Narrativa classica (prima del 1945)
Le sette principesse
Nezamî di Ganjè
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2026
«Un giorno il Principe era venuto dalla campagna e s'aggirava lieto nel Khavarnaq quando vide una stanza chiusa, il cui custode s'era salvato da ogni sua ricerca. Il Principe non aveva mai messo piede in quella stanza e così anche i suoi cortigiani e i tesorieri. Chiese: "Perché questa dimora è chiusa e serrata? Dove è il custode e dove la chiave?". Venne il custode e consegnò la chiave al Principe, il quale, aperta la serratura, che vide? Vide una dimora come uno scrigno di tesori, così che l'occhio che la rimirava diveniva pesatore di perle, più bella di cento gallerie di Cina, con disegni sceltissimi; tutto ciò che esisteva di lavoro fine e sottile era disegnato sui muri di quel padiglione. V'erano sette effigi splendidamente dipinte, ciascuna connessa con un continente del mondo. [...] In un ampio circolo ricurvo queste sette effigi erano state dipinte da una sola mano; ciascuna, con mille bellezze, illuminava la sostanza della luce della vista. E nel mezzo di quel circolo il pittore aveva effigiato una forma delicata, che era, rispetto alle altre, come il nocciolo rispetto alla corteccia; un giovane adolescente con perle sparse alla cintura, con una tenera peluria profumata sul volto di luna, come cipresso eretto con la testa fiera, tutto d'argento dalla corona alla cintola e quelle belle tutte rimiravano lui, ognuna innamorata di lui: lui sorrideva a quelle bambole ed esse tutte lo servivano e lo adoravano. Sul capo lo scrivano della sua effigie aveva scritto un nome: Bahram Gur!, e aggiungeva che il destino dei sette pianeti aveva deciso che questo possente sovrano, quando si sarebbe manifestato, avrebbe preso nel suo abbraccio come perle uniche le sette principesse dai sette continenti. "Non noi" si diceva "seminammo per volontà nostra questo seme, ma solo dispiegammo quel che mostrarono gli astri; dicemmo affinché sia dimostrato il pensiero, ma il dire viene da noi, l'agire da Dio"».
La felicità domestica
Lev Tolstoj
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2026
Questo breve romanzo, scritto nel 1859 da Lev Tolstoj (1828-1910), uno dei più grandi narratori di tutti i tempi, è forse quello in cui l’autore si svela con maggiore sincerità, con maggior abbandono. Tema de “La felicità domestica” è la ricerca dell’amore. Tutto, persino il paesaggio, esprime questo anelito, questa tensione insopprimibile, quest’ansia che è al tempo stesso ricerca di felicità e desiderio di assoluto, di ricongiungimento con il tutto e con Dio. «Questa immagine dell’amore che si cerca» scrive il traduttore Clemente Rebora «ha riverberi d’esperienza attuale, e balena insieme di anticipazioni perenni». Con uno scritto di Boris Ejchenbaum.
La metamorfosi-Lettera al padre
Franz Kafka
Libro
editore: Giunti-Barbera
anno edizione: 2026
pagine: 160
Le notti bianche-L'eterno marito
Fëdor Dostoevskij
Libro
editore: Giunti-Barbera
anno edizione: 2026
pagine: 320
Lord Jim
Joseph Conrad
Libro
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2026
pagine: 372
Considerato il capolavoro di Joseph Conrad, Lord Jim oltre a essere un classico romanzo d’avventura, è nello stesso tempo un romanzo d ’introspezione. Un singolo e terribile evento cambia radicalmente la vita del protagonista che tenterà con tutte le sue forze di lottare contro l’ignominia e l’isolamento. Una costruzione narrativa e uno stile originale che dividono il racconto in due parti distinte, contrassegnate entrambe da una corsa verso una fine fatale. Jim è un giovane marinaio accusato davanti al tribunale di aver abbandonato la propria nave e i compagni quando avevano più bisogno di aiuto. La sua reputazione è distrutta e, attanagliato da profondi sensi di colpa, Jim viaggia cercando di sfuggire alla vergogna ormai legata al suo nome. Una nuova vita, un nuovo amore e la speranza di riabilitare la propria coscienza sembrano finalmente giunti per lui dopo tanto tempo, ma il destino segue sempre strani percorsi…
Germinal
Émile Zola
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2026
pagine: 480
Capolavoro di Zola sulla vita lavorativa, Germinal denuncia le condizioni disumane dei minatori nel nord della Francia negli anni Sessanta del XIX secolo. Etienne Lantier, è un outsider che entra nella comunità e finisce per guidare i suoi compagni di lavoro in uno sciopero di protesta contro i tagli ai salari; uno sciopero che diventa una battaglia persa contro la fame, la repressione e il sabotaggio. Tuttavia, nonostante la violenza e la disillusione che scuotono la comunità mineraria fino alle fondamenta, Lantier continua a credere nella germinazione finale di una nuova società, che porterà a un mondo migliore. Germinal esprime lo sdegno per lo sfruttamento di molti da parte di pochi, ma mostra anche la capacità dell’umanità di avere compassione e speranza.
La fiera delle vanità
William Makepeace Thackeray
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2026
pagine: 646
Becky Sharp è una giovane donna ambiziosa e disincantata, determinata a sfuggire alla miseria della sua condizione sociale. Con il suo spirito indomito, il suo fascino e la sua astuzia, Becky si fa strada in un mondo dominato dall’ipocrisia e dal materialismo. Accanto a lei, l’innocente e ingenua Amelia Sedley, che incarna la virtù ma anche la debolezza della moralità. Mentre le due donne percorrono strade contrastanti, il romanzo si sviluppa in un affresco satirico della società vittoriana, mostrando come i principi morali vengano spesso sacrificati in nome del successo e del potere. Considerato uno dei capolavori della letteratura inglese, La fiera della vanità è un’opera acuta e brillante che, con il suo umorismo tagliente, rivela le contraddizioni di una società che premia l’opportunismo e l’inganno. Thackeray, con uno stile ricco e ironico, porta il lettore in un viaggio che va dalle tranquille campagne inglesi ai turbolenti scenari della battaglia di Waterloo, in un’epoca in cui il successo si misura più in ciò che si possiede che in ciò che si è.
Il pentamerone. Lo cunto de li cunti
Giambattista Basile
Libro: Libro in brossura
editore: EdUP
anno edizione: 2026
pagine: 352
"Il Pentamerone, o Lo cunto de li cunti", di Giambattista Basile è il primo grande libro di fiabe popolari d’Europa. Scritto in dialetto napoletano nel Seicento e tradotto da Benedetto Croce, raccoglie cinquanta racconti in cinque giornate. In una cornice che richiama il Decameron, Basile intreccia i motivi della tradizione – orchi, fate, principesse perseguitate, giovani astuti – con uno stile barocco, ironico e ricco di metafore, trasformando la fiaba in un vivido affresco sociale e morale.

