Marsilio: Letteratura universale. Il convivio
Eroico
Filostrato l'Asiatico
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 1997
pagine: 248
Tra Omero e Filostrato intercorrono quasi mille anni: un tempo infinito. La Grecia classica non esiste più: è tramontata la "polis", è crollato l'impero di Alessandro. All'inizio del III secolo d.C. anche Roma comincia a mostrare l'usura di un potere invecchiato e logorato. In quest'epoca di grande turbamento spirituale un sofista torna a parlare di Omero e dei suoi eroi. Ne rievoca le ombre, ne rammenta le gesta, ne esalta le qualità "umane". Aleggia su tutto una nostalgia impalpabile. La prefazione è di Marcello Massenzio.
Epitafio per i caduti di Lamia
Iperide
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 1996
pagine: 96
Nel 323 a.C. muore Alessandro Magno e ad Atene i nazionalisti antimacedoni guidati da Iperide e Demostene, organizzano la guerra di liberazione contro il successore di Alessandro assediando la fortezza di Lamia in Tessaglia. Al termine del primo anno di guerra Iperide pronuncia l'elogio funebre dei soldati caduti. Nonostante le perdite subite, per la Grecia è un momento di esaltazione e speranza. Alla vigilia di una disfatta nella quale morirà anche Iperide, questo epitaffio ci restituisce l'ultima voce della Grecia libera, l'ultima espressione dell'amore e della fede patriottica, l'ultima illusione nella grandezza indistruttibile di Atene.
Le virtù degli animali
Plutarco
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 1995
pagine: 100
Gli animali hanno la ragione? Possiedono virtù paragonabili a quelle degli uomini? Ecco uno scritto antico che precorre discussioni e polemiche moderne e compie non solo una rivalutazione, ma anche un'esaltazione dell'intelligenza animale. Riallacciandosi alla tradizione di Circe che trasforma in maiali i compagni di Odisseo, Plutarco compone un dialogo breve ed elegante, in cui la questione viene dibattuta fra Odisseo e un greco che ha subìto la trasformazione a opera di Circe. Il maiale rifiuta di tornare alla condizione umana non perché la vita animale sia priva di quegli affanni che turbano gli uomini, ma perché è superiore alla vita umana, come superiori per intelletto e cuore, sono gli animali.
I cosmetici delle donne
P. Nasone Ovidio
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 1995
pagine: 104
Avversata dalla cultura greca e romana come arte della contraffazione e dell'inganno, come tecnica cortigiana della seduzione, la cosmesi trova in Ovidio il suo brillante apologeta. Questo breve trattato poetico, che è il più antico "elogio dei cosmetici", elabora una teoria della bellezza che affranca le pratiche cosmetiche da radicati pregiudizi moralistici, legittimandole come naturale manifestazione dell'istintivo desiderio di farsi belli e di piacere, e costituisce in questo senso un prezioso corollario a quell'arte di amare e di farsi amare di cui Ovidio si faceva in quegli anni maestro. Al tempo stesso il gusto che ispira questo testo si iscrive nel generale estetismo che caratterizza lo stile di vita della scintillante Roma di Augusto.
Le coefore
Eschilo
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 1995
pagine: 184
Matricidio. Nella catena dei delitti che trascinano nel sangue la famiglia degli Atridi, è questo il nodo cruciale, davanti al quale l'antica giustizia familiare è costretta ad arrestarsi. Agamennone sacrifica la figlia Ifigenia, Clitennestra uccide Agamennone; a Oreste, figlio di Agamennone, spetta il compito di vendicare il padre uccidendo Clitennestra. Ma Clitennestra è sua madre. La necessità della vendetta e l'empietà del delitto, i diritti del padre e la pietà per la madre, stringono il figlio di Agamennone e di Clitennestra in una morsa da cui né la coscienza, né gli dei potranno liberarlo. La speranza, con cui si chiude la tragedia, è in un assoluzione affidata alla giustizia umana, che segnerà l'avvento di una nuova era.
I sette contro Tebe
Eschilo
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 1995
pagine: 240
Sette duci con i loro eserciti attaccano Tebe dalle sette porte. Al messo che reca le notizie dei valorosi assalitori, Eteocle, re di Tebe, risponde opponendo difensori altrettanto nobili e capaci. In sette duelli, verbali ed emblematici, si gioca il destino di Tebe. Ma il dramma della città è anche la tragedia di una stirpe: Eteocle è figlio di Edipo e fratello di Polinice, che è a capo degli aggressori: entrambi, già condannati dagli oracoli e dall'anatema paterno, giocano alla settima porta la loro ultima partita: Eteocle e Polinice, i figli-fratelli di Edipo, si scontrano e si uccidono l'uno con l'altro. L'oracolo di Apollo si è avverato, la maledizione di Edipo si è compiuta, la stirpe di Laio è distrutta per sempre. Ma la città è salva.
Contro le donne (Satira 6/a)
Decimo Giunio Giovenale
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 1995
pagine: 132
Satira contro il matrimonio o attacco feroce alla "perversa" natura femminile? E' impossibile fare una netta distinzione. E' infatti la "depravazione" femminile in genere che viene demonizzata, è sulla detestata emancipazione femminile che Giovenale disegna con sarcasmo il suo affresco. Un maschio sempre più debole e femminilizzato, dominato da una energia vitale che lui non possiede o che gli incute timore e inquietudine; una donna disgustosa per la sua dissoluta sfrenatezza sessuale.
Ero e Leandro
Museo
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 1994
pagine: 72
L'autore è un nome senza storia, di cui non si conoscono altre opere, ma questo piccolo epos che si colloca nel V secolo d. C. ha avuto grande fortuna nella tradizione occidentale con le rielaborazioni di Marlowe, Grillparzer, Straparola, Bracciolini fino al recente romanzo di Milorad Pavic. Come Giulietta e Romeo, come Tristano e Isotta, così Ero e Leandro sono travolti dalla passione, separati dalle circostanze, traditi dalla sorte. Il mare che Leandro attraversa a nuoto ogni notte, la torre su cui lo attende la fanciulla amata, la lampada che essa accende per mostrargli la via, sono i soli testimoni della loro vicenda. Quando il vento spense la lampada anche la loro vita si spegne: Leandro muore annegato e Ero si uccide.
La pupilla del mondo
Ermete Trismegisto
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 1994
pagine: 104
Quando già si annuncia la crisi dell'impero romano, quando gli dei di Atene sono già stati abbandonati e dovunque incombe il nuovo dio cristiano, un gruppo di sacerdoti-filosofi concepisce una dottrina per pochi iniziati, che fonda la salvezza sulla conoscenza di dio. Dal "Corpus Hermeticum" attribuito a Ermete Trismegisto, la "Pupilla del mondo" è un frammento che ci permette di penetrare nella complessità della filosofia dell'ermetismo.

