Carocci: Lingue e letterature Carocci
Il romanzo arabo al cinema. Microcosmi egiziani e palestinesi
Aldo Nicosia
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2014
pagine: 135
Che apporto ha dato il romanzo arabo al cinema mediorientale? Quattro best-sellers, scritti dagli anni Sessanta fino all'inizio del ventunesimo secolo, in Egitto e Palestina, hanno dominato la scena culturale dell'intero mondo arabo anche grazie ai loro adattamenti cinematografici. A "Uomini sotto il sole", di Kanafani, è ispirato uno dei più forti film di denuncia della tragedia palestinese, che arricchisce il testo fonte di nuovi sensi e valenze. "Miramar", del premio Nobel Mahfuz, e "L'Airone", di Aslan, propongono narrative polifoniche e microcosmi nazionali perdendo sul grande schermo funzioni simboliche e carica sovversiva; nel contempo indicano i percorsi ideologici dell'Egitto del post-1967 e i valori estetici del neorealismo degli anni Novanta. Infine, il microcosmo di "Palazzo Yacoubian", di al-Aswani, offre preziosa materia per l'omonimo film, ma deve comunque subire l'influenza delle congiunture socio-politiche dell'Egitto contemporaneo e delle (auto)censure su temi scottanti come omosessualità, terrorismo e corruzione politica.
Il postmoderno nella letteratura argentina. Fernández, Borges, Bioy Casares
Emanuele Leonardi
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2014
pagine: 126
Le opere di Fernàndez, Borges e Bioy Casares sembrano anticipare, di vari decenni, categorie e concetti che, negli anni Sessanta del XX secolo, costituirono il fondamento della riflessione postmoderna. Ci riferiamo in particolare alle traiettorie del pensiero che presero i nomi di "decostruzione", "differenza", "simulazione" e "rizoma", categorie che si fecero portatrici di quell'arte del dubitare che contraddistinse il lavoro di studiosi come Foucault, Derrida, Lyotard, Deleuze, Guattari e Baudrillard. Nell'opera dei tre autori argentini viene messa in discussione ogni possibile soluzione definitiva sui misteri del mondo, ogni sentiero di sapienza individuato dalla filosofia o dall'epistemologia, fino a voler sgretolare anche la costruzione letteraria e il sogno di riscatto che essa rappresenta, sconfinando in quello che potrebbe dirsi accanito e disperato scetticismo. Non è così, dal momento che una simile idea di letteratura sembra rispondere invece a una profonda esigenza intellettuale: istigare, rendere indispensabile e vivifico il dubbio, come forma suprema dell'intelligenza e come unico possibile riscatto che è concesso al pensatore, al filosofo, allo scrittore.
«La promessa d'un semplice linguaggio». Lingua e stile nella poesia di Amelia Rosselli
Daniela La Penna
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2014
pagine: 207
Oggetto di questo studio è la dinamica delle relazioni interdiscorsive che Amelia Rosselli imbastisce in "Variazioni belliche", "La libellula", "Serie ospedaliera" e i testi francesi e inglesi raccolti in "Primi scritti". Queste opere furono composte in un arco di tempo piuttosto circoscritto, ma la loro disamina permette di gettare un cono di luce più ampio sull'intricata storia editoriale e sulla complessa configurazione stilistica e tematica della scrittura rosselliana. L'analisi si sofferma non solo sul dialogo intertestuale organizzato dall'io lirico rosselliano con alcune figure fondamentali per la creazione del lessico della modernità letteraria (Arthur Rimbaud, James Joyce, Eugenio Montale), ma anche sulla pratica di una scrittura trans-linguistica che si invera nelle opere esaminate. Amelia Rosselli si conferma una trobairitz colta e sperimentale, capace di tessere originali trame linguistiche in cui rifondare il lessico poetico del Novecento europeo.
Il gusto della letteratura. La dimensione gastronomico-alimentare negli scrittori italiani moderni e contemporanei
Dora Marchese
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2014
pagine: 182
Addentrarsi nella dimensione gastronomico-alimentare dei testi letterari offre una prospettiva privilegiata attraverso cui indagare l'autore, l'epoca, la società. Partendo dall'analisi di opere e momenti salienti della nostra letteratura, il volume individua funzioni e usi della rappresentazione del cibo nel romanzo, nel teatro e nel cinema. Dal periodo risorgimentale - con i caffè e le osterie, cruciali luoghi d'incontro di uomini e idee, con le sue rivoluzioni e i suoi eroi: Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II, ma anche Artusi che ha influenzato capolavori come Pinocchio e "I promessi sposi" alla straordinaria esperienza di narratori anagraficamente vicini ma stilisticamente lontani - come Verga, d'Annunzio, Pirandello attraversando il Futurismo - dove la cucina è sorprendente sintesi di un'esperienza artistica totale e totalizzante - per approdare al secondo Novecento con i siciliani Tomasi di Lampedusa, Vittorini, Brancati, con il "visionario" Calvino e il "pluristilista" Gadda. Una galoppata fra i secoli XIX e XX che vede evolversi significati e significanti assegnati al cibo in uno dei momenti più delicati della storia italiana.
Luigi Pirandello e l'«altro». Una lettura critica postcoloniale
Alessandra Sorrentino
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2014
pagine: 142
L'interesse di Pirandello per il processo di unificazione nazionale italiano è cosa nota; proprio da questo nasce l'esigenza, alla luce delle nuove interpretazioni in sede storica delle vicende unitarie, di riguardare anche all'opera pirandelliana da un nuovo punto di vista. La prospettiva interdisciplinare di questa analisi tiene conto sia dei risultati della più recente ricerca sulla storia del Risorgimento italiano, sia del dibattito attorno alla figura dell'altro in sede filosofica. Nel presente volume si accetta come valida la proposta di storici italiani e stranieri di rianalizzare le modalità di elaborazione del discorso sul Mezzogiorno d'Italia prima, durante e dopo il 1861, mettendo l'accento sull'importanza della creazione di un'immagine del Sud come "altro" dal resto della neonata nazione italiana. Lo strettissimo rapporto tra la nuova prospettiva storica e l'approccio poststrutturalista alla figura dell'"altro" amplia necessariamente la riflessione dalla più circoscritta analisi della stretta relazione tra l'opera pirandelliana e l'Unità italiana ad una più estesa riflessione sui rapporti tra l'opera pirandelliana e la figura dell'altro. Prefazione di Dominique Budor.
Una nazione di carta. Tradizione letteraria e identità italiana
Matteo Di Gesù
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2014
pagine: 192
È difficile ponderare con sicurezza se il sovradosaggio di autonarrazione, la sovrabbondante dotazione (quand'anche inconsapevole) di immaginario letterario di cui l'Italia dispone, abbia accresciuto la coscienza di sé della comunità nazionale e agevolato i processi di trasmissione e condivisione di istanze comuni; ovvero se, al contrario, questa topica, questa ostinazione originaria a raccontarsi e allegorizzarsi, abbia compromesso tale consapevolezza e abbia concorso ad alimentare e consolidare processi escludenti, fungendo da corredo ideologico. Questo saggio indaga la codificazione letteraria di alcune retoriche nazionali e di determinate immagini culturali, nonché la loro persistenza nello svolgimento della storia letteraria stessa: dalla fondazione dantesca e dalla formalizzazione esemplare che ne ha fatto Petrarca fino alla modernità (il motivo della lamentazione per le sorti dell'Italia, la trasfigurazione poetica del paesaggio del "bel paese", l'invenzione letteraria anch'essa - dei costumi e del carattere dei suoi abitanti). Il testo prova inoltre a formulare alcune considerazioni sul lascito residuo che, di questa tradizione, rimane per la "comunità che viene".
L'equilibrio nella codifica morfologica
Paolo Milizia
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2014
pagine: 204
Il volume tenta di offrire un'interpretazione unificata di alcuni fenomeni ricorrenti nella struttura e nell'organizzazione dei paradigmi flessionali. In particolare sono presi in considerazione da un lato il sincretismo sincronico riconducibile al cosiddetto "principio di compensazione" e dall'altro casi di compresenza di tipologie diverse di esponenza (cumulativa e separata) nello stesso paradigma. Tali fenomeni, come lo studio cerca di mostrare, possono essere inquadrati nell'ipotesi generale di una tendenza all'equilibrio nella distribuzione di probabilità degli esponenti morfologici.
La lingua della poesia nell'età dell'illuminismo
Carlo Enrico Roggia
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2014
pagine: 232
In mezzo al grande rinnovamento che investe la lingua italiana nel Settecento, la poesia è spesso parsa una sorta di isola: uno spazio chiuso in cui il nuovo clima intellettuale non arriva a intaccare una tenace fedeltà linguistica al passato. In realtà la lingua poetica nel secolo dei Lumi non è al riparo dalle pulsioni riformatrici, solo che il vettore del suo rinnovamento punta in direzione opposta alla semplificazione funzionale della prosa, e cioè verso un aristocratico distacco: un paradosso, sembrerebbe, per una cultura che faceva della divulgazione del sapere un suo caposaldo. È questo il nodo storiografico intorno a cui vertono i saggi qui raccolti. Lavorando su casi esemplari (Parini, Cesarotti, la poesia didascalica), il discorso si muove tra analisi linguistica e storia delle idee, toccando vari aspetti di fondo della cultura italiana settecentesca: le tensioni tra vecchio e nuovo, tra dimensione nazionale e sovranazionale; il ruolo stesso della poesia nella nuova cultura riformista. Oggetto ultimo finisce così per essere quello che resta forse il problema centrale per ogni storia della lingua, ovvero il complesso legame che stringe la lingua intesa come sistema di strutture in movimento e la cultura di un'epoca.
Oltre il romanzo. Racconto e pensiero in Musil e Svevo
Maddalena Graziano
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2013
pagine: 158
"Se la meta è la conoscenza, quale via bisogna scegliere: narrare o riflettere?". Questa, secondo Musil, è la domanda del nostro tempo, e in effetti nel Novecento molti romanzi sono percorsi dall'esitazione tra l'impulso narrativo e quello riflessivo. Con il romanzo-saggio si cerca di rispondere a questa domanda. Questo volume la esplora in una prospettiva teorica e comparatistica, indagando alcuni aspetti del rapporto tra racconto e pensiero, fatto di tensioni e corrispondenze, a partire da due figure di romanziere-saggista: Robert Musil e Italo Svevo. Accostando e confrontando le loro pratiche di scrittura e le loro considerazioni teoriche, il libro riflette sulla forma del romanzo-saggio come sintomo formale e complessa zona di risoluzione di un'irritazione conoscitiva, una questione antica che la modernità ha reso urgente e non più rinviabile: quale forma di conoscenza scegliere per accostarsi alla verità?
Dante e il mondo animale
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2013
pagine: 226
Nella Commedia il mondo animale ha un ruolo centrale sin dal primo incontro fra Dante e le tre fiere, e il poeta ne trae ispirazione nelle numerose comparazioni tra peccatori e bestie, nelle rutilanti allegorie dedicate a mostri con tratti ferini, nei molti paragoni suggeriti dalla concreta osservazione di animali o dalla lettura di favole, enciclopedie, bestiari. Nel poema, ma anche nelle altre opere di Dante, l'immaginazione attinge a simboli e traslati del mondo animale, uno dei regni metaforici e dei serbatoi figurativi più largamente impiegati nella poetica del medioevo. I saggi raccolti nel volume, rivolto agli specialisti ma anche al pubblico dei cultori del sommo poeta, analizzano dettagliatamente questa materia fornendone una sistematica messa a fuoco.
Le ragioni dell'ira. Potere e riconoscimento nell'antica Grecia
Pia Campeggiani
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2013
pagine: XII-148
A partire dalla basilare categoria umana del dolore provocato dalla deliberata violenza di chi, con la sopraffazione e l'offesa, nega valore all'identità di un altro, il libro esplora il sentimento dell'ira nell'antica Grecia proiettandolo nella sfera dei rapporti di potere tra soggetti e intendendolo, con ciò, quale passione eminentemente politica. Interpretata nella sua interazione con le nozioni di "hybris" e di "aidos", l'esperienza collerica può allora fungere da strumento ermeneutico per una rilettura delle istanze identitarie di una personalità unificata che, adirandosi, dichiara di esistere ed esige un riconoscimento morale. Prefazione di Umberto Curi
Scrittura, epigrafia e grammatica greco-micenea
Massimiliano Marazzi
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2013
pagine: 345
Nella Grecia del XVIII secolo a.C. si afferma la civiltà chiamata convenzionalmente "micenea", dal nome del più importante centro dell'epoca, Micene. Le sue élite politiche parlano una forma dialettale greca molto arcaica e usano una particolare scrittura - la cosiddetta Lineare B - per la gestione amministrativa del potere. Il volume offre una panoramica linguistica e scrittoria delle manifestazioni "letterate" più antiche nella lunga storia culturale della Grecia.

