Edimedia (Firenze): EME. Enciclopedica Multimediale Edimedia
Nathan il saggio
Gotthold Ephraim Lessing
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2026
pagine: 136
Pubblicato per la prima volta nel 1779, Nathan il saggio è una delle opere più significative dell’Illuminismo europeo e un testo ancora oggi sorprendentemente attuale. Ambientato nella Gerusalemme delle Crociate, il dramma mette in scena l’incontro fra tre grandi tradizioni religiose – ebraismo, cristianesimo e islam – attraverso la figura di Nathan, mercante ebreo di straordinaria saggezza e umanità. Al cuore dell’opera si trova la celebre parabola dei tre anelli, una delle più potenti allegorie della tolleranza mai scritte: nessuna fede può pretendere il monopolio della verità, e solo l’agire giusto e compassionevole dell’uomo testimonia il valore autentico della propria religione. Lessing, con straordinaria modernità, smaschera i pregiudizi, rifiuta il fanatismo e invita il lettore a superare i confini confessionali per scoprire un comune terreno etico e spirituale. Nathan il saggio non è soltanto un appello alla tolleranza religiosa, ma anche una meditazione universale sulla dignità dell’uomo e sulla necessità del dialogo. In un’epoca segnata da conflitti e divisioni, Lessing offre un messaggio limpido: la vera saggezza nasce dall’empatia, dalla capacità di riconoscere nell’altro un fratello. Quest’opera, che fonde la tensione drammatica con la profondità filosofica, resta una lettura imprescindibile per comprendere non solo l’Illuminismo, ma anche le radici di quell’idea di convivenza e pluralismo che continua a orientare la coscienza europea. Un libro che interroga e commuove, e che ci ricorda come la pace sia il frutto più alto della ragione e dell’amore per l’umanità.
Canne al vento
Grazia Deledda
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2026
pagine: 240
Il romanzo, ambientato nei luoghi selvaggi della Sardegna del primo Novecento, presenta personaggi che vivono forti passioni, senso di colpa, riscatto e perdono: tematiche universali che rimandano a una visione della vita in cui la tragicità del destino sovrasta tutti gli uomini, facendoli oscillare, appunto, come “canne al vento”. Il ricco apparato di risorse online rimanda a documenti in rete (siti web, testi, articoli, video, interviste, spezzoni e versioni integrali di film). Di particolare interesse il frammento audio del discorso in occasione del premio Nobel del 1926, e la riproduzione integrale del film muto Cenere, del 1916, interpretato dalla “divina” Eleonora Duse. È possibile accedere ad altre sequenze e versioni complete, scelte tra le innumerevoli trasposizioni cinematografiche e televisive, come il film Proibito che Mario Monicelli girò nel 1954, melodramma agreste ispirato a vari romanzi di Deledda, tra cui anche La madre. Oppure il film prodotto dalla Rai nel 1958 con la regia di Mario Landi.
Il bell'Antonio
Vitaliano Brancati
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2026
pagine: 312
Con una scrittura ironica, elegante e pungente, Vitaliano Brancati scava nel cuore della provincia siciliana e nei suoi miti, restituendo un ritratto spietato e insieme affascinante di un’intera società. Il protagonista, Antonio Magnano, è un giovane che sembra incarnare la perfezione virile: bello, raffinato, ammirato da tutti, attira su di sé uno sguardo carico di attese e di desideri. Gli amici lo guardano con invidia, le donne con bramosia: Catania intera lo osserva come un simbolo di seduzione e di successo. Ma dietro quell’immagine smagliante, costruita e amplificata dalle voci di una comunità che vive di apparenze, si cela una realtà molto diversa. A fare da sfondo, la città siciliana con le sue piazze assolate, i suoi caffè animati, i palazzi nobiliari decadenti: un mondo che Brancati dipinge con ironia tagliente, svelandone la teatralità e i tic profondamente radicati. Senza cedere al folclore, ma con un’attenzione sottile al costume e alla psicologia collettiva, Brancati mette in scena un racconto che è insieme satira sociale e indagine intima. Il bell’Antonio non è solo il ritratto di un individuo, ma anche l’allegoria di un’Italia sospesa tra orgoglio e ipocrisia, tra desiderio e repressione.
La spiaggia
Cesare Pavese
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 87
Pubblicato nel 1942, il romanzo è costruito attorno al tema dell’alienazione, del disincanto borghese e dell’incomunicabilità, attraverso una narrazione rarefatta e introspettiva. Il protagonista, un avvocato torinese di mezza età, viene invitato da un vecchio amico, Doro, a trascorrere alcuni giorni in una località balneare della Riviera ligure. Qui, oltre alla giovane e inquieta moglie di Doro, Clelia, incontra altri personaggi enigmatici: una ragazza misteriosa di nome Nora e un giovane, seducente e ribelle, che gravita intorno al gruppo. L’ambiente marino e vacanziero, apparentemente spensierato, è in realtà lo sfondo di tensioni sotterranee e desideri repressi. Il protagonista osserva, ma non partecipa: è un uomo disilluso, distante, incapace di entrare in relazione con gli altri. Il suo sguardo freddo e disincantato si riflette nel paesaggio stesso, che diventa specchio dell’inquietudine interiore e della vacuità dei rapporti sociali. I dialoghi sono scarni, i gesti ripetitivi, le giornate sempre uguali, scandite da una noia inquietante. Con uno stile asciutto, essenziale e venato di malinconia, Pavese costruisce un romanzo sospeso tra introspezione e osservazione sociale, che anticipa molte delle tematiche centrali della sua produzione successiva.
Piccolo mondo antico
Antonio Fogazzaro
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 295
Pubblicato nel 1895, e ambientato nella Lombardia preunitaria sotto il dominio austriaco, è sicuramente il romanzo più celebre di Fogazzaro. La narrazione segue la vicenda di Franco Maironi, giovane di nobili origini ma di idealità liberali e patriottiche, e della sua moglie Luisa Rigey, una donna forte e passionale, con la quale si sposa contro il volere della nonna marchesa, rigida conservatrice e sostenitrice del regime asburgico. Il matrimonio, vissuto inizialmente in povertà ma con grande idealismo e affetto reciproco, è segnato da progressive tensioni. Quando la loro figlia Ombretta muore tragicamente, il dolore acuisce le divergenze tra Franco e Luisa, provocando una frattura profonda nel loro rapporto. Attraverso la vicenda privata della coppia, Fogazzaro dipinge un affresco intenso della società lombarda dell’epoca, caratterizzata dal conflitto tra il vecchio ordine e le spinte verso il cambiamento. Il titolo richiama proprio quel “piccolo mondo” provinciale, con le sue consuetudini, ipocrisie e contraddizioni, destinato a essere superato dalla storia.
Il cappello del prete
Emilio De Marchi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 175
Pubblicato nel 1888 è uno dei primi romanzi italiani a combinare elementi del romanzo psicologico con quelli del giallo e del noir. La trama ruota attorno al barone di Santafusca, un nobile decaduto e oppresso dai debiti, che decide di assassinare un prete, don Cirillo, per impossessarsi del denaro che questi porta con sé per l’acquisto di una villa. L’omicidio avviene nella più fredda premeditazione, ma qualcosa va storto: il cappello della vittima, dimenticato nella scena del crimine, diventa l’indizio chiave che mette in moto la macchina del sospetto e della giustizia. Ma ciò che rende il romanzo più di un semplice giallo è il progressivo disfacimento psicologico del barone. Dopo il delitto, non è la giustizia degli uomini a colpirlo per prima, ma la sua stessa coscienza. Il cappello, simbolo tangibile del crimine, si trasforma in una presenza ossessiva e persecutoria, fino a diventare allucinazione. La colpa divora il protagonista, che precipita in uno stato di crescente paranoia e delirio. De Marchi costruisce una narrazione inquietante e lucida, dove la tensione morale è più potente della suspense investigativa. Il romanzo si muove tra l’analisi della colpa e la critica sociale: da un lato la discesa nell’abisso interiore di un uomo disperato; dall’altro uno sguardo ironico e amaro su una società corrotta, dove anche il clero si muove tra avidità e speculazione. Romanzo cupo, moderno, quasi dostoevskijano, Il cappello del prete anticipa i tratti del noir novecentesco, fondando un modello narrativo nuovo per la letteratura italiana.
Cuore
Edmondo De Amicis
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2025
pagine: 279
Pubblicato nel 1886, il libro si presenta come il diario immaginario di Enrico Bottini, un ragazzo torinese di terza elementare, durante l’arco dell’anno scolastico 1881-1882. Attraverso i suoi occhi il lettore osserva la vita quotidiana di una classe italiana del XIX secolo, composta da bambini di diversa estrazione sociale, ma uniti dall’amicizia, dal senso del dovere e dall’amore per la patria. Il diario di Enrico è intervallato da racconti mensili scritti dal maestro, noti come “racconti del mese”, che narrano vicende eroiche e commoventi di giovani italiani, come Il piccolo scrivano fiorentino, Il tamburino sardo, Sangue romagnolo, che celebrano il coraggio, il sacrificio e l’altruismo. Attraverso questi racconti e le esperienze dei suoi compagni - tra cui il povero ma fiero Precossi, il generoso Garrone, il vanitoso Franti - emergono valori fondamentali come la solidarietà, l’uguaglianza, il rispetto per gli insegnanti. Un ruolo importante hanno anche le lettere dei genitori di Enrico, che guidano il figlio nella formazione morale, con affetto e rigore. Cuore fu concepito come uno strumento educativo per i giovani dell’Italia postunitaria, volto a formare cittadini responsabili e patrioti. Il tono emotivo e didattico del libro ha commosso generazioni di lettori ed è stato tradotto in numerose lingue, diventando uno dei testi più celebri della letteratura italiana per ragazzi.
Fede e bellezza
Niccolò Tommaseo
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2024
pagine: 127
Il volume è arricchito da una ricca appendice di risorse online, con QR code che rimandano a documenti disponibili in rete (siti web, testi, articoli, video, interviste, spezzoni di film). Giovanni, letterato cattolico esule in Francia, e Maria, che ha vissuto a Parigi dopo esser rimasta orfana, si incontrano e condividono le loro tormentate esperienze sentimentali. Le vite fallimentari sembrano trovare riscatto nell’amore reciproco. Originariamente concepito come racconto edificante, Fede e bellezza si trasforma in un romanzo psicologico ampiamente autobiografico, nel quale cercano di trovare soluzione le tensioni irrisolte dello scrittore tra peccato e redenzione, tentazione sensuale, desiderio di trasgressione, pentimento e ricerca di purezza. Un’opera dunque che oscilla tra sensualità e moralismo, e che dà vita a un capolavoro che di fatto pare anticipare le atmosfere di certo decadentismo. La fusione eclettica di stili letterari, dal diario all’epistola, dalla confessione alla memoria, contribuisce a rendere l’opera un unicum nel panorama letterario ottocentesco. Il lessico varia tra la ricercatezza letteraria e termini toscani popolareggianti, mentre la sintassi oscilla tra il periodare disteso e lo stile schematico della confessione-diario.
La coscienza di Zeno
Italo Svevo
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2024
pagine: 303
Il volume è arricchito da una ricca appendice di risorse online, con QR code che rimandano a documenti disponibili in rete (siti web, testi, articoli, video, interviste, spezzoni di film). La Coscienza di Zeno è un romanzo che ancora oggi, a quasi un secolo dalla sua apparizione, mantiene intatta la sua carica di modernità. Il suo modo ironico di addentrarsi fra i misteri e le ambiguità della coscienza è ancora in grado di interessare, e soprattutto di divertire, il lettore dei nostri giorni. Zeno Cosini, protagonista del romanzo, è stato spesso identificato con la maschera ebraica dello “Schlemiel”, ossia del personaggio maldestro, imbranato, archetipo di una comicità, ebraica per l’appunto, che ha trovato nel cinema prestigiosi interpreti, quali i fratelli Marx, Danny Kay, Jerry Lewis e Woody Allen.
Ginevra o l'orfana della Nunziata
Antonio Ranieri
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2024
pagine: 263
Il volume è arricchito da una ricca appendice di risorse online, con QR code che rimandano a documenti disponibili in rete (siti web, testi, articoli, video, interviste, spezzoni di film). Ranieri provò a pubblicare dapprima il romanzo nel 1836, a puntate, sul periodico napoletano «Il Progresso», ma la censura intervenne bloccando la stampa. Nel 1836 tentò nuovamente la pubblicazione, ma fu denunciato dal capo dell’amministrazione della Nunziata (una discussa istituzione assistenziale napoletana) e fatto incarcerare per 45 giorni. L’opera, che narra le vicende di una povera orfanella vittima di un sistema di assistenza corrotto, cinico e permeato di un violento maschilismo, è generalmente indicata come il primo romanzo sociale italiano. Rappresenta una violenta denuncia socio-politica, ed è basata su un attento studio fondato su un solido realismo documentario. L’accorato atto di accusa delle istituzioni sociali ed ecclesiastiche napoletane non potrebbe essere più corrosivo.
Dialoghetti
Monaldo Leopardi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2024
pagine: 311
Il volume è arricchito da una ricca appendice di risorse online, con QR code che rimandano a documenti disponibili in rete (siti web, testi, articoli, video, interviste, spezzoni di film). «Figliuola mia, l’autorità dei re non viene dai popoli, ma viene a dirittura da Dio, il quale, avendo fatto gli uomini per vivere in società, ha reso necessario un capo che li governi e con ciò ha comandato che i popoli ubbidiscano ai re. Il re deve procurare tutto il bene del popolo; il popolo deve ubbidire a tutti i comandi del re, e questa è la gran carta scritta con la mano di Dio e stampata col torchio della natura». Non sorprende che il figlio Giacomo si trovasse in profondo imbarazzo, quando cominciò a circolare la voce che l’autore dei Dialoghetti fosse lui. Il pensiero del padre Monaldo disegna infatti un affresco coerentemente reazionario, avverso a tutti i valori che avevano in qualche modo minato l’Ancien Régime e l’assolutismo monarchico. Non sorprende dunque che i suoi strali siano indirizzati non solo contro liberali e rivoluzionari, ma anche contro quei monarchi costituzionali incapaci di interpretare rigidamente la Restaurazione. E che fra i nemici individuasse anche quei sodali dell’«Antologia» che pure avevano accolto sì benignamente il figlio.
Benito Cereno
Herman Melville
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2024
pagine: 111
Il volume è arricchito da una ricca appendice di risorse online, con QR code che rimandano a documenti disponibili in rete (siti web, testi, articoli, video, interviste, spezzoni di film). Pubblicata nel 1855 è un’opera eccentrica e complessa, una sorta di thriller simbolico in cui una tensione sempre più palpabile sembra scaturire da un bozzetto surreale di apatica bonaccia, da una calma apparente. Ambientato a bordo della nave spagnola San Dominique, il racconto segue le vicende del capitano Amasa Delano, un marinaio americano che generosamente si presta a offrire soccorso all’equipaggio di un vascello in difficoltà. Qui incontra il misterioso Benito Cereno, un personaggio malato e apparentemente inetto, afflitto da un tedio patetico, dallo sguardo sfuggente e sospeso. Attraverso una narrazione ingannevole e ambigua, un’atmosfera di falsa bonaccia che sembra caricarsi di elettricità di pagina in pagina, protagonista diviene sempre più la vastità immobile dell’oceano, come luogo in cui prende sostanza il mistero delle cose, come abisso insondabile. E l’oceano, nella sua irreale immobilità, si riflette a sua volta come uno specchio nell’immobilità surreale del capitano. C’è qualcosa di pauroso, di tremendo in questo non detto, in questa pace apparente.

