Marsilio
Eracle/Ercole. Tre storie da ripensare
Paola Angeli Bernardini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 120
I tre racconti qui proposti riguardano tre aspetti della biografia mitica del figlio di Anfitrione e di Zeus: Eracle/Ercole, l’eroe più famoso e discusso dell’antichità, difensore degli dèi e degli uomini, superiore a tutti per forza e coraggio, avversario indomabile, ma anche responsabile di gravissime colpe. Il primo, relativo alla collocazione delle colonne da non superare al limite estremo del Mediterraneo occidentale, concerne la necessità di porre un confine alle aspirazioni dei mortali e al loro desiderio di conoscenza; il secondo affronta il tema della comunicazione orale e fissa il ruolo determinante dell’eloquenza; il terzo stabilisce l’impossibilità di definire con assoluta certezza la binarietà sessuale di un individuo. Le tre problematiche affrontate rimandano all’attualità: i confini meridionali dell’Europa – ora chiamata in concreto a difendere la sua identità come unione sovranazionale e la sua strategica posizione mediterranea –, l’importanza e la persuasività della comunicazione orale, l’accettazione della libertà sessuale di ciascuno. Nell’analisi dei tre nuclei narrativi l’autrice dà grande importanza alle testimonianze letterarie e iconografiche a partire dalla Grecia più antica fino a oggi e ricostruisce quando e dove i tre episodi mitici si sono formati e sviluppati.
L'uomo di mondo
Carlo Goldoni
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 344
Le numerose edizioni settecentesche che s’intersecano l’una con l’altra, la mancanza degli autografi e la vastità dell’impresa di fronte alle cento e più commedie, alle decine di melodrammi giocosi, di drammi per musica e di altri componimenti teatrali, cui si affiancano poesie, prose amplissime di memoria e un cospicuo epistolario, hanno impedito fino ad ora che si affrontasse la questione dell’edizione critica delle opere di Carlo Goldoni. La cultura italiana e internazionale si era rassegnata e accomodata all’ombra della grande, meritoria fatica di Giuseppe Ortolani iniziata nei primi anni del secolo, senza, tuttavia, un chiaro progetto e senza precisi criteri filologici. Alla base di questa edizione nazionale vi è stata una preliminare indagine sulle stampe volute dall’autore dal 1750 agli anni ultimi della sua lunga vita al fine di determinare, opera per opera, i diversi stadi del testo. Da qui la presenza di un ricco apparato di varianti che illustra l’evoluzione della singola opera fino al momento in cui l’autore non impone ad essa una fisionomia definitiva. Consegnati al teatro, i testi, che erano nati per esso, riprenderanno immediatamente il loro cammino nella continua e molteplice dinamica dell’interpretazione che qui viene di volta in volta ricostruita nelle pagine dedicate alla fortuna. Nella stagione di carnevale 1738-1739, presso il teatro San Samuele di Venezia, la compagnia di Giuseppe Imer rappresenta la prima commedia di Carlo Goldoni, Momolo cortesan. È la storia di un giovane mercante interessato al vino, alle risse e alle donne molto più che agli affari, il quale, rimasto senza soldi e quasi truffato, accetta di sposarsi e riordinare la propria vita borghese. Solo la parte del protagonista è scritta; il resto è improvvisato dagli attori. Per questo, nonostante l’immediato successo, la pièce non viene stampata prima del 1757, nell’ultimo tomo dell’edizione fiorentina Paperini, con un nuovo titolo, L’uomo di mondo. Un esame critico della tradizione testuale indaga le ragioni della pubblicazione tardiva e passa in rassegna gli interventi progressivi sul testo; un commento individua i rapporti con il teatro cittadino veneziano dei secoli XVII-XVIII, con la tradizione “bulesca” e con la prima produzione goldoniana.
Nietzsche e Marx si davano la mano. Vita, intrecci e pensiero dei due profeti che sconvolsero il mondo
Marcello Veneziani
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 240
5 maggio 1882. L’euforico autore di Aurora e della Gaia scienza e l’anziano rivoluzionario, senza barba, ormai al tramonto, si incontrano a Nizza. Entrambi sono reduci da traversate nel Mediterraneo alla ricerca del sole, del Sud e della salute. L’anno dopo morirà Marx e nascerà Zarathustra. Poi la follia scenderà su Nietzsche. Partendo da un artificio narrativo, Marcello Veneziani si avventura in un’impresa straordinaria, tra biografia e viaggio filosofico: ripercorrere le vite allo specchio dei due pensatori più controversi e allo stesso tempo più influenti della modernità. Evidenzia così i punti in comune tra la parabola umana e l’opera dei due giganti tedeschi: la predilezione per i greci e la teofobia, il sogno romantico, tra Prometeo e Dioniso. Ricostruisce genesi e forme delle divergenti passioni del figlio del pastore protestante e del nipote del rabbino: la natura, la solitudine e l’arte per Nietzsche; la storia, le masse e l’economia per Marx. La suggestione di quell’incontro immaginario rende più vivo il paragone e più avvincente il racconto delle loro idee, tra la morte di Dio e la fine dell’uomo. Due ritratti evocativi dei pensatori del conflitto e del futuro, della mutazione e dello smascheramento, con i loro ordigni inesplosi, le loro eredità tradite, intrecciate e contrapposte nel Novecento, e quel che resta oggi, con vista sul domani. Un tentativo di «restituire vita e umanità ai due autori, un invito ai lettori di sponde rivali, se esistono ancora sponde, a riconoscersi reciprocamente, a parlarsi e confrontarsi».
Orgoglio e pregiudizio
Jane Austen
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 464
Nel famoso incipit di Anna Karenina, Tolstoj dice che «tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro, mentre ogni famiglia infelice lo è in modo diverso». Ma questo non è vero per Jane Austen, che non ha bisogno di infelicità e di tragedia per raccontare la differenza delle sue «famiglie felici»: gli inganni e le goffaggini, le illusioni e le ingiustizie che sono i segni del quotidiano e faticoso venire a patti con la vita, in quegli spazi futili, variegati e leggeri - il salotto, la sala da ballo, la parrocchia - che la sua scrittura sa riempire di senso e profondità. Felice la famiglia Bennet? Con cinque figlie da sistemare, una madre stupida e ridicola, un padre che disprezza moglie e figlie (tranne una) e passa la giornata nello studio a leggere e fare i conti? Felice quel mondo patriarcale che racconta il potere di chi ha soldi e l’umiliazione di chi non ne ha? Di Orgoglio e pregiudizio (1813), che è forse il primo Bildungsroman al femminile, è protagonista una giovane donna, Elizabeth Bennet, la cui formazione consiste nell’imparare a stare in quel mondo restrittivo con libertà, a costruire la possibilità di pensare e di scegliere, a parlare e a tener testa all’interlocutore in quegli straordinari palleggi linguistici che sono i suoi dialoghi alla pari con le figure più autorevoli dell’establishment.
Le delizie della signorina Ashikawa
Junko Takase
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 128
È possibile che il cibo, quando è condiviso, abbia un sapore migliore? Davvero mangiare insieme rappresenta un momento di felicità? Nitani, impiegato ligio e ambizioso in una grande azienda dell’area metropolitana di Tokyo, non ci crede proprio, anzi: l’idea che il suo tempo possa essere in qualche modo condizionato da pranzo e cena gli è insopportabile. E se bastasse una pillola per nutrirsi, lui sarebbe l’uomo più felice sulla terra. Tra una pausa a base di noodles istantanei e un corso di aggiornamento, Nitani comincia a sviluppare un’antipatia mista ad attrazione per la graziosa Ashikawa, la collega colpevole ai suoi occhi di fare solo il minimo indispensabile e, allo stesso tempo, in grado di impersonare con la sua fragilità che invoca protezione la figura della moglie perfetta, così come vuole l’educazione con cui è cresciuto. Oltretutto, per farsi perdonare le frequenti assenze in ufficio, Ashikawa prende l’abitudine di preparare per i colleghi deliziosi ed elaborati dolci fatti in casa. E in una società che impone ritmi professionali impietosi, la sua diventa una scelta rivoluzionaria, in cui la rivendicazione della cura di sé e degli altri e la ricerca dell’appagamento passano anche attraverso l’amore per la cucina.
Semi di futuro. Giovani, cultura e benessere
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 184
Il XVI Rapporto Civita Semi di futuro affronta un tema cruciale per il nostro tempo: il benessere emotivo dei giovani italiani, analizzato in relazione a cultura, creatività, formazione, lavoro, sport e cittadinanza attiva. Attraverso una indagine demoscopica realizzata del Centro Studi di Civita su un campione di 16-24enni e le riflessioni di esperti di diversi ambiti, il Rapporto restituisce il ritratto di una generazione vitale e consapevole, ma anche fragile, segnata da incertezze, precarietà e pressioni sociali. La ricerca mostra come non sia la quantità delle esperienze a determinare la felicità, bensì la loro qualità e profondità: la cultura produce benessere solo se genera partecipazione autentica; lo sport solo se praticato con continuità e motivazione personale; la creatività può diventare fonte di fragilità se vissuta senza riconoscimento o senso. Centrale risulta il ruolo delle relazioni familiari, della fiducia sociale e della presenza di adulti che siano veri punti di riferimento, capaci di orientare e ascoltare. Accanto ai dati, le riflessioni degli studiosi mettono in luce sfide e opportunità: dall’impatto dell’iperconnessione digitale ai rischi della “cultura della paura”, fino al valore della scuola, dell’arte e della comunità come strumenti di cura e resilienza. Assodato che coltivare il benessere dei giovani significa garantire il futuro stesso della società, emerge un appello chiaro: le politiche giovanili, educative e culturali devono investire non solo in maggiori opportunità, ma in esperienze autentiche e inclusive, capaci di generare senso e fiducia.
Il profumo della bellezza. Leonardo da Vinci tra moda e stile
Maria Pirulli
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 208
Nell’ultimo decennio del Quattrocento Milano diventa protagonista di uno sviluppo protoindustriale nei tessuti, nei manufatti di abbigliamento e accessori, con produzioni di pregio nei comparti serici, dei pellami pregiati sino alla gioielleria, in poche parole nel settore del lusso. Lo splendore espresso attraverso gli abiti, i profumi, le acconciature, i gioielli diventa sinonimo di potere politico, forma di espressione dei più alti ranghi sociali, innescando una competizione fra le corti rinascimentali del tempo. La figura femminile a corte assume grande rilievo: la donna si affranca da una tradizione che la demonizzava diventando il «gentil sesso» e le dame più raffinate del momento – Caterina de’ Medici, Lucrezia Borgia, Isabella d’Este – sono le mecenate nello sviluppo di una nuova forma estetica posta alla ricerca del bello e dell’unico. In questo clima di grande fervore e innovazione, Leonardo da Vinci nei codici vinciani ci regala una lettura inedita del suo genio, diventando il precursore assoluto del nuovo stile italiano che, con la riprogettazione della città di Milano “moderna”, apre al concetto di «distretto industriale» passando per la meccanizzazione delle macchine tessili, sino alla progettazione dei costumi per le feste, introducendo poi i famosi «nodi vinciani» nella decorazione dei tessuti auroserici e inventando altresì nuovi ornamenti quali le «magette» (le nostre odierne paillette), i «bindelli» (nastri applicati sulle maniche degli abiti), i profumi, le parrucche, le tinture per capelli e molto altro. Questo saggio, pubblicato in occasione dei novant’anni dell’Istituto Marangoni, invita il lettore a riflettere sulla sorprendente modernità del lavoro leonardiano, che si manifesta in ambiti oggi centrali come la moda, il lusso e il beauty. Leonardo non è solo un simbolo del genio italiano, ma anche un precursore di un approccio formativo integrato e multidisciplinare, anticipando di secoli i principi fondanti del metodo afam: la fusione tra arte, scienza e tecnica, la centralità del laboratorio come luogo di sperimentazione, e l’idea che la creatività sia un processo educativo continuo e trasformativo.
Soggetti, trattamenti e sceneggiature realizzati per il cinema
Cesare Zavattini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 656
Il secondo volume dell’Edizione Nazionale delle Opere di Cesare Zavattini propone un’ampia selezione di materiali della scrittura cinematografica (soggetti, stralci di sceneggiature, scalette, trattamenti) scritti da Zavattini e realizzati come film da diversi registi, tutti corredati di schede storico-critiche, con note filologiche e genetiche, riguardanti le varianti contenute in archivio e la selezione pubblicata online nel portale dell’Edizione Nazionale. L’Archivio Cesare Zavattini presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia conserva documenti relativi a circa duecentotrenta film scritti e firmati da Zavattini, da solo o in collaborazione con altri. Dei circa centosessanta non realizzati, il primo volume dell’Edizione Nazionale ne ha pubblicati una sessantina (anche nel portale online). In questo secondo volume pubblichiamo quarantasei film, selezionati tra i più di settanta dovuti al lavoro creativo di Cesare Zavattini, nati direttamente da un suo soggetto oppure rielaborati in fase di sceneggiatura. Molti altri materiali d’archivio si trovano nel portale dell’Edizione Nazionale. Tra i film selezionati: 4 passi fra le nuvole (1942), Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948), Miracolo a Milano (1951), Bellissima (1951), Umberto D. (1952), L’amore in città (1953), Siamo donne (1953), Il tetto (1956), La ciociara (1960), Boccaccio ’70 (1962), Il boom (1963), I misteri di Roma (1963), Ieri oggi, domani (1963), Le streghe (1967), I sette fratelli Cervi (1968), I girasoli (1970), La veritàaaa (1982).
Canità del cane. Un manuale per l’attore
Roberto Latini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 96
Il teatro è un codice in mutamento continuo, che basa le sue grammatiche essenziali sul rinnovamento del linguaggio e le conquiste della comunicazione. La velocità delle relazioni detta un tempo sempre nuovo alla reazione tra platea e palco. Nei tanti anni di laboratori, seminari, workshop, incontri, l’autore ha messo a fuoco e selezionato una sorta di manuale, con le regole che reputa imprescindibili nello stare scenico: un “decalogo” pensato, distillato e organizzato per l’attore e per le sue aspirazioni; uno strumento di lavoro che ha lo scopo di trasmettere un sapere in “forma confidenziale”.
Sveglia! Le bugie che ci impoveriscono. Le verità che ci arricchiranno
Pietro Senaldi, Giorgio Merli
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 240
Da troppo tempo l’Italia si limita a vivacchiare in una comfort zone tossica, drogata dal debito pubblico. Anche se facciamo finta di non accorgercene, stiamo già pagando il conto: i nostri figli, i talenti migliori, se ne vanno; i nostri lavoratori – dai medici agli operai – sono più poveri di chi svolge lo stesso mestiere altrove; i nostri imprenditori si lasciano sedurre dalle sirene dei colossi stranieri, invece di investire i capitali fermi sui loro conti correnti. Ignoranza, ideologia e interessi elettorali hanno prodotto un’economia rinsecchita in un contesto in declino. Nel frattempo, ci siamo rifugiati in spiegazioni di comodo, incolpando la burocrazia, le tasse, l’euro, l’immigrazione. Ma la verità è un’altra, e fa molto più male. In questa diagnosi rigorosa, fondata sui dati e non sulle opinioni, gli autori smantellano i miti che da anni alterano la percezione collettiva della nostra economia: dalla retorica della «seconda manifattura d’Europa» al costo del lavoro, dall’illusione del «piccolo è bello» al racconto autoassolutorio e ambiguo sulle colpe dell’ue. Una narrazione consolatoria ci ha anestetizzati mentre il mondo cambiava. Ora siamo all’ultima curva: o correggiamo la rotta o andremo fuori strada. Il giornalista Pietro Senaldi e l’esperto di strategie industriali Giorgio Merli accompagnano il lettore in un percorso di disillusione necessario: capire perché ci siamo impoveriti, perché continuiamo a raccontarci favole e cosa possiamo fare prima che sia troppo tardi. Occorre modificare sostanzialmente i nostri paradigmi economici, adottare nuove strategie industriali, sviluppare altri modelli di business. Esistono concrete opportunità, l’importante è capire come sfruttarle. Non bastano più gli slogan: serve un salto culturale. E serve adesso.
La vedova di Hong Kong
Kristen Loesch
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 368
Mei ha solo vent’anni quando, dopo la nascita della Repubblica popolare cinese, è costretta a lasciarsi alle spalle Shanghai e l’infanzia. La sua fuga finisce nella Bottega delle Rarità di Madame Volkova, a Hong Kong, dove Mei si dedica al ritaglio delle figure di carta, un’arte antica che ha ereditato dalla madre, scomparsa quando era ancora una bambina, e che lei custodisce gelosamente insieme a un’altra dote: quella di comunicare con gli spiriti. Un giorno, una cliente che si attarda a rovistare nel negozio, ex diva del cinema muto, la invita a partecipare a una singolare sfida tra sei medium che si terrà per sei giorni nella splendida cornice di Maidenhair House. Il vincitore riceverà una fortuna, ma a Mei, che comunque gareggerà, interessa un solo premio: la vendetta. Molto tempo prima, infatti, aveva conosciuto George Maidenhair, e gli aveva voluto bene. Fino a quando lui non aveva distrutto la sua vita. Passano gli anni, Mei vive a Seattle e, ormai ultraottantenne, decide di tornare a Hong Kong con la figlia sulle tracce della villa in cui – ne è convinta – in quel lontano settembre del 1953 si è consumata una serie di delitti, di cui non è però rimasta traccia. Neppure un corpo. È l’ultima occasione per scoprire la verità. Ma ad attenderla, oltre al ricordo di un grande amore, ci sono i fantasmi del suo passato. Con La vedova di Hong Kong Kristen Loesch ci consegna una nuova, appassionante epopea, ispirata alle leggende cinesi e alla storia vera della sua famiglia. Una storia suggestiva, dove segreti, vendette, e un pizzico di sovrannaturale, si avvicendano dando forma a un romanzo coinvolgente che è anche una meditazione profonda sul rapporto tra madri e figlie, sui misteri che finiamo per tenerci nascosti a vicenda, e sul potere dell’empatia e della condivisione come modo per affrontare – e placare – gli spettri di un vissuto doloroso. Quelli che decidiamo di portare con noi, e di cui possiamo imparare a liberarci.
Il miraggio
Camilla Läckberg, Henrik Fexeus
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 656
A Stoccolma il Natale si avvicina e la città si riempie di luci, ma per qualcuno la festa si annuncia amara. Una misteriosa telefonata al ministro della Giustizia segna l’inizio di un conto alla rovescia che lo spinge inesorabilmente incontro al giorno fissato per la sua morte. Come se non bastasse, in uno dei tunnel abbandonati della metropolitana viene ritrovato un mucchio di ossa umane. Potrebbero appartenere allo scheletro di un noto esponente della finanza, scomparso da qualche tempo? Mina Dabiri, la poliziotta ossessionata dai microbi, assume la guida delle indagini. Ma gli indizi scarseggiano e non le resta che tornare a chiedere aiuto a Vincent Walder, il maestro mentalista che molti ritengono capace persino di leggere nel pensiero. Con il ritrovamento di un altro mucchio di ossa, l’inchiesta si complica: cosa nascondono realmente le profondità della capitale? Chi e perché sta braccando il ministro? A conclusione della loro appassionante trilogia, Camilla Läckberg e Henrik Fexeus fondono ancora una volta talenti e competenze per creare una trama incalzante, incentrata su numeri, codici e giochi mentali, e firmano il gran finale di una serie in cui, grazie a una sorta di effetto ipnotico, il coinvolgimento è totale.

