SE: Testi e documenti
Il riso. Saggio sul significato del comico
Henri Bergson
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2008
pagine: 146
"Mentre ho voluto determinare i procedimenti di produzione del comico, ho cercato anche quale sia l'intenzione della società quando ride. Perché stupisce troppo il fatto che si rida, e che il metodo di spiegazione di cui parlavo più sopra non chiarisca questo piccolo mistero. Non vedo, per esempio, per qual motivo la 'disarmonia', in quanto tale, dovrebbe suscitare in chi ne è testimone una manifestazione così specifica come il riso, mentre tante altre proprietà, qualità o difetti, lasciano impassibili i muscoli del viso dello spettatore. È quindi ancora necessario cercare quale sia la causa particolare della disarmonia che crea l'effetto comico; e l'avremo realmente trovata solo se riusciremo a spiegare perché, in tal caso, la società si senta tenuta a manifestarsi. Nella causa del comico ci deve pur essere qualcosa che attenta leggermente (ma che attenta specificatamente) alla vita sociale, poiché la società vi risponde con un gesto che ha tutta l'aria di una reazione difensiva, con un gesto che fa lievemente paura. È di tutto questo che ho voluto render conto."
La bellezza sfiorisce presto e altri racconti
Yasunari Kawabata
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2008
pagine: 144
Che cosa può rappresentare la morte in un universo dove la bellezza sembra sempre sfuggirci? L'estremo territorio del desiderio? Il riposo dalla fatica di essere? Il momento più perfetto della fusione? Per Kawabata la risposta ha molte facce, tante quante ne suggeriscono il suo incontro precoce con il lutto, il serpeggiante 'cupio dissolvi' che percorre la sua vicenda biografica fino al suicidio, soprattutto il radicamento in una cultura, quella giapponese, dove la percezione della bellezza, lo stesso slancio d'amore sono tanto più acuti quanto più si accompagnano alla consapevolezza dell'inattingibilità, o della perdita segnata e sempre imminente dell'oggetto del desiderio. Le tre prose che compongono questo volume, scritte in momenti diversi della vita dell'autore e con registri fortemente difformi, del tema della morte restituiscono tre accezioni differenti e complementari. Se il racconto giovanile "Maestro di funerali" pone l'accento con amara ironia sulla familiarità di Kawabata con l'ultimo addio, svolgendo in qualche modo la funzione catartica di una seduta psicanalitica, "La bellezza sfiorisce presto", di dieci anni dopo, è già la prova di un autore maturo, in grado di avventurarsi con una scrittura audace tra le zone d'ombra che legano eros a thanatos. Da nodo intimo e privato, la morte viene via via acquisendo valenze più ampie e universali, fino a caricarsi delle sfumature mistiche, spiccatamente zen, che riconosciamo in "Voce di bambù fiori di pesco".
Musica e pittura
Arnold Schönberg, Vasilij Kandinskij
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2008
pagine: 270
L'amicizia tra le due personalità artistiche che agli albori del XX secolo danno avvio alla pittura astratta e alla musica atonale è stata più volte oggetto di studio. Il carteggio offre una visione più ampia sul loro processo creativo e sulla loro personalità. Quando dal 1911 cominciò la loro corrispondenza, entrambi stavano affrontando la svolta più difficile e feconda della loro evoluzione artistica: da quel momento si comunicarono tutto quanto avesse per loro un interesse artistico.
Il verde della tua veste e altri racconti
Piero Chiara
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2008
pagine: 140
Il mondo narrativo di Piero Chiara è, si dice, il piccolo mondo della provincia, ma è un mondo che non ha confini: è ampio, ricco e vario come può esserlo il mondo delle emozioni, degli stati d'animo, dei sentimenti e delle passioni che fermentano nel cuore di tutti, uomini e donne. Di quel mondo, Chiara è cantore inarrivabile, come dimostrano una volta di più questi ventidue racconti, mai apparsi in volume - perché pubblicati in riviste, in edizioni fuori commercio o a tiratura limitata - o del tutto inediti. I temi e i motivi sono quelli del Chiara migliore: i ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza, tra nostalgia e ironia, le memorie familiari, il bigliardo, gli intrighi amorosi della gente, di provincia e la rievocazione, velata da un'ombra di tristezza, dei luoghi dove ha trascorso la sua vita e in cui non sempre si riconosce.
Memorie di Luigi XIV
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2008
pagine: 221
"Le "Memorie di Luigi XIV per l'istruzione del Delfino" non sono autografe, ma sono state redatte tra il 1666 e il 1671 da due segretari, Périgny e Pellisson, in composizioni successive, costantemente riviste dal re. Si può dire che Luigi XIV abbia concepito il progetto di scrivere le sue Memorie fin dall'inizio del suo governo, dopo la morte del cardinal Mazzarino. [...] Ogni contributo alla conoscenza del pensiero e della personalità di un grande sovrano, come quello che regnò nell'epoca che Voltaire chiamava "il secolo più illuminato della storia", è prezioso; e questo corpo d'istruzioni politiche, non destinato al pubblico, ma all'educazione di un fanciullo che all'inizio dell'opera aveva cinque anni [...], si configura al primo sguardo, al di là dell'intenzione esterna, come un rendiconto delle proprie azioni a se stesso e una chiarificazione delle proprie idee. È l'autore stesso ad affermare che l'esposizione ordinata dei propri pensieri lo aiuta a perfezionarli. Si può dire che il giovane sovrano, soffermandosi nel corso di cinque anni, dal 1666 al 1671, su princìpi politici che non erano astratti, ma che egli aveva immediatamente sperimentato nei casi concreti, abbia piuttosto completato la propria educazione. In questa luce, la cronaca delle sue prime esperienze di governo personale, così piene di successi, assume un particolare interesse." (dallo scritto di Gigliola Pasquinelli)
Il crepuscolo celtico
William Butler Yeats
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2008
pagine: 156
"Come ogni artista, ho desiderato creare un piccolo mondo dalle cose amabili, belle, essenziali di questo mondo imperfetto e informe, e offrire così una visione del volto dell'Irlanda a quelli della mia gente che accettino di volgere lo sguardo dove io indico. Per questo ho trascritto con cura e candore gran parte di quel che ho udito e visto non aggiungendo altro che fosse frutto della mia immaginazione, se non sotto la veste del commento. Non mi sono comunque preso cura alcuna di distinguere tra le mie credenze e quelle popolari, ma ho piuttosto lasciato che i miei uomini e le mie donne, i folletti e gli esseri fatati, continuassero ad andare per la loro strada senza essere toccati né da critica né da difesa. Le cose che un uomo ha udito e visto sono i fili che intessono la vita, e se questi li districa delicatamente dall'aggrovigliata conocchia della memoria, chiunque lo desideri può intesserli e rivestirne le idee che più gli aggradano. Anch'io mi sono tessuto il mio abito, così come altri, e cercherò di tenermici caldo, ben felice se non mi farà sfigurare" (William Butler Yeats).
Il collare della colomba
Ibn Hazm
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2008
pagine: 197
"Ibn Hazm, una delle più alte figure intellettuali della Spagna musulmana del secolo XI, schizzò rapidamente quest'opera, che è un trattato "scientifico" di fenomenologia dell'amore e al tempo stesso una confessione, un documento storico e umano di non comune valore. In tutti i trenta capitoli di questo leggiadro 'Collare della colomba', la teoria ora acuta, ora sottile e sofistica, si correda di esempi tratti non già, come spesso accade in altre opere di analogo argomento, dal vecchio patrimonio di storie e leggende d'amore dell'antichità araba, ma dalla viva esperienza dell'autore, che ha quasi sempre come sfondo la splendida Cordova musulmana. Ecco quindi la corte dei califfi, [...] i loro grandi ministri, come il famoso Almanzor, e visir e ciambellani e dignitari di corte, tra i quali il padre dello stesso Ibn Hazm, e dotti e giuristi, teologi e tradizionisti, ufficiali e poeti, che affollano il Palazzo, la Gran Moschea cordovana, i ponti sul Guadalquivir, le ville e i giardini suburbani della metropoli. Ed ecco il mondo femminile, intravisto in fuggevoli lampi fra le cortine dell'harem, o liberamente circolante per le vie e le piazze tra la turba delle schiave e delle ancelle, pronte allo scherzo, all'avventura e all'intrigo. Ne risulta una varietà, una libertà di rapporti fra i sessi, anche al di fuori dell'elemento servile, superiore a quanto ci aspetteremmo dagli schemi tradizionali della donna musulmana sempre segregata e velata." (dallo scritto di Francesco Gabrieli)
Dei miei sospiri estremi
Luis Buñuel
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2008
pagine: 280
Da tempo irreperibile, questa autobiografia scritta da Bunuel negli ultimi anni di vita con l'aiuto dell'amico e collaboratore Jean-Claude Carrière appare oggi come un testamento e come il prezioso, avventuroso riepilogo di una grande stagione artistica narrata con vivacità e divertimento. L'educazione cattolica, l'amicizia con Garcia Lorca e con Salvador Dalì, l'incontro con Breton e quello con Fritz Lang, la Hollywood degli anni d'oro e la Parigi dei mitici anni Venti, il Messico e la Spagna come terra d'ispirazione: ecco alcuni degli innumerevoli argomenti trattati in questo libro da un protagonista della cultura del nostro tempo.
Mnemosine
Mario Praz
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2008
pagine: 228
Mario Praz (1896-1982) ha pubblicato "Mnemosine" originariamente negli Stati Uniti nel 1970 sotto il patrocinio della National Gallery of Art di Washington. L'oggetto di "Mnemosine" è chiaramente indicato dal sottotitolo: "Parallelo tra la letteratura e le arti visive". Praz ha cercato di stabilire una similarità di struttura in mezzi espressivi diversi, per cui le opere d'arte di uno stesso periodo, in campi diversi e con temi diversi, rivelano lo stesso disegno strutturale: i mezzi variano ma la struttura rimane la medesima. Il mito antico, secondo cui Mnemosine era madre delle Muse, ha suggerito a Praz il titolo di questo libro: un affresco grandioso delle arti e delle lettere dall'antichità al tempo presente. Un affresco che reca l'impronta della peculiarità dello stile di Mario Praz, in cui il rigore scientifico della ricerca filologica s'intreccia alla qualità della sua prosa d'arte, sapiente nell'evocare un ambiente, un personaggio, un clima culturale, mediante una gamma di registri stilistici che variano dall'ironico al nostalgico, dal patetico al caustico. Un imponente apparato iconografico, scelto da Praz, accompagna organicamente il testo.
La conquista di Costantinopoli
Geoffroy de Villehardouin
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2008
pagine: 157
"Sappiate che mille e centonovantasette anni dopo l'incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo, al tempo di papa Innocenzo III e di Filippo re di Francia, e di Riccardo re d'Inghilterra, il suddetto papa bandì l'indulgenza: tutti coloro che si fossero fatti crociati sarebbero stati assolti dai peccati commessi": così inizia questo libro straordinario, dello storico Geoffroy de Villehardouin, di cui si hanno scarsissime notizie, se non che partecipò alla crociata di cui il suo testo parla. Com'egli afferma, la Quarta crociata è tipica di un processo di stravolgimento dell'aspetto ideologico-mistico in un fatto di conquista e colonizzazione. Occorreva giustificare l'allentamento dell'idea-forza, della tensione alla liberazione del Santo Sepolcro, scrive la curatrice di questo testo, la francesista Fausta Garavini "e legittimare la nuova fisionomia della crociata latina", ossia di una guerra fondata su interessi economici, tesa a strappare all'avversario terre e ricchezze. L'impresa si concluse con una disfatta dei crociati; Villehardouin si fa loro avvocato difensore e fornisce loro una giustificazione politica.
Il bello nell'arte. Scritti sull'arte antica
Johann Joachim Winckelmann
Libro
editore: SE
anno edizione: 2008
pagine: 201
L'anima e le forme
György Lukács
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2007
pagine: 277
"Quale sia l'importanza di questa raccolta di saggi lo ha chiarito in varie occasioni Lucien Goldmann: per lui il tema maggiore di questi scritti (che solo in apparenza hanno come oggetto Rudolf Kassner, Kierkegaard, Novalis, Storm, George, C.L. Philippe, Beer-Hofmann, Sterne, Ernst) è l'indagine delle "strutture dinamiche significanti" che Lukàcs chiama "forme" delle differenti modalità privilegiate nel rapporto tra anima umana e assoluto. [...] Una di quelle forme o "strutture significative" ha particolare rilievo in quest'opera: quella della "visione tragica", recuperata attraverso i rapporti tra "individuo", "autenticità" e "morte", nella definitiva irrilevanza e inautenticità della esistenza mondana. Con questa ripresa di temi che furono di Pascal e Kant, il giovane Lukàcs va ben oltre le posizioni che erano allora della filosofia accademica tedesca, anticipando di molto il pensiero di Heidegger e ponendosi tra gli anticipatori del moderno esistenzialismo ". (Dallo scritto di Franco Fortini)

