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Marsilio Arte: Cataloghi

Eduard Angeli. Silentium

Eduard Angeli. Silentium

Libro: Libro in brossura

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2024

pagine: 80

Silenziosa, enigmatica e inquietante immobilità. Ecco ciò che trasmettono le vedute dipinte da Eduard Angeli (Vienna, 1942), raccolte nel catalogo edito da Marsilio Arte e raccontate attraverso le parole del curatore Philip Rylands, dello storico dell’arte Klaus Albrecht Schröder e del critico d’arte Marco Meneguzzo. Il volume Eduard Angeli. Silentium è pubblicato in occasione dell’omonima mostra promossa dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, visitabile al Magazzino del Sale alle Zattere veneziane dal 13 aprile al 24 novembre 2024. L’esposizione presenta quattordici vedute, principalmente veneziane, di grandi dimensioni: immagini diurne e notturne, a volte di paesaggi e di edifici. Tutte le opere esposte sono accomunate dalla assenza di figure umane, come dimostrano Il bar (2006), Il faro (2013) e La lanterna (2023). Figura di spicco nel panorama artistico contemporaneo, Eduard Angeli vanta un lungo sodalizio spirituale con la città di Venezia: a partire dal 2001, infatti, l’artista frequenta assiduamente e per lunghi periodi la città lagunare, per poi stabilirsi in una casa-atelier al Lido. Proprio da qui Angeli dà inizio a un ciclo pittorico che si sviluppa negli anni e che trasforma la città nella protagonista delle sue opere. Apre il catalogo il contributo Eduard Angeli. Silentium, in cui le parole del curatore Philip Rylands guidano il lettore alla scoperta della pratica artistica di Angeli, in un’attenta e approfondita riflessione sull’influenza di Venezia nell’immaginario del pittore austriaco. Klaus Albrecht Schröder dedica le pagine del suo testo Il silenzio di Eduard Angeli a uno dei temi più indagati dall’artista: il mito del silenzio e della malinconia. Marco Meneguzzo in La nostalgia dell’orizzonte riflette sulla differenza tra nostalgia e malinconia, due sentimenti che permeano le opere di Angeli. Chiudono il catalogo le immagini delle opere in mostra e di una decina di altre tele selezionate, completate da una sezione di apparati contenente una biografia dell’artista e la cronologia completa delle mostre e delle collezioni che ospitano le sue opere. Le rappresentazioni enigmatiche di Angeli raccontano una Venezia inedita: volatile, misteriosa, quasi fuori dal tempo. Da oltre cinquant’anni, infatti, al centro della produzione artistica di Angeli c’è il tema del silenzio, della malinconia. «A eccezione di alcuni primi dipinti – ricorda Schröder – Angeli non ha mai smesso di dedicarsi all’immobilità del mondo. Da oltre vent’anni ritrova questo tema nel mito della città morta. Questi quadri sono visioni interiori di un silenzio crepuscolare e fanno di Angeli una figura straordinaria nel panorama artistico contemporaneo».
30,00

Chiara Camoni. Chiamare a raduno. Sorelle. Falene e fiammelle. Ossa di leonesse, pietre e serpentesse. Ediz. italiana e inglese

Chiara Camoni. Chiamare a raduno. Sorelle. Falene e fiammelle. Ossa di leonesse, pietre e serpentesse. Ediz. italiana e inglese

Libro: Libro in brossura

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2024

pagine: 216

L’esposizione, curata da Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli e aperta dal 15 febbraio al 21 luglio 2024, presenta al pubblico per la prima volta il lavoro degli ultimi dieci anni di Chiara Camoni (Piacenza, 1974), tra cui una serie di nuove opere quali Serpenti e serpentesse, Casetta e Leonesse, tutte del 2024. La pratica artistica di Camoni unisce la dimensione artigianale alla gestualità rituale e si articola attraverso molteplici forme espressive, passando dal disegno alle stampe vegetali, dal video alla scultura e in particolare alla ceramica. Le sue opere si contraddistinguono per l’uso di materiali organici e di oggetti di uso domestico, evidenziando la rilevanza del contesto naturale e suggerendo riflessioni sull’attualità e la salvaguardia dell’ambiente. In occasione della retrospettiva Chiamare a raduno. Sorelle. Falene e fiammelle. Ossa di leonesse, pietre e serpentesse, allestita nello spazio Pirelli HangarBicocca, Marsilio Arte pubblica l’omonimo volume che ripercorre la ventennale carriera dell’artista mettendo in luce il suo distintivo linguaggio artistico con contributi di scrittori e pensatori di diversi ambiti disciplinari. In apertura del volume, il sociologo Gian Arturo Gilli nel suo saggio Piccole Creazioni riflette sulla determinazione e sullo sviluppo di quello che definisce un «lessico della creazione». Partendo dal racconto creativo per eccellenza – l’apertura del libro della Genesi – l’autore cerca di andare oltre al significato letterale dei termini, ricercandone un senso allegorico e spirituale. Le curatrici della mostra Aspesi e Griccioli accompagnano invece il lettore attraverso la parabola artistica di Chiara Camoni, soffermandosi su alcuni lavori rilevanti come l’opera scultorea Leonesse (2024), realizzata appositamente per la retrospettiva di Pirelli HangarBicocca. Il giardino come spazio, materia, tempo e sogno. Note su giardinaggio, archeologia, antropologia e su Chiara Camoni è il testo firmato dal curatore Andrea Villani, in cui un excursus introduttivo sulla storia dei giardini funge da spunto per indagare l’importanza dell’aspetto ecologico-antropologico nel lavoro dell’artista. La storica dell’arte Chuz Martínez, in Le passioni della gioia. Su Chiara Camoni, svela e approfondisce lo stretto – quasi essenziale – legame che intercorre tra l’arte di Camoni e l’ambiente in cui si trova il suo studio. Infine, le curatrici Aspesi e Griccioli dialogano con l’artista, permettendo al lettore di immergersi completamente nella sua poetica. In Chiara e le sue Sisters Alice Motard, direttrice del Centre européeen d'actions artistiques contemporaines (CEAAC) a Strasburgo, ragiona su Sisters, la serie di opere scultoree antropomorfe realizzate con frammenti di ceramica e di vegetali che Camoni sviluppa dal 2017. Oggetti dalle tenebre è il titolo del contributo di Domitilla Dardi, curatrice per il design al MAXXI di Roma, che affronta il tema dell’importanza delle suggestioni archeologiche nella pratica artistica di Chiara Camoni. Chiude il volume il saggio Il tempo della materia: la scultura tra memoria e metamorfosi dell’archeologa Anna Anguissola, in cui viene approfondito l’aspetto materico delle opere.
34,00

Enrico Baj. Catalogo ragionato delle opere ceramiche-Catalogue raisonné of ceramic works

Enrico Baj. Catalogo ragionato delle opere ceramiche-Catalogue raisonné of ceramic works

Libro: Libro rilegato

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2024

pagine: 272

Uno dei tratti distintivi e identificativi dell’opera di Enrico Baj (Milano, 1924-Vergiate, 2003) – considerata nell’ampio arco del suo sviluppo, che ha coinciso in sostanza con l’intera seconda metà del Novecento – è il ricorso alla manipolazione, all’assemblaggio, all’uso e al riuso di un’estesa gamma di immagini, materie e materiali. Da questo punto di vista la ceramica ha assunto un ruolo certamente importante, seppure trascurato rispetto alle numerosissime alternative espressive su cui l’artista, e di conseguenza la critica, si sono soffermati. L’esperienza di Baj con la ceramica inizia con le sculture e i rilievi realizzati ad Albissola Marina durante l’Incontro Internazionale della Ceramica dell’estate 1954, al quale partecipano anche Asger Jorn, Sergio Dangelo, Karel Appel, Corneille, Roberto Sebastian Matta. Il volume, promosso dall’Archivio Baj e dalla Fondazione Marconi, esce in edizione bilingue italiano e inglese e raccoglie la schedatura completa delle 120 opere in ceramica realizzate negli anni da Baj. Introduce il catalogo ragionato un saggio ampiamente illustrato a firma del curatore. Il testo analizza i processi storici, culturali, espressivi e tecnici alla base della realizzazione delle opere, stabilendo un imprescindibile collegamento tra il lavoro con la ceramica e quello realizzato da Baj con altri media; mette inoltre in luce quanto, negli stessi anni, avviene nella ricerca scultorea in ceramica in Italia e in un contesto internazionale, del quale Baj è sempre stato consapevole e del quale è stato egli stesso un protagonista indiscusso.
40,00

Julie Mehretu. Ensemble. Ediz. italiana, inglese e francese

Julie Mehretu. Ensemble. Ediz. italiana, inglese e francese

Libro: Libro in brossura

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2024

pagine: 448

Lotte sociali, movimenti rivoluzionari, contemporaneità. Sono solo alcune delle tematiche che ispirano la sfaccettata arte di Julie Mehretu (Addis Abeba, Etiopia, 1970), protagonista dell’omonimo catalogo edito da Marsilio Arte con testi firmati da Caroline Bourgeois, Patricia Falguières, Hilton Als, Jason Moran, Lawrence Chua, Paul Pfeiffer e la stessa Mehretu. Il volume è pubblicato in occasione della grande mostra "Julie Mehretu. Ensemble", visitabile a Palazzo Grassi dal 17 marzo 2024 al 6 gennaio 2025, a cura di Caroline Bourgeois in collaborazione con l’artista. Definita dal direttore di Palazzo Grassi – Punta della Dogana Bruno Racine «la più importante esposizione di opere dell’artista in un museo europeo», la mostra riunisce la produzione di venticinque anni dell’arte di Julie Mehretu. Sono più di sessanta le opere esposte tra pittura, disegno e incisione, inclusi molti dipinti recenti provenienti dalla Collezione Pinault e da musei internazionali. I suoi lavori vengono presentati insieme a quelli di suoi cari amici artisti e scrittori come Nairy Baghramian, Huma Bhabha, Robin Coste Lewis, Tacita Dean, David Hammons, Paul Pfeiffer e Jessica Rankin. «La maggior parte di noi in questo ensemble appartiene alla generazione cresciuta durante il primo momento postcoloniale» spiega la stessa Mehretu «abbiamo affrontato le molte violenze che ne sono derivate». Portando il campo della pittura in dialogo con poesia, scultura, film, voce e musica, la mostra disegna in uno spazio corale e vivace un ritratto collettivo di una comunità in costante dialogo. L’arte di Mehretu è sempre stata contraddistinta dall’incontro e dal dialogo con l’altro. Questo tratto, nelle parole della curatrice Caroline Bourgeois, è «la manifestazione della profonda attenzione di Mehretu nei confronti di quelle relazioni intessute, del loro carattere determinante e del loro potere creativo». La sua creatività si è sempre nutrita di fotografia, storia, geografia e tematiche sociopolitiche. Tutte queste influenze vengono tradotte visivamente dall’artista in un linguaggio astratto che conferisce alle opere sperimentalismo ed emancipazione. Ad apertura del catalogo la curatrice Caroline Bourgeois e Julie Mehretu dialogano a tu per tu, facendo emergere gradualmente le idee e gli obiettivi che costituiscono il fil rouge della produzione dell’artista e della mostra stessa.
52,00

Architetture inabitabili

Architetture inabitabili

Libro: Libro rilegato

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2024

pagine: 248

Inabitabili, ma oniriche e capaci di aprire un varco nell’immaginazione di chi le osserva. Sono le otto Architetture inabitabili protagoniste del libro edito da Marsilio Arte, immortalate dallo sguardo di fotografi contemporanei come Silvia Camporesi e Francesco Jodice e raccontate dalla penna di scrittori e scrittrici del calibro di Edoardo Albinati, Stefania Auci, Gianni Biondillo, Andrea Canobbio, Andrea Di Consoli, Francesca Melandri, Tiziano Scarpa e Filippo Timi. In occasione dell’omonima mostra allestita a Roma alla Centrale Montemartini, promossa da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzata da Archivio Luce Cinecittà, Marsilio Arte pubblica un volume a cura di Chiara Sbarigia, presidente di Istituto Luce Cinecittà, e Dario Dalla Lana, con saggi dei due curatori e di Marco Belpoliti. Grazie alle immagini suggestive e alla raffinatezza dei testi, il libro è un vero e proprio viaggio che accompagna il lettore nel Campanile di Curon nel lago di Resia a Curon Venosta (Bolzano), nel Memoriale Brion di Carlo Scarpa a San Vito di Altivole (Treviso), nella Torre Branca di Milano, nel Lingotto di Torino, negli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello (Perugia), nel Gazometro di Roma, nel Parco dei Palmenti di Pietragalla (Potenza) e nel Grande Cretto di Burri a Gibellina (Trapani). I saggi hanno la forza di rievocare l’origine di queste architetture, le leggende che ancora le animano e l’impatto nell’immaginario collettivo.
38,00

James Lee Byars

James Lee Byars

Libro: Libro in brossura

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2024

pagine: 272

«Tutti i fenomeni condizionati sono come un sogno, un’illusione, una bolla, un’ombra, come la rugiada o un lampo: così li percepiremo» Sutra del Diamante, tra i versi preferiti di James Lee Byars. Buddismo Zen, religione scintoista, cerimonia del tè e calligrafia: sono soltanto alcune delle influenze orientali che plasmarono la poetica di James Lee Byars. Il libro, edito da Marsilio Arte, esce in occasione della mostra James Lee Byars curata da Vicente Todolì , la più rilevante retrospettiva mai realizzata in Italia dopo la scomparsa dell’artista, avvenuta nel 1997 al Cairo. La pubblicazione raccoglie contributi del curatore dell’esposizione, un saggio di Jordan Carter sul rapporto tra le opere di Byars e la performance, un testo di Alexandra Munroe sulle corrispondenze dell’artista nel contesto dell’estetica Fluxus e un saggio di Shinobu Sakagami sul rapporto tra James Lee Byars e la cultura giapponese. Completa il catalogo un testo dell’artista Maurizio Nannucci, scritto in collaborazione con Gabriele Detterer, sulla sua profonda amicizia e collaborazione con Byars. Nato nel 1932 a Detroit, Byars appare sulla scena newyorchese alla fine degli anni Sessanta, in uno dei momenti di massima fibrillazione artistica. La sua poetica viene plasmata durante i suoi numerosi soggiorni in Giappone tra il 1958 e il 1967 Come scrive Shinobu Sakagami, Byars fino all’ultimo applicò alla sua arte quella ricerca che aveva appreso in Giappone e che indicava come «intuitività sovrarazionale». Quello di Byars è uno sguardo alla ricerca della bellezza del ‘mu’, acquisito dalla familiarità con i giardini e i templi Zen. Per ‘mu’ s’intende la non esistenza, il nulla, ma anche lo stato di vuoto che evoca l’infinito. La retrospettiva milanese riunisce in un unico spazio espositivo più di venti installazioni monumentali e iconiche del celebre artista americano, realizzate in un arco temporale che va dal 1974 al 1997. L’allestimento, strutturato secondo l’approccio concettuale dell’artista, ripercorre in modo singolare le indagini condotte da Byars sul confine tra corpo e spirito e sui concetti di perfezione e misticismo, come dimostrano le opere The Golden Tower o l’iconica Red Angel of Marseille. La sua continua ricerca viene evocata anche nel saggio di Carter che ricorda la nascita del World Question Center a nord dello Stato di New York dove Byars «formulava e trasmetteva domande in tutte le discipline a un’ampia gamma di persone». Munroe sottolinea come l’artista infatti non fu mai interessato «all’oggettività indipendente di un’opera d’arte, ma all’azione di un oggetto come trasmettitore di coscienza». È del 1975 la sua perfomance The Holy Ghost: Opening of the Celibatarian Machine per la Biennale di Venezia , durante la quale una gigantesca sagoma di un uomo venne sollevata da quasi un migliaio di persone in piazza San Marco. Attraverso l’uso di molteplici media– quali l’installazione, la scultura, la performance, il disegno e la parola – James Lee Byars ha esplorato i confini tra corpo e spirito con azioni effimere, il coinvolgimento diretto del pubblico e interventi su larga scala, in una riflessione instancabile sui concetti di comunità e misticismo.
55,00

Thao Nguyen Phan Reincarnations of shadows. Ediz. italiana e inglese

Thao Nguyen Phan Reincarnations of shadows. Ediz. italiana e inglese

Libro: Libro in brossura

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2023

pagine: 232

La poetica di Thao Nguyen Phan, nata nel 1987 a Ho Chi Minh City in Vietnam dove vive e lavora, fonde tradizioni popolari e narrazioni fiabesche, e, attraverso un linguaggio visivo onirico, riflette sui cambiamenti ambientali e sociali legati allo sfruttamento delle risorse naturali, e alla distruzione e colonizzazione del paesaggio da parte dell’essere umano. Un esempio è Becoming Alluvium, il film – o immagine in movimento, come l’artista definisce i suoi lavori – in cui racconta la vita sul fiume Mekong, unendo mitologia ed ecologia, leggenda e realtà. In occasione della sua mostra personale in Pirelli HangarBicocca, Marsilio Arte pubblica la monografia più estesa mai dedicata all’artista. Il volume ne approfondisce la pratica mettendo in luce il suo distintivo approccio alle relazioni tra immagine in movimento, disegno e installazione, e presenta un’ampia selezione di opere realizzate dal 2013 ad oggi. Il catalogo include la documentazione fotografica di tutte le opere installate in mostra, insieme a testi critici e approfondimenti tematici. Fra questi l’inedita conversazione tra le curatrici e l’artista, un saggio sul rapporto tra il video e il suo intreccio con la natura della critica d’arte Filipa Ramos, e un testo dello storico dell’arte Roger Nelson che contestualizza l’opera di Thao Nguyen Phan con l’architettura e il panorama artistico del Sud-est asiatico. Oltre all’intervista dell’artista all’assistente della scultrice modernista vietnamita Diem Phung Thi, il libro contiene una sezione interamente dedicata alla filmografia dei video presenti in mostra, mettendo insieme una pluralità di visioni e voci di curatori, scrittori e critici internazionali quali Andrea Lissoni, Han Nefkens, Quyên Nguyễn-Hoàng e Alessandro Rabottini.
45,00

Anish Kapoor. Untrue unreal

Anish Kapoor. Untrue unreal

Libro: Libro in brossura

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2023

pagine: 208

Dopo Napoli, Roma, Milano e Venezia Anish Kapoor approda a Firenze. Già abituato a realizzare progetti in contesti ricchi di storia, per la prima volta l’artista si confronta con un edificio del primo Rinascimento come Palazzo Strozzi, un vero simbolo della cultura umanistica. La sfida di Anish Kapoor, messa in atto con grande maestria, è quella di destabilizzare la visione rigorosa e simmetrica che sta alla base dello straordinario progetto rinascimentale. Il volume raccoglie i contributi di studiosi – Diane Bodart, Francesca Borgo, Rachel Boyd, Dario Donetti, Tommaso Mozzati e appunto Morgan Ng – esperti di Rinascimento che si sono confrontati con il processo creativo dell’artista. Le opere di Kapoor trascendono la loro materialità: pigmenti, pietra, acciaio riflettente, cera e silicone vengono manipolati, scolpiti, levigati, saturati e trattati mettendo in discussione il confine tra plasticità e immaterialità. E, come chiarito da Kapoor a Maurizio Cattelan che gli chiede da dove partisse e come prendesse vita il suo lavoro: «Alchimia, lavoro e materiali» perché nell’opera la materia «è stata sottoposta a una trasformazione alchemica. Il mix di psiche e materia è quella meraviglia che noi umani possiamo fare e che abbiamo dimenticato che possiamo fare». Il catalogo propone per la prima volta il lavoro di Kapoor in un rigoroso ed elegantissimo repertorio in bianco e nero alternato a riprese a colori degli allestimenti in mostra. Un racconto che si dipana dalle prime opere degli anni Ottanta fino a quella site specific realizzata per il cortile di Palazzo Strozzi.
45,00

Anish Kapoor. Untrue unreal. Ediz. inglese

Anish Kapoor. Untrue unreal. Ediz. inglese

Libro: Libro in brossura

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2023

pagine: 208

Dopo Napoli, Roma, Milano e Venezia Anish Kapoor approda a Firenze. Già abituato a realizzare progetti in contesti ricchi di storia, per la prima volta l’artista si confronta con un edificio del primo Rinascimento come Palazzo Strozzi, un vero simbolo della cultura umanistica. La sfida di Anish Kapoor, messa in atto con grande maestria, è quella di destabilizzare la visione rigorosa e simmetrica che sta alla base dello straordinario progetto rinascimentale. Il volume raccoglie i contributi di studiosi – Diane Bodart, Francesca Borgo, Rachel Boyd, Dario Donetti, Tommaso Mozzati e appunto Morgan Ng – esperti di Rinascimento che si sono confrontati con il processo creativo dell’artista. Le opere di Kapoor trascendono la loro materialità: pigmenti, pietra, acciaio riflettente, cera e silicone vengono manipolati, scolpiti, levigati, saturati e trattati mettendo in discussione il confine tra plasticità e immaterialità. E, come chiarito da Kapoor a Maurizio Cattelan che gli chiede da dove partisse e come prendesse vita il suo lavoro: «Alchimia, lavoro e materiali» perché nell’opera la materia «è stata sottoposta a una trasformazione alchemica. Il mix di psiche e materia è quella meraviglia che noi umani possiamo fare e che abbiamo dimenticato che possiamo fare». Il catalogo propone per la prima volta il lavoro di Kapoor in un rigoroso ed elegantissimo repertorio in bianco e nero alternato a riprese a colori degli allestimenti in mostra. Un racconto che si dipana dalle prime opere degli anni Ottanta fino a quella site specific realizzata per il cortile di Palazzo Strozzi.
45,00

Thomas Bayrle. Form form superform. Ediz. italiana e inglese

Thomas Bayrle. Form form superform. Ediz. italiana e inglese

Libro: Libro in brossura

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2023

pagine: 400

Ideata per raccontare l’opera completa di Thomas Bayrle, nato a Berlino nel 1937, la pubblicazione include anche alcuni dialoghi con l’artista, intervistato da personalità del mondo dell’arte come Daniel Birnbaum, Massimiliano Gioni e Hans Ulrich Obrist. Le conversazioni con Bayrle permettono di comprendere il suo approccio all’arte e la sua pratica artistica, entrando nel vivo delle sue riflessioni, come quelle a proposito della Cina e dell’interesse per l’Oriente fin dai tempi di Mao. Si ripercorre la carriera dell’artista dagli esordi alle varie innovazioni tecnologiche che egli ha impiegato nel corso degli anni. Pubblicato in edizione bilingue in italiano e inglese, il libro raccoglie le opere realizzate nel corso della sua attività attraverso una selezione curata di immagini provenienti dagli archivi Fiat. «Per Bayrle lo stabilimento Fiat e la sua produzione in massa di automobili, entrate a far parte dell’immaginario collettivo di molte generazioni, sono stati una fonte d’ispirazione fondamentale» scrive Ginevra Elkann, presidente della Pinacoteca Agnelli. Per questo l’opera di Bayrle è proprio un saggio visivo che collega la pratica dell’artista ai temi comuni della produzione industriale, del lavoro, dell’impresa e della meccanica e alla fabbrica come luogo di lavoro, potere ed economia, come dimostrano le tele realizzate appositamente per la Pinacoteca come omaggio alla Pista 500. La mostra Form Form SuperForm, allestita nella Pinacoteca Agnelli di Torino, è l’occasione di raccontare l’opera di Thomas Bayrle, uno degli artisti tedeschi più prolifici del dopoguerra. È celebre per i suoi pattern ispirati da immagini di persone, prodotti e macchine. Affascinato dal rapporto tra individuo e società, Bayrle realizza opere sui temi del lavoro, della religione e del desiderio di consumo.
40,00

Marcel Duchamp e la seduzione della copia

Marcel Duchamp e la seduzione della copia

Libro: Libro rilegato

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2023

pagine: 240

Marcel Duchamp è considerato padre del dadaismo e precursore dell’arte concettuale. In tutta la sua opera ha messo in discussione la gerarchia tradizionale tra originale e copia, come ricorda Paul B. Franklin, curatore indipendente e tra i massimi esperti duchampiani. Replicando le proprie opere attraverso diversi materiali con dimensioni variabili e in edizioni limitate, Duchamp ha ridefinito radicalmente ciò che costituisce un’opera d’arte e l’identità dell’artista stesso. Non a caso lui stesso firmava le sue opere inventando pseudonimi e alter ego, a dimostrazione di quanto il nome dell’autore o l’ossessione del vero fossero per lui questioni marginali rispetto all’opera stessa. «Distinguere il vero dal falso, così come l’imitazione dalla copia, è una questione tecnica del tutto idiota» disse Duchamp in un’intervista del 1967. Il volume, pubblicato in occasione dell’omonima mostra alla Peggy Guggenheim Collection (dal 14 ottobre 2023 al 18 marzo 2024), include alcune delle opere più importanti dell’artista, come la celebre Boîte-en-valise (1935-1941) acquistata da Peggy Guggenheim e oggi appartenente al museo veneziano. Si tratta di un piccolo museo portatile contenente 69 repliche e riproduzioni in miniatura dell’opera di Duchamp, il quale riuscì a realizzarla grazie al sostegno della mecenate americana. Un omaggio all’artista è proprio la valigia di Peggy, prodotta da Louis Vuitton, che contiene copie in miniatura, riproduzioni a colori e fotografie delle principali opere dell’artista con aggiunte a matita, acquerello e inchiostro, inclusa una miniatura del celebre orinatoio rovesciato, Fountain, una riproduzione di un ready-made corretto del 1919 e la Gioconda di Leonardo da Vinci con tanto di barba e baffi.
49,00

Marcel Duchamp e la seduzione della copia. Ediz. inglese

Marcel Duchamp e la seduzione della copia. Ediz. inglese

Libro: Libro rilegato

editore: Marsilio Arte

anno edizione: 2023

pagine: 240

Marcel Duchamp è considerato padre del dadaismo e precursore dell’arte concettuale. In tutta la sua opera ha messo in discussione la gerarchia tradizionale tra originale e copia, come ricorda Paul B. Franklin, curatore indipendente e tra i massimi esperti duchampiani. Replicando le proprie opere attraverso diversi materiali con dimensioni variabili e in edizioni limitate, Duchamp ha ridefinito radicalmente ciò che costituisce un’opera d’arte e l’identità dell’artista stesso. Non a caso lui stesso firmava le sue opere inventando pseudonimi e alter ego, a dimostrazione di quanto il nome dell’autore o l’ossessione del vero fossero per lui questioni marginali rispetto all’opera stessa. «Distinguere il vero dal falso, così come l’imitazione dalla copia, è una questione tecnica del tutto idiota» disse Duchamp in un’intervista del 1967. Il volume, pubblicato in occasione dell’omonima mostra alla Peggy Guggenheim Collection (dal 14 ottobre 2023 al 18 marzo 2024), include alcune delle opere più importanti dell’artista, come la celebre Boîte-en-valise (1935-1941) acquistata da Peggy Guggenheim e oggi appartenente al museo veneziano. Si tratta di un piccolo museo portatile contenente 69 repliche e riproduzioni in miniatura dell’opera di Duchamp, il quale riuscì a realizzarla grazie al sostegno della mecenate americana. Un omaggio all’artista è proprio la valigia di Peggy, prodotta da Louis Vuitton, che contiene copie in miniatura, riproduzioni a colori e fotografie delle principali opere dell’artista con aggiunte a matita, acquerello e inchiostro, inclusa una miniatura del celebre orinatoio rovesciato, Fountain, una riproduzione di un ready-made corretto del 1919 e la Gioconda di Leonardo da Vinci con tanto di barba e baffi.
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