2

Storia del mondo. Volume Vol. 2

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 1296

«Da sempre la storia del mondo è stata scritta come una storia di ascesa e declino di un esiguo numero di culture dominanti. Fra queste, nel corso degli ultimi secoli, e facendo riferimento a parametri quali potenza, ricchezza e creatività culturale, l'Europa e l'Occidente atlantico hanno ricoperto un ruolo indubbiamente centrale. Questa nuova "Storia del mondo" in sei volumi, diretta da un'équipe di importanti storici internazionali, si discosta radicalmente da tale tradizione. Pur non rinnegando le grandi conquiste dell'Occidente, essa le pone in rapporto con i piú importanti sviluppi che hanno avuto luogo nella stessa epoca in altre parti del mondo. Da tale impostazione emerge con ogni evidenza la graduale, problematica nascita dell'età contemporanea come frutto di una complessa e pluralistica rete di relazioni mondiali. Per la prima volta autorevoli specialisti dei vari campi disciplinari mettono a disposizione del lettore i risultati di decenni di ricerca internazionale sulla preistoria della globalizzazione, sullo sviluppo delle società e sugli ordinamenti politici dei vari continenti. La storia del mondo che ne emerge, lungi dal risultare una mera concatenazione di singole storie specialistiche, ricostruisce piuttosto relazioni trasversali e interazioni finora poco esplorate dagli studiosi: le migrazioni di singoli e gruppi e la fondazione di nuove società, la diffusione intercontinentale delle tecnologie, religioni o idee politiche, le reti di connessione globale, i flussi commerciali e i modelli di consumo, l'imperialismo, il colonialismo, le grandi guerre» (Akira Iriye e Jürgen Osterhammel).
150,00

Occidente. Un racconto lungo 4000 anni

Occidente. Un racconto lungo 4000 anni

Josephine Quinn

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2024

pagine: 576

L’Occidente, così racconta la vulgata, è stato costruito sulle idee e sui valori greco-romani, idee e valori assopiti in Europa durante i lunghi secoli medievali e poi riscoperti nel corso del Rinascimento. Josephine Quinn sostiene invece che la vera storia dell’Occidente sia molto più ampia e complessa di questo paradigma consolidato. Gran parte della nostra memoria comune è andata perduta, oscurata dalla teoria – sviluppata in epoca vittoriana – delle “civiltà separate”. Passando dall’Età del Bronzo all’epoca delle grandi esplorazioni, Occidente ripercorre millenni di incontri e scambi globali, rivelando come le società si siano, da sempre, confrontate e intrecciate. Dall’invenzione dell’alfabeto da parte di lavoratori levantini in Egitto all’arrivo dei numeri indiani in Europa attraverso il mondo arabo, Quinn spiega che il tentativo di studiare – e comprendere – le società antiche come entità isolate è obsoleto e sbagliato. Sono i contatti e le connessioni a guidare il cambiamento, dunque non sono i popoli a fare la storia, ma le persone. In un’opera innovativa e magistrale di immensa portata, ricca di episodi memorabili, Quinn dimostra in modo convincente che la mescolanza di culture, generata dai commerci e dalle migrazioni, è antica quanto la civiltà stessa.
30,00

Tropici americani. L’impero degli Stati Uniti in America Latina nel Novecento

Tropici americani. L’impero degli Stati Uniti in America Latina nel Novecento

Marco Mariano

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 304

Un capitolo fondamentale della storia degli Stati Uniti. Il racconto delle radici profonde e globali di un impero che si concentra su uno dei nodi cruciali e meno noti della storia statunitense. In cui emergono le specificità di un modello egemonico in parte inedito. E dove si rivelano le ragioni della fragilità di un gigante che abbiamo creduto indistruttibile. L’espressione «impero americano» evoca spesso l’immagine di un’entità astratta, libera da vincoli di spazio e di tempo, che sfugge alle leggi della storia come a quelle della geografia. Un impero globale e permanente, senza limiti. Eppure quei limiti, dettati da condizionamenti interni e sfide globali, sono sempre esistiti. Riportarli alla luce significa comprendere i motivi della sua ascesa e della sua attuale crisi. “Tropici americani” esplora un secolo di politiche imperiali statunitensi in America latina, dall’inizio del Novecento alla fine della guerra fredda. Una proiezione verso Sud fatta sia di continuità, spesso nascoste e negate, con gli imperi europei, sia di novità tipiche del modello egemonico di Washington. Un modello che non va letto in termini eccezionalisti, come frutto di un inevitabile destino manifesto. Le grandi infrastrutture e le istituzioni panamericane, i progetti di modernizzazione socio-economica e la militarizzazione dei rapporti Nord-Sud mostrano sotto una nuova luce come quel progetto sia stato immaginato, costruito e contestato, dentro e fuori gli Stati Uniti. Quello che emerge da queste pagine è dunque un «impero emisferico» sfaccettato e contradditorio. Un impero che non si esaurisce nelle logiche della guerra fredda e pertanto va visto come capitolo fondamentale del «secolo americano» e della storia globale del Novecento.
29,00

La grande guerra del Peloponneso. 447-394 a.C.

La grande guerra del Peloponneso. 447-394 a.C.

Luciano Canfora

Libro: Libro rilegato

editore: Laterza

anno edizione: 2024

pagine: 288

La democrazia imperiale ateniese mirava al dominio commerciale nel Mediterraneo: donde la catena di conflitti in cui si impegnò contro i ‘barbari’, contro i Greci, contro i suoi stessi alleati. L’oligarchia spartana non accettava di vedere scosso il proprio tradizionale predominio. Gli Ateniesi pretendevano di esportare la democrazia imponendola con la forza innanzi tutto ai propri alleati. Gli Spartani proclamavano di portare la libertà ai Greci oppressi da Atene. La guerra – scrisse Tucidide – era inevitabile. Tutto era incominciato con la sfida ateniese a sostegno della rivolta antipersiana dei Greci d’Asia e con la risposta, vent’anni dopo e in grande stile, da parte del Gran Re volta a sottomettere, oltre ai Balcani, la penisola greca. E tutto sembrerà concludersi circa un secolo dopo con la «pace del Re». Una pace imposta ai Greci dalla Persia per il tramite della potenza militare spartana, cui l’aiuto del Gran Re aveva consentito di sconfiggere Atene. Il Gran Re lasciava intendere che solo il suo predominio avrebbe portato la pace ai Greci. E i Greci, finché non affiorò alla storia il regno macedone, la accettarono. Non a torto Arnold Toynbee definì la guerra tra Sparta e Atene «suicidio della Grecia classica». Una vicenda esemplare.
20,00

Lo stato-progetto e i suoi rivali. Una nuova storia del XX e XXI secolo

Lo stato-progetto e i suoi rivali. Una nuova storia del XX e XXI secolo

Charles S. Maier

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 664

Uno sguardo globale che ci mostra come le ambizioni degli stati, degli imperi commerciali e dei capitali abbiano, nel bene e nel male, plasmato il XX secolo e il primo quarto del XXI; e come conoscere e capire queste ambizioni possa restituire un senso ai grandi cambiamenti politici ed economici spesso oscuri del nostro tempo. «Un libro ambizioso, destinato a rimanere, in cui Maier espone tutta la fragilità del nostro ordine democratico» («The Wall Street Journal»)
34,00

«Regolari» e «irregolari». Donne della Repubblica sociale italiana

«Regolari» e «irregolari». Donne della Repubblica sociale italiana

Claudia Speziali

Libro: Libro in brossura

editore: Liberedizioni

anno edizione: 2024

pagine: 126

Il volume, attingendo a fonti storiografiche e alla memorialistica, inserisce la vicenda delle donne della Rsi nel più generale contesto del rapporto donna/fascismo e della guerra civile italiana, interrogandosi sul lungo silenzio delle protagoniste e della ricerca storica.
15,00

Oltre il male

Oltre il male

Edith Bruck, Andrea Riccardi

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2024

pagine: 128

Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen: sono i nomi del male assoluto dei campi di concentramento che Edith Bruck ha vissuto quando aveva appena 13 anni, deportata insieme alla famiglia dal villaggio ungherese in cui era nata. Vittima innocente di uno dei capitoli più bui dell’umanità, ha trascorso il resto della sua vita – con la sua parola, con i suoi libri, con il suo impegno – nelle scuole a testimoniare, perché tutti insieme potessimo dire ‘mai più’. Mozambico, Libano, Siria: sono alcuni degli scenari drammatici di cui Andrea Riccardi è stato testimone. Fondatore della Comunità di Sant’Egidio, si è impegnato attivamente e in prima persona perché si aprissero spiragli di pace in contesti difficilissimi. Perché tutti insieme potessimo sperare ‘mai più’. Edith Bruck e Andrea Riccardi vengono da mondi distanti, non appartengono alla stessa generazione, hanno radici culturali e religiose diverse. Entrambi però hanno conosciuto il male. A partire dal racconto delle loro esperienze, prendono avvio in queste pagine riflessioni lucidissime su cosa sia il male, su come possiamo affrontarlo e sulla necessità di non rassegnarci ad esso. Un appello oggi più che mai necessario.
15,00

Le atrocità di Mussolini. I crimini di guerra rimossi dell'Italia fascista

Le atrocità di Mussolini. I crimini di guerra rimossi dell'Italia fascista

Michael Palumbo

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni Alegre

anno edizione: 2024

pagine: 416

Questo libro è stato già pubblicato nel 1992 (con il titolo L'Olocausto rimosso), ma nessuno ha mai potuto trovarlo in libreria. La casa editrice Rizzoli decise infatti, subito dopo averle stampate, di mandare al macero tutte le copie di questo testo, ritenuto evidentemente troppo scomodo. Il lavoro di ricerca di Michael Palumbo sulla storia dei crimini di guerra del fascismo era già presente nel documentario Fascist Legacy prodotto dalla Bbc nel 1989, anch'esso acquistato dalla Rai e mai mandato in onda nonostante L'Unità del 10 giugno 1990 lo definisse come l'opera che «ha posto fine per sempre alla leggenda degli "italiani brava gente"». Palumbo ha portato infatti alla luce la decisiva documentazione proveniente dagli archivi nazionali degli Stati Uniti a Washington DC e dalla Commissione delle Nazioni Unite per i Crimini di Guerra con cui, insieme a ulteriore materiale reperito in dieci lingue diverse, comprova le atrocità commesse in tutti i paesi in cui l'Italia entrò in guerra: dalla Libia all'Etiopia, dalla Grecia alla Jugoslavia. Crimini poi insabbiati dagli angloamericani per non disturbare gli equilibri del dopoguerra e mantenere a disposizione una classe dirigente utile alla crociata anticomunista della nuova Italia democratica. Successivamente, tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, altri studiosi hanno pubblicato importanti ricerche sui crimini di guerra fascisti. Arrivando solo oggi nelle librerie italiane, Le atrocità di Mussolini completa il quadro. Lo stile di Palumbo e la drammaticità degli eventi offrono un affresco tragico e illuminante di cosa è stata l'Italia fascista, un volto che le forze politiche eredi di quella stagione provano costantemente a rimuovere dalla memoria nazionale.
20,00

Storia internazionale della Resistenza italiana

Storia internazionale della Resistenza italiana

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2024

pagine: 264

Nella Resistenza italiana, parte integrante di un conflitto globale che travolge i confini nazionali e spazza vite e destini ai quattro angoli del pianeta, hanno combattuto migliaia di persone – non meno di 15-20.000 – che italiane non erano. Le nazionalità sono decine: statunitensi e britannici, neozelandesi e sudafricani, jugoslavi e francesi, libici, etiopi, eritrei e somali, e poi tedeschi, sovietici, polacchi, cecoslovacchi, ebrei stranieri. Sono spinti alla lotta da una pluralità di motivazioni e da una molteplicità di percorsi individuali, che vanno dall’internazionalismo consapevole – di chi ad esempio ha alle spalle la guerra di Spagna e una lunga militanza politica – alla semplice ricerca di una via di salvezza individuale. Ma si trovano coinvolti nello stesso spicchio di guerra mondiale e nello stesso periodo, e sullo stesso lato della barricata, saldando le loro traiettorie con quelle degli italiani e di comunità tradizionalmente perseguitate come quelle rom e sinte. Perché se il nazifascismo ha avuto un’indubbia efficacia è stata quella di saper compattare le file di chi gli si è opposto ed è stato sconfitto proprio perché hanno combattuto, fianco a fianco, più generazioni di uomini e donne, di ogni credo politico e religioso, ceto sociale e di ogni nazione. Contributi di Enrico Acciai, Valeria Deplano e Matteo Petracci, Eric Gobetti, Isabella Insolvibile, Mirco Carrattieri, Laura Bordoni, Liliana Picciotto, Luca Bravi.
20,00

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