Carocci: Lingue e letterature Carocci
Il mare al di là delle colline. Il viaggio nel Novecento letterario italiano
Paola Montefoschi
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 271
Lo sguardo oltremare, come desiderio di fuga e ricerca dell'altrove, accomuna le esperienze di viaggio - reali o virtuali - di alcuni scrittori del Novecento italiano. L'Oriente al di là dell'Adriatico di Barilli e Comisso. La memoria di Cartagine, superato il breve braccio di acque mediterranee che separa due continenti, di Marinetti, Comisso, Consolo. La gita oltremanica di Soffici, Cecchi, Barilli. La traversata dell'Atlantico e la riscoperta del Nuovo Mondo, nelle fantasmagorie argentine di Campana, nel dialogo a distanza fra i due "naufraghi" Ungaretti e Pound, nel mito americano di Vittorini e Pavese. Itinerari di viaggio e percorsi di una scrittura in divenire che riservano la sorpresa di preziosi documenti inediti: il marinettiano abbozzo di aeropoema, "Roma Cartagine", resoconto lirico-erotico di una trasvolata della costa tunisina, compiuta dal fondatore del futurismo sulle tracce di "Scipione l'Africano e Salammbò", e alcune singolari prove di scrittura del romanzo giovanile di Cesare Pavese "Ciau Masino".
Il tiranno e l'eroe. Storia e mito nella Grecia antica
Carmine Catenacci
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 239
Le prime attestazioni di "tiranno" nella Grecia arcaica mostrano che il significato originale del termine è "signore assoluto". Egli può piegarsi alla massima ammirazione come alla massima esecrazione. Il bifrontismo della parola si riflette nella carriera dei personaggi storici ai quali l'appellativo subito aderisce. Le vite dei tiranni si snodano attraverso passaggi ricorrenti che ricalcano la biografia dell'eroe del mito: predestinazione e infanzia marginale; prova di accesso al potere; abnormità erotica; attività di predazione e di fondazione; tragedia familiare del potere e morte eccezionale. Al curriculum dell'eroe il tiranno associa il tratto morfologico che connota i protagonisti del mito: la predisposizione all'eccesso e alla dismisura nella violenza e nell'intelligenza, nell'amore e nell'odio, nel bene come nel male. Il tiranno parla la lingua del mito. Tra apoteosi e maledizione, sacralizzazione del potere e sacrilegio istituzionalizzato, vecchio e nuovo ordine, la figura del tiranno si colloca alla confluenza tra fatti storici e propaganda, schemi di civiltà e archetipi del potere.
Il romanzo neostorico italiano. Storia, memoria, narrazione
Giuliana Benvenuti
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 142
I mutamenti epocali, che in questi ultimi decenni hanno trasformato gli strumenti e il modo di rappresentare il mondo, si riflettono anche sugli scrittori. Alcuni di loro sono tornati a guardare al genere del romanzo storico, riscoprendo il suo significato critico nei confronti della società. Ma per gli scrittori di oggi, quelli degli anni Zero, questo nuovo sguardo comporta nuove domande: quale rapporto esiste tra verità storica e finzione letteraria? Qual è il ruolo della letteratura nel sistema dei media? Si può riscrivere la storia da punti di vista oscurati e dimenticati? Di fronte a questi interrogativi, sembra che la scrittura di una contro-storia sia l'unica strada possibile per praticare una indagine romanzesca sul passato. La narrazione, così, si insinua nelle fessure della Storia ufficiale, intrecciando memoria e finzione. Il romanzo neostorico - che è metapop nei Wu Ming, oppure concentrato nello scandaglio degli abissi dell'inesperienza, come in Scurati, o ancora votato a portare alla luce le vicende degli oppressi dal potere coloniale nel romanzo postcoloniale - reagisce al costume postmodernista, ironico e citatorio nei confronti del passato, e converte le immagini del tempo in quella pratica politica che è la riscrittura della storia.
Il paradosso di Proteo. Storia di una rappresentazione culturale da Omero al postumano
Attilio Scuderi
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 304
Figura diaboli e figura Christi, simbolo di intelletto e materia, di verità e menzogna, di fuga strategica e azione seduttiva, il mito di Proteo è l’icona dell’oscillazione semantica. Per usare una metafora attinta dalla fisica, esso pare in uno stato di “sovrapposizione quantistica”, simile a quegli atomi in connessione con i partners dalle polarità opposte e complementari; ogni lettura del mito evoca letture altre, prepara una diversa interpretazione, ancor più la incarna, la contiene, la implica. Queste pagine ripercorrono la storia della rappresentazione culturale di Proteo, dal vortice metamorfico dell’Odissea (col seguito di riscritture classiche, sin da Virgilio e Ovidio) all’eclissi provocata dalla sovrapposizione patristico-medievale con Satana; dal complesso figurale rinascimentale (che ne fa, da Erasmo in poi, un simbolo della “morale della doppia coscienza”) alla moderna invasione della “sindrome di Zelig” nelle arti, nella cultura popolare e nelle scienze umane.
Ottocento inquieto e misterioso. Romanzi popolari e altri scritti dimenticati della letteratura italiana
Raffaella Castagnola, Paolo Orvieto
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 333
Ottocento inquieto e misterioso: due aggettivi che nascondono opere assai diverse fra loro, ma tutte "minori", sconosciute o dimenticate, e tuttavia spesso best seller dell'epoca. Per lo più romanzi ancora intriganti, perché "misteriosi", ambientati in quartieri e luoghi malfamati, abitati da briganti, ebrei, malfattori, prostitute, operai; ma anche nei sontuosi palazzi in cui l'eros si traduce in crimine. I temi aggreganti sono ancor oggi attuali: . i misteri, l'altro, il diverso - in particolare l'ebreo -, inquieti esploratori di terre esotiche, fanciulle vittime e perseguitate, i prodromi del giallo; nell'insieme, un'umanità difforme, perciò perturbante il perbenismo borghese, quando la trama non è anche metafora della contemporanea situazione politica. Il volume si concentra su una cinquantina di romanzi italiani dimenticati e ingiustamente emarginati, dei quali offre talvolta una lettura analitica, quasi sostituto di diretta consultazione. Dal percorso offerto e dalla selezione degli autori e delle opere emerge un coacervo di temi, poi metabolizzati e sfruttati nel secolo successivo, e anche una letteratura non solo di transito, ma che già conosce la suprema arte accattivante capace di eccitare l'altrimenti asfittica realtà del comune lettore, trascinandolo nel vortice delle deviazioni d'ogni genere e specie.
Il romanticismo italiano e l'Europa. Fantasia e realtà nell'immaginario occidentale
Joseph Luzzi
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 334
Questo studio innovativo esamina le origini e lo sviluppo del romanticismo italiano e del mito moderno dell'Italia. Oltrepassando i confini delle singole tradizioni critiche nazionali, l'autore esamina le metafore, i fatti e le opere che riguardano l'Italia dell'epoca romantica e che hanno plasmato l'immaginario letterario mondiale. I temi principali affrontati sono l'emergere dell'Italia come "università del mondo" (Goethe) e come "madre di tutte le arti" (Byron), l'influenza della Commedia di Dante sull'autobiografismo romantico e la personificazione del corpo politico italiano come giovane donna, in Italia e all'estero. Il volume offre anche una rivalutazione critica dei tre principali esponenti del romanticismo italiano (Foscolo, Leopardi e Manzoni) e spiega per quale motivo questi autori, fondamentali in patria, rimangano tuttora in gran parte inesplorati nell'ambito della critica anglosassone. Rivolgendosi a un pubblico di addetti ai lavori e non, il libro offre una prospettiva originale attraverso cui osservare e comprendere l'influenza della tradizione letteraria, culturale e intellettuale italiana sull'immaginario occidentale, muovendo dall'età romantica per giungere fino ai giorni nostri.
Baciare la terra. Un topos letterario
Emilia Di Rocco
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 142
Dall'antichità alla modernità, baciare la terra, associato ai temi del viaggio, dell'omaggio e del ringraziamento, si carica di nuovi contenuti che mettono in risalto il suo senso profondo, come rivela l'analisi delle opere dei più grandi capolavori della letteratura occidentale, da Omero a Primo Levi. Il gesto compare sempre in un momento chiave della vicenda che coinvolge il personaggio che lo compie, rivelando aspetti importanti del suo carattere e della sua storia. Letto in chiave religiosa, l'atto apre scenari interpretativi particolarmente interessanti in relazione al problema del riconoscimento della colpa, della penitenza e del perdono, all'interno di un percorso di espiazione, resurrezione e rigenerazione. Il significato del bacio alla terra ruota intorno alla figura mitica della Grande Madre, una dea che si presenta al lettore moderno come stratificazione di miti che tendono a sottolinearne la fertilità, la maternità e il particolare legame con gli uomini, ai quali dà la vita e che è pronta a riaccogliere nel suo grembo alla morte.
Concepts and categories of emotion in East Asia
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 334
La globalizzazione impone la conoscenza dell'altro. D'altro canto, relazionarsi con l'altro significa conoscerne anche le emozioni. Il volume, lungi dall'essere una trattazione organica dell'espressione delle emozioni in Estremo Oriente, descrive aspetti salienti delle culture orientali e, in particolare, della Cina. Gli argomenti spaziano dalla letteratura alla musica alla filosofia, dall'antichità a oggi, ruotando sempre intorno al concetto chiave di emozione.
Le traduzioni di narrativa tedesca durante il fascismo
Natascia Barrale
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 307
Tra la fine degli anni Venti e la prima metà degli anni Trenta del secolo scorso il campo letterario italiano apre i propri confini alla narrativa straniera del tempo. Tra i volumi che si impongono all'attenzione dei lettori si distingue la presenza massiccia della prosa contemporanea tedesca, che giunge sugli scaffali delle librerie italiane incontrando il favore del grande pubblico. Dietro le quinte della vita editoriale sotto il regime fascista, le vicende di scoperta e di proposta, di censura, di autocensura o di autorizzazione delle traduzioni dalla narrativa tedesca descrivono un interessante - e a volte sorprendente - itinerario delle forme e dei modi in cui innumerevoli romanzi stranieri furono recepiti dai lettori italiani tra accuse di esterofilia e incipienti imposizioni di autarchia culturale. Oltre a delineare così un capitolo decisivo della storia dell'editoria italiana durante il fascismo come parte del più generale rapporto tra intellettuali e potere, l'autrice analizza una campionatura di traduzioni rappresentative dei generi letterari di maggior successo del tempo - romanzo al femminile, romanzo di guerra e romanzo di ambientazione metropolitana - offrendo anche un contributo filologico-testuale al dibattito traduttologico in corso. Spostando lo sguardo sui testi, tramite l'affiancamento di tre opere (di Vicki Baum, Arnold Zweig e Hans Fallada) con le rispettive traduzioni italiane, l'analisi comparativa sottopone a verifica i criteri di traduzione.
Pensieri sull'etimo. Riflessioni linguistiche nello «Zibaldone» di Giacomo Leopardi
Angela Bianchi
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 152
Il volume, ugualmente indirizzato alla didattica e alla ricerca, prende in esame il pensiero del Giacomo Leopardi teorico della lingua, sensibile all'analisi della fenomenologia e all'interpretazione. Lo studio viene condotto con un'ottica di tipo empirico, lontana da sovrageneralizzazioni e da interpretazioni volte a rintracciare nell'autore aspetti allotri e forzati; sarà pertanto l'aderenza ai testi a condurre ai risultati e a permettere di formulare ipotesi scientifiche. Prendendo principalmente in considerazione le pagine dello Zibaldone di pensieri, l'autrice dimostra come la trattazione del tema etimologico, legata da un lato alla speculazione su altri argomenti come quello della sinonimia, dall'altro ad altri ragionamenti linguistici, quali quello sulla varietà e diversità delle lingue e sulla traduzione, permetta a Leopardi di ragionare sulla lingua in una prospettiva, per così dire, metalinguistica, chiarita e accertata anche dall'analisi dei lemmi etimologia, sinonimia e di quelli a essi correlati, tra i quali lingua, lingue, linguaggio, linguaggi.
Raccontarsi in versi. La poesia autobiografica in Inghilterra e in Spagna (1950-1980)
Menotti Lerro
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 214
Il volume ripercorre le teorie critiche fondanti del genere autobiografico, dal periodo illuminista agli sviluppi più recenti, che a partire dagli anni Sessanta (con i saggi di Roy Pascal e Jean Starobinski) hanno avuto un sempre maggiore impulso. Propone - in contrasto con la definizione imprescindibile e ormai classica di Philippe Lejeune -una maggiore efficacia della poesia ai fini narrativi dell'autobiografìa, riconoscendo alla scrittura poetica quella capacità straordinaria di dire ciò che "lingua mortal non dice", per citare Leopardi. Seamus Heaney, Thom Gunn, Carlos Barrai e Jaime Gil de Biedma sono i testimoni dell'impulso lirico-autobiografico in Inghilterra e in Spagna (1950-80). Nella loro poesia si rileva un sapiente svelamento del sé attraverso ricordi, luoghi e oggetti che spesso li caratterizzano e che permettono, a chi ripercorre il proprio vissuto attraverso la scrittura, di ritrovare e ridare significati essenziali alla ricostruzione dell'identità soggettiva, ma anche della propria comunità d'appartenenza.
La conquista delle parole. Per una storia naturale della denominazione
Grazia Basile
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 255
"Molte cose", dice il filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein nelle Ricerche filosofiche, "devono già essere pronte nel linguaggio, perché il puro denominare abbia un senso". Questo volume ha lo scopo di indagare la complessità del processo di denominazione, con particolare riguardo ai meccanismi che gli esseri umani mettono in atto nel momento in cui acquisiscono il lessico della loro lingua materna e in quello in cui, per cosi dire, "perdono", nei casi di afasia, le parole. L'idea di fondo del libro è che, tanto nel caso dell'acquisizione delle categorie lessicali quanto in quello della loro perdita, la struttura degli eventi, in particolare quella degli eventi sociali, ha un peso determinante: la nostra esperienza e le nostre conoscenze sono organizzate secondo "forme di vita" condivise, per cui è dagli script, dalle prime routine di azioni condivise che nascono le prime parole e, parallelamente, la perdita dell'organizzazione scriptica influenza la perdita delle parole ad essa connesse.

