Architettura
Shuhei Endo. Architettura paramoderna. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Electa
anno edizione: 2013
pagine: 327
"Skintecture", "Springtecture", "Rooftecture" sono alcuni dei nomi coniati da Endo per sintetizzare i caratteri formali e strutturali delle sue architetture siano esse diafane e poetiche pensiline ferroviarie, piccoli e aggrovigliati padiglioni, o case private il cui tratto distintivo, innovativo e personale, risiede nella scelta del materiale: economico, standardizzato, resistente, duttile, polivalente, riciclabile. Negli ultimi dieci anni l'opera di Endo si è evoluta e rinnovata, incarichi di rilievo lo hanno spinto verso organismi architettonici più complessi che ha dato origine a nuove forme espressive accompagnate dalla ricerca su nuovi materiali e soluzioni tecniche. Tra le opere di rilievo realizzate negli ultimi anni ricordiamo: il crematorio di Osaka Taishicho, lo stadio per il tennis e hub logistico della protezione civile Miki, il centro di controllo e rifugio antitsunami del porto di Futura, Minamiawaji, tutti nella prefettura di Hyogo. Il volume introdotto da saggi di Hiroyuki Suzuki e Frédéric Migayrou e da una selezione di scritti recenti di Shuhei Endo, presenta in modo esaustivo circa quaranta opere tra progetti e realizzazioni.
La villa
James S. Ackerman
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2013
pagine: 398
Luogo riservato al riposo, allo svago, all'otium, ma anche simbolo di potere politico o economico, la villa, nel corso dei secoli, riflette i mutamenti del gusto e delle esigenze di chi la abita. La sua struttura e la posizione che occupa nel paesaggio sono da sempre il segno tangibile di una volontà di affermazione e di dominio sull'ambiente circostante ed è per questo che descriverne le forme significa, prima di tutto, descrivere le abitudini e le esigenze dei proprietari. Analizzando gli elementi comuni e quelli specifici della villa, dall'epoca romana (con i Tusci e il Laurentinum di Plinio il Giovane) a quella medicea, dai giardini romantici fino ai tentativi opposti di Le Corbusier, impegnato a estraniare l'edificio dalla natura, e di Wright, che nella celebre Casa sulla Cascata punta a raggiungere la simbiosi tra paesaggio e architettura, Ackerman mostra le molteplicità di forme che la villa ha assunto nel tempo, ma anche il ritratto di una vita di campagna il cui spirito è arrivato fino a noi praticamente immutato.
Il sublime al tempo del contemporaneo
Vittorio Gregotti
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2013
pagine: XVII-236
I fondamenti dei progetti di architettura di successo mediático hanno proposto negli ultimi trent'anni un rovesciamento dell'idea di sublime come identificazione con la cultura del capitalismo finanziario globalizzato. Ciò impedisce ogni presa di coscienza di una distanza critica che permetta di leggere le contraddizioni che presiedono lo stato attuale delle cose e la costituzione di linguaggi capaci di proporre possibilità alternative. Le illusioni che hanno connesso, con straordinari risultati, razionalismo e Repubblica di Weimar, costruttivismo e prima rivoluzione sovietica, non ci sono più consentite; ma ciò non significa che le forme dell'architettura non debbano essere volte anche oggi alla ricerca della verità, che non è prima ma è nella concreta forma della nuova cosa; anche attraverso la finzione ma mai attraverso la menzogna. Forme che debbono costruire possibilità altre di conoscenza, senza rispecchiamenti di ideologie come falsa coscienza. Per Gregotti è quindi importante opporsi a qualsiasi disgiunzione dell'architettura non solo dalla politica ma anche dal contesto, dalla coscienza della storia, dall'uso, dalla regola come misura di ogni eccezione, al fine di mettere in atto, per mezzo delle forme dell'architettura, una nuova critica positiva della realtà capace di proporre una modificazione creativa dello stato delle cose.
La città vivente
Frank Lloyd Wright
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2013
pagine: XXXIII-227
Sul tema della città dell'avvenire, Wright ha lavorato per un quarto di secolo, nel modo che gli era tipico e che accentuava quando gli argomenti gli stavano particolarmente a cuore: un modo soggettivo, partigiano, intriso di egotismo. E, per questo, ancora più affascinante, perché mescola all'utopia una buona dose di pragmatismo, alla fantasia progettuale una ricca e meditata capacità di riflessione. Se è vero, come il grande architetto ritiene, che il disordine sociale ed economico del nostro tempo sia conseguenza inevitabile dell'eccessivo accentramento, si tratterà di valorizzare in concreto l'indipendenza e il rispetto individuali, la coscienza della natura e del suo utilizzo, insieme a una più intensa percezione della bellezza. A lungo sentito come un "manifesto" per la libertà e la dignità dell'uomo, e considerato, come avviene per ogni bandiera, anche come utopistico, il messaggio di Wright si è dimostrato estremamente concreto e puntuale per chi si sia posto il problema dell'urbanistica contemporanea in termini non astratti. I piani di Wright per la "Città vivente", qui dettagliati con una sorprendente varietà di fotografie, disegni originali, schizzi e planimetrie, includono ogni attività (scuola e teatro, arterie stradali, stadi sportivi, edifici agricoli). Prefazione di Jean-Louis Cohen. Con un saggio di Bruno Zevi.
Storia dell'architettura italiana. Architettura romana. Le città in Italia
Libro: Libro rilegato
editore: Electa
anno edizione: 2012
pagine: 360
Il volume prosegue gli studi raccolti nella precedente pubblicazione curata dai noti archeologi tedeschi Paul Zanker e Henner von Hesberg dedicata ai grandi monumenti dell'architettura romana. Il nuovo titolo documenta sviluppo, storia e trasformazione delle antiche città romane in Italia. La città di Roma e le colonie da essa fondate si distinguono notevolmente. A partire dal VII sec. a.C. un lungo processo aveva portato alla crescita di Roma, divenuta poi capitale di un Impero che si estendeva su tutto il Mediterraneo. Resti di strutture arcaiche restavano affiancati a strade pianificate con case a più piani, templi antichi più volte restaurati a impianti templari ellenistici e magnifici fori imperiali. Le città coloniali fondate da Roma avevano invece un aspetto totalmente diverso. Spesso si trovavano lungo o su importanti assi stradali che portavano direttamente al tempio principale, il Capitolium, e al Foro. Un sistema viario ortogonale strutturava l'intera area urbana. A partire dal tardo I sec. a.C. queste città si svilupparono oltre l'impianto originario per offrire spazio sufficiente ad ospitare edifici eccellenti come teatri, anfiteatri, nuove aree abitative e non da ultimo, edifici termali.
Juan Navarro Baldeweg. Le opere, gli scritti, la critica
Francesco Dal Co, Juan José Lahuerta, Ángel Gonzalez García
Libro: Libro rilegato
editore: Electa
anno edizione: 2012
pagine: 405
Il volume cataloga in modo sistematico tutte le opere di architettura di Juan Navarro Baldeweg (Santander, 1939), uno dei protagonisti e maestri più originali dell'architettura contemporanea spagnola. Pittore e architetto, Navarro Baldeweg, alterna la propria attività nel quadro di una ricerca formale animata da una tensione progettuale unitaria. Con pacata ostinazione Navarro Baldeweg affronta il suo lavoro prestando un'attenzione vigile ai materiali di natura diversa e agli elementi di provenienza disparata che utilizza nelle sue opere, siano queste un dipinto, un allestimento, una costruzione. Come sottolineano Juan José Lahuerta e Angel González García nei saggi che introducono la monografia, la ricerca dell'architetto spagnolo è animata da una personale cultura visuale. Tale cultura è il comune denominatore di una progettualità che spaziando attraverso linguaggi formali diversi ne pone in evidenza le specificità come dimostra il contrasto tra il piacere cromatico che la pittura rivela rispetto alla pacata naturalezza coloristica dell'opera architettonica. Le opere presentate coprono tutto l'arco della carriera di Navarro Baldeweg dai primi progetti di fine anni settanta a oggi; tra le opere recenti: il museo e centro studi delle Cave di Altamira in Cantabria (2000), la sede dell'università Pompeu Fabra a Barcellona (2008), il teatro del Canal a Madrid (2008), la Kunsthalle di Amersfoort nei Pasei Bassi (2009).
Museo casa Enzo Ferrari. Modena. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro rilegato
editore: Electa
anno edizione: 2012
pagine: 127
Il Museo casa Enzo Ferrari di Modena è un complesso museale che si propone di celebrare l'automobilismo sportivo e di raccontare al mondo la storia di un grande personaggio, uomo, pilota e costruttore. Il complesso espositivo nasce dal restauro della casa in cui Enzo Ferrari nacque a Modena nel 1898, che ha conservato intatti nel tempo sia il corpo abitativo che quello di officina, e dalla costruzione di un nuovo edificio dal design avveniristico, il noto "cofano" in alluminio giallo, colore simbolo della città di Modena e colore scelto da Enzo Ferrari come sfondo del Cavallino, il marchio dell'azienda che porta il suo nome. Il volume documenta l'iter progettuale che ha portato alla costruzione del nuovo museo: dal progetto di concorso al quale presero parte importati architetti di fama internazionale e che premiò il lavoro dello studio anglosassone Future Systems - di cui era titolare Jan Kaplicky -, al completamento curato da Andrea Morante, al rapporto con la committenza, dagli aspetti tecnologici e strutturali alle problematiche esecutive che fanno del museo un nuovo simbolo visivo della città di Modena. Monumento al dialogo tra presente e passato, tra passione e creatività, ricerca e innovazione, coraggio e sfida il museo identificato dal profilo automobilistico della sua copertura afferma la propria identità associando all'audacia del suo carattere architettonico il fascino di automobili da sogno che è chiamato a custodire.
Conservare il futuro. Il pensiero della sostenibilità in architettura
Benno Albrecht
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2012
pagine: 256
La città pubblica. Ediz. italiana e inglese
Vittorio Gregotti
Libro: Copertina morbida
editore: Giavedoni
anno edizione: 2012
pagine: 80
Uffici. Interni arredi oggetti
Imma Forino
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2011
pagine: 377
Scenario di quotidiana relazione fra le persone, luogo prediletto di autodeterminazione e sopraffazione nel quale si riflettono le tensioni e le gerarchie sociali, l'ufficio costituisce fin dalla nascita del mondo industriale un fattore decisivo del processo sociale ed economico: le sue articolazioni coinvolgono, su scala planetaria, l'esistenza di milioni di esseri umani che operano nel segno del progresso e delle sue contraddizioni. Indagare significati e complessità di una variabile fenomenologia di interni, arredi e oggetti è pertanto compito che attinge alle risorse della sociologia e del pensiero architettonico, della letteratura e del cinema, della storia economica e del design. L'evoluzione di una vicenda, che lega ambienti e strumenti del lavoro immateriale ai concreti destini di singoli e collettività, è ricostruita dall'autrice a partire dai suoi lontani antecedenti con agilità di disegno, qualità di informazione e di sintesi.
Mussolini architetto. Propaganda e paesaggio urbano nell'Italia fascista
Paolo Nicoloso
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2011
pagine: 305316
Nel corso degli anni Trenta un instancabile Mussolini percorre in lungo e in largo l'Italia inaugurando centinaia di opere architettoniche. È un attivismo progettuale che assegna un ruolo privilegiato alla città di Roma, dove non c'è opera importante di cui il duce non abbia visitato il cantiere o esaminato il progetto ma che dissemina tutto il paese di una miriade di simboli di pietra, icone del patto politico da lui stretto con il suo popolo. Nuovi e imponenti palazzi pubblici, accanto ai monumenti antichi e gloriosi, costituiscono lo scenario del più ambizioso progetto politico e antropologico mussoliniano: la creazione dell'uomo nuovo fascista, stirpe rinnovata di italiani guerrieri e costruttori. L'architettura diviene così simbolo dell'identità della nazione, efficace dispositivo capace di suggestionare le masse, inculcare i miti, modellare il carattere delle generazioni. Nata per durare, l'architettura mussoliniana si propone di tramandare ai posteri i valori della civiltà fascista allo scopo di ipotecare la costruzione dell'identità nazionale per le epoche che verranno.
Cantine secolo XXI. Architetture e paesaggi del vino
Francesca Chiorino
Libro: Libro rilegato
editore: Electa
anno edizione: 2011
pagine: 236
Il volume prende in rassegna diciotto cantine per la produzione di vino costruite dal 2007 ad oggi in varie nazioni su progetto di architetti internazionali. Nel saggio introduttivo Francesca Chiorino si sofferma sulla relazione che le cantine instaurano con l'ambiente e sulla capacità degli architetti di decifrare e restituire nel progetto i caratteri del "terroir", inteso come il complesso delle qualità culturali, ambientali, geologiche e morfologiche che caratterizzano il sito. Ad avvalorare l'ipotesi secondo la quale l'indagine del territorio deve avere un ruolo centrale nel progetto architettonico delle cantine è il saggio di Carlo Tosco che, nel rileggere la storia del paesaggio vitivinicolo, pone l'accento sui nuovi modi di pensare l'enologia che hanno una ricaduta sulla difesa dei caratteri locali, delle tecniche artigianali di derivazione contadina, dei vitigni autoctoni, delle aziende minori a conduzione familiare. È oggi in atto un processo di sensibilizzazione che coinvolge l'ecologia, la gestione del paesaggio e la stessa architettura con risultati spesso eccezionali in cui le cantine vitivinicole sono elementi importantissimi di un processo molto più ampio di generale rivalutazione di brani di territorio. I progetti presi in rassegna si trovano per la più parte in Europa e in America e le immagini e i testi a corredo descrivono con particolare cura l'inserimento degli edifici nel paesaggio.

