Storia dell'arte: stili artistici
Arte altomedievale al British Museum
Ernst Kitzinger
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2020
pagine: 192
A distanza di ottant'anni dalla sua prima edizione inglese, Arte altomedievale di Ernst Kitzinger può essere ancora considerato l'introduzione e la sintesi piú riuscita di un millennio di storia dell'arte, dall'età tardoantica alla fine dell'epoca romanica. Passando da Roma all'Egitto, dalla Northumbria ad Aquisgrana, da Reichenau alla regione della Mosa, e sempre con un attento sguardo rivolto a Bisanzio, l'autore ricostruisce con estrema chiarezza la storia degli stili che hanno costituito le basi per i successivi sviluppi dell'arte europea.
Leonardo. Lo sguardo infinito
Giuseppe Di Napoli
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2019
pagine: 328
Ovunque posasse lo sguardo, Leonardo agiva unicamente per illuminare di appassionata conoscenza l'oggetto della propria attenzione. Quello che egli definiva esperienza era un processo che aveva inizio nell'occhio e proseguiva nel disegno e nella pittura. Queste due attività erano concepite e praticate in continuità l'una con l'altra, come due fasi di un'unica indagine incentrata sulle insuperabili attività del proprio occhio. Un occhio insaziabile, perennemente focalizzato sulle forme infinite e sugli ineffabili fenomeni che la natura gli proponeva di osservare, figurare e descrivere. Questo libro sottolinea la modernità dello sguardo leonardesco, e documenta in tutte le sue declinazioni l'insaziabile curiosità e desiderio di onniveggenza del grande artista e scienziato, derivati dall'insofferenza per la vaghezza della percezione ordinaria e, di converso, dalla consapevolezza dell'impossibilità di vedere per intero una cosa e di accedere ai segreti ultimi della sua natura interna. Lo sfumato sarà dunque lo spazio fluido attraversato da indeterminabili passaggi dalla luce alle tenebre, nel quale si inverano continue fusioni del finito con l'infinito, del visibile con l'invisibile, del singolare con l'universale, che rivendicano all'occhio l'esercizio di uno sguardo altrettanto infinito.
Con un occhio aperto
Julian Barnes
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2019
pagine: 286
Sono le parole di un grande scrittore e non di un professionista del mondo delle arti figurative o di un accademico, quelle che Julian Barnes mette in conversazione con le immagini di alcune grandi opere del canone occidentale tra il 1850 e il 1920, dal maturo Romanticismo fino al Modernismo e oltre. Il punto di partenza è il dipinto noto come La zattera della Medusa di Géricault, di cui Barnes segue le fonti storiche nel naufragio della fregata francese Meduse nel luglio del 1816, per spostarsi poi sulla storia dei bozzetti preparatori e dell'autoreclusione del pittore per otto mesi durante il lavoro sulla grande tela, fino a offrire risposta su che cosa trasformi la catastrofe in arte, dopo aver trasformato l'evento in immagine. I saggi trattano dipinti di Manet, Bonnard, Vuillard, Degas, Cézanne, ma anche di Vallotton, Braque, Picasso e Magritte, fino agli inquieti ritratti di Lucian Freud, con la loro spietata ricerca dell'anima della carne, e al gigantismo giocoso di certa Pop Art destinata, nel giudizio di Barnes, a invecchiare male e approdare a una senilità precoce e un tantino ridicola. Si tratta di testi eruditi e brillanti che garantiscono tuttavia un piacere ulteriore a chi vi si accosta, quello di suggerire in controluce alle figure descritte potenziali personaggi o scene di romanzi di Barnes. Accade con l'analisi di certi interni borghesi di Vuillard, con l'attenzione tutta narrativa riservata alla posizione dei piedi nel dipinto di Manet L'esecuzione dell'imperatore Massimiliano; accade nel racconto delle vite a confronto di Braque e Picasso. Barnes si sbilancia, si diverte, ci incanta. E, dopo aver sommessamente contraddetto per quasi trecento pagine le indicazioni del maestro Flaubert, secondo il quale i grandi dipinti non vogliono parole a illustrarli, Barnes liquida se stesso commentando cosí le opere dell'amico Howard Hodgkin: «Questi quadri parlano ai miei occhi, al mio cuore, alla mia mente. Perciò, basta con le parole».
Mecenati e pittori. L'arte e la società italiana nell'epoca barocca
Francis Haskell
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2019
pagine: 612
"Mecenati e pittori" è un libro di storia dell'arte: non di storia della critica d'arte, di storia del gusto, di storia del collezionismo o del mecenatismo. E nemmeno di storia sociale dell'arte. Occorre rammentarlo, oggi: mentre finiamo col credere che le risibili barriere dei settori scientifico-disciplinari della nominalistica burocrazia accademica italiana corrispondano a qualcosa di concreto. La riottosità che Haskell opponeva al tentativo di incasellarlo in qualche etichetta di facile consumo storiografico (come quella della pur gloriosa "storia sociale dell'arte") traspare dalla disarmante semplicità con la quale diceva di se stesso (cito dal film-intervista che gli ha dedicato il Louvre): "Sono uno storico dell'arte, e scrivo libri sull'arte". Per Haskell questa rivendicazione significava distinguersi dagli archeologi (dagli antiquari, come diceva alludendo al saggio celebre di Momigliano), e si fondava sulla centralità del giudizio di qualità, assunto come metro ultimo del suo esercizio storiografico.
Bisanzio. L'universo dell'arte
Neslihan Asutay-Effenberger, Arne Effenberger
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2019
pagine: 405
A differenza di quanto accade oggi, i Bizantini guardavano alla produzione artistica e architettonica non solo dal punto di vista estetico. Per i potenti come per la gente comune, l'arte era parte integrante della vita politica e andava osservata con gli occhi della fede. Le icone e i mosaici celesti offrivano un senso di serena contiguità alla vita dei santi, della Vergine e degli imperatori divinizzati agendo da monito e memoria, mentre gli spazi ecclesiastici garantivano un'esperienza mistica delimitando il potere terreno per innalzare quello dei Cieli. Neslihan Asutay-Effenberger e Arne Effenberger esplorano i linguaggi visuali di un'arte che, al pari di quella «occidentale», affonda le sue radici nell'Antichità romana. Il lettore scoprirà quanto l'arte bizantina abbia influito su quella europea (e in particolare sui mondi slavi), reagendo agli eventi politici e agli sconvolgimenti religiosi e culturali, e creando nel corso dei suoi oltre mille anni una varietà straordinaria di opere. Un volume illustrato che offre una panoramica completa e criticamente aggiornata di quella che per moltissimi anni fu la cultura più importante del Medioevo.
Goya. Ediz. italiana
Rainer Hagen, Rose-Marie Hagen
Libro: Libro rilegato
editore: Taschen
anno edizione: 2019
pagine: 96
Dai ritratti di corte per la famiglia reale spagnola alle strazianti scene di guerra e sofferenza, Francisco José de Goya y Lucientes (1746–1828) si è affermato come uno degli artisti spagnoli più stimati e controversi di sempre. Maestro di luce e forma, Goya esercita la propria influenza da secoli, ispirando e ammaliando artisti di ogni epoca, dal romantico Eugène Delacroix ai fratelli Chapman, gli enfants terribles della Britart. Nato a Fuendetodos nel 1746, Goya fu messo a mestiere presso la famiglia reale spagnola nel 1774, dove realizzò acqueforti e disegni preparatori di arazzi per imponenti palazzi e residenze reali in tutto il paese. Dopo aver ottenuto il patrocinio dell'aristocrazia, iniziò a dipingere ritratti su commissione di ricchi e potenti in uno stile sempre più fluido ed espressivo. In seguito, dopo un periodo di malattia, l'artista passò ad acqueforti e disegni dall'atmosfera più cupa, dando vita a un mondo spaventoso popolato da streghe, fantasmi e creature fantastiche. Fu tuttavia con le sue raccapriccianti rappresentazioni della guerra che Goya ottenne imperitura fama. Realizzato tra il 1810 e il 1820, I disastri della guerra si ispira alle atrocità compiute durante la lotta spagnola per l'indipendenza dal dominio francese e coglie nel profondo la crudeltà e il sadismo dell'uomo. Se i toni tetri, le pennellate frenetiche e l'uso energico del chiaroscuro alla maniera barocca ricordano Velázquez e Rembrandt, la brutale sincerità del soggetto di Goya non ha precedenti. Questo volume introduttivo pubblicato da Taschen nella collana Basic Art 2.0 si propone di ripercorrere l'intera parabola della straordinaria carriera di Goya, da raffinato pittore di corte a nefasto profeta di sofferenza e mostruosità. Pagina dopo pagina, troveremo ritratti celeberrimi come Manuel Osorio Manrique de Zúñiga, la splendida Maja desnuda e Il 3 maggio 1808, una delle immagini di guerra più sconvolgenti della storia dell'arte.
Agostino Ferrari
Libro: Copertina rigida
editore: Electa
anno edizione: 2018
pagine: 688
La produzione di Agostino Ferrari è raccontata in questo catalogo generale suddiviso in ventuno sezioni tematiche che coincidono con altrettanti periodi artistici. Presentata secondo una sequenza di impianto cronologico, l'opera dell'artista milanese si sviluppa tutta intorno al segno, inteso come elemento base di un nuovo lessico grazie a cui rinnovare radicalmente il discorso dell'arte. Da questo proposito ambizioso e rivoluzionario, poco dopo il 1960 Ferrari intraprende un lungo itinerario, qui documentato interamente attraverso 2670 opere, di cui 125 riprodotte a colori. Il segno è protagonista in quanto elemento simbolico, fisico, materiale e, anche, narrativo: una lunga fedeltà in cui oggi è possibile individuare una delle strade maestre dei linguaggi della pittura e dell'arte contemporanea.
Dante per immagini. Dalle miniature trecentesche ai giorni nostri
Lucia Battaglia Ricci
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2018
pagine: 300
Nonostante le perdite, la quantità di materiali censibili sotto il cartellino Dante per immagini è sterminata: una ricchissima produzione d'opere d'arte che dai margini dei libri si estende alle pareti di chiese e di edifici pubblici e a dipinti e disegni sui supporti più diversi, o si fa plastica realtà in bassorilievi e sculture a tutto tondo. A dar vita a questa straordinaria produzione hanno collaborato artisti anonimi e nomi fra i più illustri della storia dell'arte occidentale: i vari "Maestri" che fra Tre e Quattrocento con i loro minii fecero «ridere le carte» del «poema sacro», e poi Botticelli, Signorelli, Michelangelo, Zuccari, Reynolds, Füssli, Delacroix, Ingres, Rodin, Doré, Dalí, Rauschenberg, Guttuso, fino ai contemporanei Mattotti, Ferrari e Paladino. Per ognuno di essi «il Dante» è stato una sorta di pietra di paragone su cui misurarsi o al servizio del quale piegare competenze e sensibilità personali. «Le opere di Delacroix e di Scheffer, due veri e propri capolavori del primo Ottocento francese, esemplificano perfettamente il modo in cui queste generazioni di artisti figurativi "guardano" alla Commedia e al suo autore: dopo essere stato travestito da poeta neoplatonico nell'èra di Landino e di Botticelli, l'Alighieri diventa ora "le poéte romantique par excellence". In effetti gli artisti che tra fine Settecento e primo Ottocento sono tornati a leggere il poema e a darne traduzione visiva hanno appuntato prevalentemente l'attenzione sulle grandi personalità e sulle sventurate eroine, facendone veri e propri simboli visivi capaci di vivere di vita propria e di rappresentare, estratte definitivamente dal libro, passioni e tensioni eterne. E anche gli artisti che hanno ripreso a tradurre in immagini l'intera esperienza oltremondana del pellegrino Dante, o singoli episodi di quella storia, hanno focalizzato l'attenzione sulle reazioni emotive di lui e dei suoi interlocutori piuttosto che sulla valenza educativa o morale di quell'esperienza o sul peculiare statuto del poema sacro. La prima compiuta, splendida testimonianza di questo nuovo modo di guardare alla Commedia è affidata a un quadro realizzato tra il 1770 e il 1773 da sir Joshua Reynolds, uno dei piú grandi artisti inglesi - "Il conte Ugolino e i suoi figli nella Torre della Fame" -, che segna, dopo il silenzio del XVII secolo, il risveglio dell'interesse degli artisti, e non solo il loro, per l'opera di Dante, inaugurando una nuova èra, profondamente segnata dalla sua presenza nell'immaginario collettivo, oltre che nella produzione artistica e letteraria».
Artisti a Londra. Bacon, Freud, Hockney e gli altri
Martin Gayford
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2018
pagine: 352
Quella della scena pittorica londinese dal dopoguerra ai primi anni Settanta è una storia che non è mai stata raccontata in modo complessivo, eppure nella metropoli lavoravano numerosi artisti di rilievo, alcuni dei quali nel corso del tempo sarebbero diventati celeberrimi. Martin Gayford esplora il periodo avvalendosi soprattutto delle tante conversazioni intrattenute in trent'anni con testimoni e protagonisti; raccogliendo impressioni, dichiarazioni di estetica e aneddoti relativi a molti importanti artisti, tra i quali: Francis Bacon, Lucian Freud, Frank Auerbach, David Hockney, Bridget Riley, Gillian Ayres, Frank Bowling e Howard Hodgkin. In questo racconto storico-artistico, illustrato con fotografie documentarie e opere d'arte, l'autore intreccia le diverse sensibilità e le opere dei pittori per mostrare come e perché a Londra la pittura, molto tempo dopo essere stata dichiarata ufficialmente morta, non solo fosse ben viva ma prosperasse. I pittori inglesi, consapevoli delle influenze contemporanee di Pollock o Giacometti, così come delle tradizioni dell'arte occidentale da Piero della Francesca a Picasso e Matisse, erano legati l'un l'altro dalla fiducia in questa antica pratica che, in opposizione alla fotografia e ad altre forme espressive, dimostrava di poter ancora produrre opere innovative e bellissime. Tutti esploravano, in modi diversi ma con eguale passione, le potenzialità del dipingere.
Affreschi italiani. Da Giotto a Tiepolo
Libro: Libro rilegato
editore: Electa
anno edizione: 2018
pagine: 396
"Affreschi italiani. Da Giotto a Tiepolo", è un raffinato volume che rende omaggio all'arte dell'affresco in Italia, dalla sua rinascita nel Trecento fino ai capolavori dei Tiepolo. Nato dalla collaborazione con Scala, il più importante archivio fotografico d'arte in Italia, con oltre 360 illustrazioni da Giotto fino a Tiepolo, il volume si presenta come una grande opera in cui il lettore potrà trovare i massimi capolavori dell'arte italiana da Trento a Palermo: i grandi cicli pittorici nelle chiese, le decorazioni dei palazzi nobiliari delle corti rinascimentali, le stanze degli appartamenti dei papi, le volte barocche della Controriforma, fino agli affreschi nei palazzi della Serenissima. L'introduzione è affidata alla penna di un accreditato studioso, Arnold Nesselrath, Direttore del dipartimento di arte bizantina, medievale e moderna dei Musei Vaticani.
Hokusai. Oltre la grande onda
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2018
pagine: 351
Maestro riconosciuto in vita, Hokusai ha creato negli ultimi trent'anni della sua lunga esistenza un'opera sublime che in genere viene presentata seguendo la mera cronologia. Questo volume propone un approccio inedito, basato su ricerche innovative: la produzione tardiva è qui raggruppata tematicamente e messa in relazione con le principali ricerche artistiche e spirituali della vita di Hokusai. Il complesso e singolare bagaglio di credenze personali del grande maestro s'illumina nell'analisi delle grandi pitture a pennello, disegni, incisioni e libri illustrati realizzati in tre decadi ricche d'ispirazione e di incessante affinamento. Un'attenzione particolare in questo libro è riservata al ruolo svolto dalla figlia di Hokusai Eijo (Oi), a sua volta pittrice di talento. Nella sua arte Hokusai esplorò in modo accurato le trasformazioni e i dettagli dei fenomeni naturali, avvertendone i profondi legami con le forze divine. I soggetti e gli stili delle sue ultime opere si fondano su una padronanza delle tecniche giapponesi, cinesi ed europee, e una conoscenza enciclopedica della natura, del mito e della storia.
El Greco. Ediz. italiana
Michael Scholz-Hänsel
Libro: Libro rilegato
editore: Taschen
anno edizione: 2018
pagine: 96
Per i suoi contemporanei veneziani del tardo XVI secolo, El Greco (1541 – 1614) era un artista anticonformista, dotato di un talento straordinario, ma ben deciso a intraprendere un percorso fuori dagli schemi. Durante la sua carriera, che lo vide trasferirsi da Creta a Venezia, e poi a Roma, per stabilirsi infine a Toledo, El Greco si contraddistinse per la capacità di amalgamare diverse tradizioni occidentali al fine di creare un linguaggio pittorico unico nel suo genere. L’artista cretese si distaccò fortemente dal naturalismo, rifiutandosi di creare opere ampiamente “accessibili”. Le sue opere, come Spoliazione di Cristo (1577-79), Sepoltura del Conte di Orgaz (1586-88), e Apertura del quinto sigillo dell’Apocalisse (1608-14) mostrano figure allungate e contorte, colori irreali e una rappresentazione dello spazio innovativa, tutti elementi che non ne facilitavano l’osservazione, ma favorivano altresì un’arte di grande splendore e bellezza intellettuale. Guardato con sospetto e largamente criticato quando ancora in vita, El Greco è stato rivalutato da un gruppo di appassionati ammiratori moderni, tra cui Pablo Picasso, Roger Fry e Franz Marc, pioniere del Der Blaue Reiter. Oggi l’artista è annoverato tra la ristretta cerchia di grandi maestri dell’antichità e viene considerato un caso anomalo per la sua epoca, nonché un punto di riferimento per i secoli a venire. Questa concisa introduzione analizza gli influssi e gli elementi della peculiare visione di El Greco, dalla simbologia bizantina appartenente al mondo delle icone, ai principi dell’umanesimo rinascimentale, fino ai primi approcci alla pratica concettuale.

