Marsilio: Saggi
Costruire le istituzioni della democrazia. La lezione di Adriano Olivetti, politico e teorico della politica
Sergio Ristuccia
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2009
pagine: 464
Alla vigilia della fine della seconda guerra mondiale e del tracollo della dittatura fascista, Adriano Olivetti - imprenditore di successo che fu fra i maggiori protagonisti del "miracolo economico" degli anni cinquanta del secolo scorso - si impegnò alla costruzione di una democrazia autentica e rinnovata nel nostro paese. Di qui il suo progetto istituzionale, minutamente disegnato, che partendo dalle comunità territoriali - unità di base della democrazia giungeva alla proposta di una costituzione compiutamente federale. Nacque da questo impegno l'Ordine Politico delle Comunità. Intorno al progetto Olivetti promosse dal 1945 fino alla sua morte nel 1960, un'intensa attività politica. Fondò il Movimento Comunità, di cui la rivista omonima fu l'organo principale, e creò intorno alla rivista le Edizioni di Comunità. La sua fu una battaglia delle idee, ricca tuttavia di tentativi di alleanze concrete, piena di iniziative sociali sul territorio e infine neppure aliena da prove elettorali. Una battaglia che è parte integrante della storia del riformismo italiano più riflessivo e costruttivo, fondato su una cultura aggiornata delle scienze sociali, rigoroso nel perseguire il coinvolgimento reale delle comunità concrete dei cittadini. La sua lezione va ripensata e rilanciata nel momento che il degrado della democrazia sembra prendere definitivamente la strada del populismo che semplifica e delega.
Dai gatti selvaggi al cane a sei zampe. Tecnologia, conoscenza e organizzazione nell'Agip e nell'Eni di Enrico Mattei
Daniele Pozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2009
pagine: XII-560
Wild cat (letteralmente, "gatto selvatico"), è un'espressione tipica del gergo petrolifero che indica una perforazione in un'area ancora inesplorata, in cui la resa e il conseguente profitto sono del tutto imprevedibili. Questa è l'immagine che meglio rappresenta la situazione che si trovò ad affrontare l'Agip alla sua nascita, nel 1926. Nel quarantennio che seguì, questa impresa italiana si trasformò in uno dei più dinamici - e discussi - protagonisti dell'industria internazionale del petrolio. Il cane nero a sei zampe divenne l'emblema di un grande progetto di sviluppo avviato da Enrico Mattei, suscitando enormi entusiasmi e inestinguibili ostilità, che ancora oggi spesso trasfigurano la vicenda dell'impresa in una dimensione mitica. Questo saggio basato in gran parte sugli archivi Eni - intende spiegare e ragioni e i limiti dell'affermazione della compagnia petrolifera italiana analizzandone la dimensione operativa, e, al suo interno, il lungo processo di accumulazione di competenze tecniche e organizzative e il ruolo di catalizzatore svolto da Mattei.
Capitalismo, socialità, partecipazione
Amintore Fanfani
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2009
pagine: 312
In "Capitalismo, socialità, partecipazione"-, scritto nel 1976, Fanfani proseguì la sua indagine sulle manchevolezze e sui limiti del sistema capitalistico avviata nel 1934 con "Cattolicesimo e protestantesimo nella formazione storica del capitalismo". A trent'anni da questa opera destinata a diventare un classico del pensiero economico, confermò il suo giudizio critico: il capitalismo era insostituibile nella produzione della ricchezza ma incapace di distribuirla equamente. Di qui la necessità di riformarlo sottoponendolo al "controllo" di una vasta partecipazione democratica, a suo avviso strumento indispensabile per correggere un sistema economico poco attento alle esigenze di una maggiore giustizia sociale. "Il volume - scrisse Fanfani nella prefazione alla prima edizione italiana - si inserisce nel discorso tuttora aperto attorno ai modi migliori per adottare sistemi che eliminino i danni prodotti dal capitalismo. Ma facciamo ciò, come i più avveduti sperano, senza provocare i danni che potrebbero derivare dal ripudio indiscriminato di validi ideali etici e politici e di istituzioni sociali e strumenti tecnici scoperti o aggiornati dall'umanità anche nell'età del capitalismo". Rilette nei giorni in cui è in atto una delle più gravi crisi della finanza e dell'economia mondiali, provocata dall'instabilità dei mercati e dalla mancanza di efficaci regole condivise, queste riflessioni di Fanfani appaiono di scottante attualità.
Al cinema con Proust
Anna Masecchia
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2009
pagine: 192
Dalla metà degli anni Sessanta in poi, la sfida posta al cinema dal capolavoro di Marcel Proust "Alla ricerca dei tempo perduto" è stata raccolta da personalità artistiche quali Ennio Flaiano, il premio Nobel Harold Pinter e il regista del tempo Luchino Visconti: il lungo progetto produttivo che li ha visti protagonisti ha avuto termine con "Un amour de Swann" (1984) di Volker Schlöndorff. Bisogna attendere che il cinema faccia propria la lezione della Nouvelle Vague perché un "effetto" Proust sia riconoscibile e divenga proficuo: lo dimostrano i film "Le temps retrouvé" di Raoul Ruiz (1999) e "La Captive" di Chantal Akerman (2000). Incrociando gli strumenti della comparatistica con i metodi dell'analisi del film, questo saggio pubblicato offre uno studio storico e teorico sulla capacità del cinema di adattare la "Recherche" e di assorbire la lezione estetica e narrativa proustiana.
Miklós Jancsó. Il cinema tra storia e vita
Giacomo Gambetti
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2008
pagine: 227
"Questo libro di Giacomo Gambetti rende finalmente giustizia a Miklós Jancsó". Così Carlo Lizzani definisce la panoramica sul mondo del grande regista ungherese che Gambetti realizza da un punto di vista privilegiato, in quanto uomo di cinema e amico di lunga data di Jancsó. Regista tra i più importanti nel panorama del cinema ungherese, discusso e apprezzato in patria e all'estero, Jancsó ha attraversato con la sua attività più di mezzo secolo: dal "realismo" del primo grande successo internazionale ("Sciogliere e legare", 1963), passando per i film italiani ("La pacifista", 1970) e le metafore di "Salmo rosso" (1971), per approdare, infine, a una dimensione ironica e dissacrante dei miti-riti del mondo di oggi ("Stagione di mostri", 1987). Intrecciando temi e motivi, sciogliendo forme ormai consolidate, Jancsó ha proposto sguardi sempre nuovi sulla realtà, mai ripetitivi - nonostante gli attacchi della critica - giungendo a ridefinire continuamente il suo stile e la sua tecnica. Gambetti, tra i primi, ne ha intuito il valore e oggi trasferisce in questo libro-dialogo il gusto delle tante conversazioni avute con Jancsó: la storia e il suo rapporto col cinema, il potere e la capacità di contrastarlo, la necessità di rinnovarsi continuamente per restare fedeli a se stessi e al "cinema come cultura".
Una Pieve in Italia
Amintore Fanfani
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2008
pagine: 176
Nell'estate del 1963 Amintore Fanfani, libero da impegni politici dopo la caduta del suo V° governo, trascorse un periodo di riposo nella foresta di Camaldoli. Ne trasse ispirazione per raccontare come la storia d'Italia del XX° secolo era stata vissuta dagli abitanti del paese in cui era nato, Pieve Santo Stefano. "Una Pieve in Italia", pubblicato da Mondadori nell'autunno del 1964, è un esempio di storiografia locale che con rigore scientifico ma anche con pietas mette in luce eventi e sentimenti.
Le architetture della vita quotidiana. Pratiche abitative e scambi immobiliari nella Milano d'età moderna
Michela Barbot
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2008
pagine: 288
L'aspirazione alla casa di proprietà, nell'Italia di oggi molto diffusa, è un'eredità recente, affermatasi compiutamente soltanto nel corso dell'ultimo secolo. Se in precedenza la piena proprietà costituiva l'eccezione anziché la regola, quali erano, allora, le pratiche abitative prevalenti? Quali le loro conseguenze socio-economiche? Infine, come, quando e perché il regime della piena proprietà ha trionfato sulle molteplici forme possessorie che hanno convissuto fra i muri delle nostre case per tanti secoli di storia? Il libro si interroga su questi nodi centrali del nostro passato, ricostruendoli alla luce della documentazione inedita relativa al patrimonio cinque e seicentesco di un grande proprietario milanese: la Veneranda Fabbrica del Duomo. Le trame di fondo del processo che ci ha trasformati da inquilini a proprietari sono al centro di un percorso analitico che si snoda fra economia, società, diritto e architettura, mostrando le implicazioni della profonda storicità di un'idea quella di proprietà - in assoluto fra le più fondative del mondo moderno.
Immagini migranti. Forme intermediali del cinema nell'era digitale
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2008
pagine: 272
Nella fase più recente della sua storia, che sfuma nel presente, il cinema ha allacciato con gli altri media audiovisivi un intreccio sempre più fitto di relazioni che hanno contribuito in misura sensibile al suo rinnovamento. Le riflessioni contenute in questo volume nascono dall'esigenza di comprendere la portata di un fenomeno così diffuso da far pensare che si tratti di una forma culturale paradigmatica del nostro tempo. Esse fanno capo a una ricerca animata dal desiderio di capire come il linguaggio cinematografico muti per effetto del dialogo con gli altri linguaggi. L'aumento degli scambi, propiziato dalla fluidità digitale, tende a ridurre le barriere e le differenze delle identità linguistiche tra i media, disegnando, al posto delle linee di confine, delle zone di frontiera create dai reciproci sconfinamenti. Anche per effetto del reticolo intermediale nel quale si trova disseminato, il cinema vede progressivamente trasfigurata la propria fisionomia di un tempo.
Mondo di carta. Immagini del libro nella letteratura italiana del Novecento
Ilaria Crotti
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2008
pagine: 296
Libri e ancora libri. Ma che ci stanno a fare in così gran quantità, addirittura incombenti e invasivi, citati, inscritti, raffigurati o immaginati quasi ad ogni angolo dei testi letterari? Eccoli saltare fuori in ogni dove, singoli e soli ma anche rilegati assieme in connubi provocatori o improbabili, a risme, collocati in ordine alfabetico su appositi scaffali o ammonticchiati in cataste informi... Il volume intende interrogare una ricorrenza tanto sospetta leggendo in particolare prove di Tarchetti, d'Annunzio, Pirandello, Tozzi e Ruzzati, ma cercando anche di rintracciare in un campo letterario più vasto, che va da Cervantes a Manzoni, da Flaubert a Borges, da Canetti a DeLillo le possibili ragioni di una dovizia significativa.
Leopardi e il canto dell'addio
Alberto Folin
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2008
pagine: 215
L'uomo contemporaneo è abituato a considerare il saluto come un gesto di cortesia puramente convenzionale. Basta tuttavia soffermarsi sul senso incastonato nella parola stessa "saluto", per accorgersi che esso nasconde e custodisce un'antica tradizione cristiana la quale - innestatasi nella cultura biblico-greca - ha poi trovato la sua consacrazione letteraria nel mondo medievale della poesia romanza. Salutare significa, essenzialmente, augurare all'amico (e all'amore) la salvezza dal nulla. E per questo che l'addio ha il senso di un arrivederci di fronte all'ultima soglia: a-dio (ad-deum). Ma quando, con l'illuminismo, si inaugura quel particolare processo che condurrà alla "morte di Dio" che ne è del saluto? Che ne è dell'addio? Questo libro scandaglia i numerosi sostrati di senso che tale gesto, rivolto al viandante o recepito nella voce viva del canto, acquista in uno scrittore come Leopardi, la cui opera, così cruciale nella modernità, attraversa tutti i temi che più intimamente ci riguardano.
Idea di natura. Tredici scienziati a confronto
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2008
pagine: 282
L'idea che la natura venga sistematicamente violata dal progresso e che la sua distruzione metta a repentaglio la sopravvivenza stessa dell'umanità costituisce uno degli assunti base del movimento ecologista radicale. Si tratta di un'idea che recupera una visione mitica ed erronea della storia: prima dell'età moderna l'uomo avrebbe vissuto in armonia con la natura e oggi saremmo chiamati a ricostruire questo equilibrio attraverso politiche capaci di mettere un limite allo sviluppo economico. Tali posizioni non hanno però alcun fondamento nella cultura scientifica attuale, in cui si fa strada la crescente consapevolezza che la natura è data da sistemi aperti, non-lineari, difficilmente spiegabili senza fare ricorso a una nuova teoria della complessità. 13 scienziati, ognuno secondo un punto di vista personale e della propria disciplina, riflettono sul concetto di "natura" partendo dalla scienza per ridefinirlo e gettare le basi di una nuova ecologia.
Kim Arcalli. Montare il cinema
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2008
pagine: 178
Sergej Ejzenstejn assumeva il montaggio come l'unica vera manifestazione "creatrice e sovrana" dell'arte cinematografica. Eppure, nonostante l'importanza di questo momento nel processo produttivo e di scrittura del cinema, raramente si è assunto come presenza creativa del film il tecnico del montaggio. Questi per diventare conosciuto deve realizzare ìl passo verso la regia altrimenti può solo sperare in un briciolo di luce riflessa del suo regista e della raggiunta notorietà dei film da luì montati. Ma se è un nome sconosciuto ai più non lo è invece per la produzione, per i tycoons del cinema dei quali è il fido esecutore, colui che sintetizza (nel taglio) le volontà e le necessità del mercato. Arcalli ha influenzato nettamente la scrittura filmica del cinema italiano degli ultimi trent'anni. Amico e tecnico di fiducia di registi come Bernardo Bertolucci, Liliana Cavani, Tinto Brass, Giulio Questi ed Eriprando Visconti ha montato e in parte sceneggiato i più importanti film degli anni settanta. Nemmeno lui si è potuto sottrarre però alla classica richiesta che i produttori fanno a un montatore: il taglio di mercato. A cadere nelle forbici di Kim è stato tra gli altri il Dersu Uzala di Akira Kurosawa, film scorciato dì una decina di minuti. Arcalli ha portato alle estreme conseguenze, anche sul piano personale, tutte le contraddizioni di una pratica perversa e polimorfa come il montaggio.

