Pacini Editore: Arte
S. Francesco. La chiesa e il convento in Pistoia
Libro
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2003
pagine: 336
Da Cosimo III a Pietro Leopoldo. La pittura a Pisa nel Settecento. Catalogo della mostra
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2003
pagine: 174
I segni del sacro. Itinerari di ricerca multimediale. Produzione artistica e luoghi di culto nel territorio di Monsummano. Volume Vol. 2
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2003
pagine: 168
Arte e devozione nell'antico Monastero di S. Chiara
Graziana Giannoni Rocchi
Libro
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2003
pagine: 176
Guida ai beni storici e artistici. Rosignano Marittimo
Libro
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2003
pagine: 140
Pisa Rundwege
Luca Bertini
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2003
pagine: 176
Museo di arte contemporanea e del Novecento. Volume Vol. 1
Libro
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2003
pagine: 216
Les residences napoléoniennes à Portoferraio
Libro
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2003
pagine: 32
Floriano Bodini. 11ª Biennale di scultura città di Carrara
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2003
pagine: 144
La Torre di Pisa. Viaggio fotografico e storico
Antonino Caleca
Libro
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2003
pagine: 112
Botticelli
Cristina Acidini
Libro: Libro rilegato
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2023
pagine: 272
«Per l’artista Sandro di Mariano Filipepi, universalmente noto col soprannome di Botticelli o “di Botticello” coniato per il fratello maggiore Giovanni e trasferito a lui, parla il suo ricchissimo corpus di dipinti, comprendenti anche disegni e opere d’arte applicata di sua invenzione, che annovera alcuni tra i capolavori più noti dell’intera civiltà artistica occidentale. Al contrario, per l’uomo Botticelli le testimonianze sono sporadiche, indirette e sufficienti a suggerire soltanto qualche tratto della sua personalità. Sono note però molte contingenze esteriori della sua vita non breve, dalla nascita nel 1445 alla morte il 17 maggio 1510, grazie alle ricerche archivistiche intraprese ai primi del Novecento da Percy B. Horne e ampliate ai nostri giorni da attivi e perspicaci ricercatori quali Alessandro Cecchi e Louis Waldman. La famiglia Filipepi, costretta più volte a cambi di casa, dal 1464 si stabilì in Via Nuova d’Ognissanti (oggi del Porcellana), nel popolo di Santa Lucia, nel gonfalone Unicorno, nel quartiere di Santa Maria Novella, una zona sviluppata specialmente intorno all’attività della congregazione degli Umiliati in San Salvatore in Ognissanti, dedita alla lavorazione del vetro e soprattutto, anche grazie alla vicinanza del fiume Arno, della lana. Le vicende dei Filipepi sono state ricostruite attraverso documenti fiscali, come le portate al catasto – l’equivalente delle odierne dichiarazioni dei redditi – e atti notarili. Mariano era “galigaio”, ovvero conciatore di pelli, in botteghe in affitto in prossimità del fiume. Dalla moglie Smeralda ebbe i figli Giovanni detto Botticello (sensale presso il Monte delle Doti), Lisa, Antonio (orafo, battiloro e altro), Beatrice, Maddalena, Simone (mercante) e infine Sandro, che, definito “malsano” nell’adolescenza, dopo l’istruzione di base sarebbe stato messo a imparare le arti. Il talentuoso ultimogenito non lasciò mai il nucleo familiare, anche dopo l’emancipazione nel 1481, svolgendo a lungo la sua attività in ambienti della casa paterna, come riferito dal padre nella sua ultima portata al catasto nel 1480: “è dipintore e lavora in chasa quando e’ vole”...» (l’Autrice)
Il Museo Diocesano d'arte sacra di Volterra
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2018
pagine: 335
«Dopo lunghi anni di preparazione, finalmente il 30 giugno 2017 il nuovo Museo Diocesano d’Arte Sacra di Volterra è stato inaugurato all’interno della monumentale chiesa urbana di Sant’Agostino. La chiesa conserva la sua struttura propria, e accoglie le opere d’arte ricollocate nel contesto per il quale erano state pensate. Si tratta di una nuova idea di museo: collocare le opere d’arte sacra, frutto della fede e dell’ingegno del nostro popolo, non in un anonimo ambiente espositivo, ma in un luogo di preghiera secondo la loro iniziale destinazione. A distanza di poco più di un anno, l’Opera Museale si completa con la pubblicazione del presente catalogo, frutto di insigni e competenti studiosi e pubblicato con il contributo finanziario consistente della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra. Il catalogo illustra scientificamente non solo le opere esposte, ma anche le altre innumerevoli conservate all’interno dei suoi depositi e nella storica sede presso il palazzo vescovile. Un pregevole apparato fotografico dà concretezza alle schede descrittive e, mentre rende piacevole la consultazione del catalogo stesso, suscita nel lettore il desiderio di una visita al museo. Il catalogo è un altro passo verso la valorizzazione del Museo Diocesano. La speranza e l’augurio è che il Museo non sia la necropoli di cose morte, ma adempia a una funzione evangelizzatrice, sia cioè un luogo dove attraverso la bellezza dell’espressione artistica si compia una proficua trasmissione di fede e di cultura. Dice il papa San Giovanni Paolo II: «Per trasmettere il messaggio affidatole da Cristo, la Chiesa ha bisogno dell’arte. Essa deve rendere percepibile e, per quanto possibile, affascinante il mondo dello spirito, dell’invisibile, di Dio. Cristo stesso ha utilizzato le immagini nella sua predicazione, in piena coerenza con la scelta di diventare egli stesso icona del Dio invisibile» (Lettera agli artisti, 4 aprile 1999, n. 12)» (Alberto Silvani, vescovo di Volterra)

