SE: Piccola enciclopedia
Questione di donna
Georg Groddeck
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 96
«Sacra profondità dorme nella donna. Il suo cervello è fresco, non incatenato dal sapere. Lasciate crescere la donna libera dal modo di agire e di pensare dell’uomo! Immensi torrenti di idee nuove si leveranno in turbine, verranno nuove religioni, nuovi dèi, nuovi mondi. La donna non conosce limiti al pensiero, non si adatta a nessun sistema, non è ancora stata scoperta, è enigmatica, sorprendente. L’uomo perisce, ma la donna è eterna. Si risveglia una civiltà della donna, del sesso forte. Le donne sono forti, piene di speranza, di buona speranza». Con uno scritto di Jutta Prasse.
Parmenide ed Eraclito. Empedocle
Carlo Michelstaedter
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 112
«Sono qui da 100 ore, e appena mi sto riscotendo dallo stupore, e comincio a sbatter gli occhi, a poter pensare e scrivere, a riadattarmi alle cose di qua, a riprender l’istinto dei gesti, delle abitudini, delle frasi. E così la testa è libera e non è costretta a pensarci su per ogni minimo atto […]». Così inizia una lettera di Michelstaedter a Chiavacci scritta a Gorizia il 29 giugno 1909. Quell’estate appena iniziata sarà decisiva per Michelstaedter e non solo perché si sta accingendo a scrivere la tesi di laurea, “La persuasione e la rettorica”, ma anche perché ritrova la sua famiglia e gli amici, rivede i luoghi dell’infanzia, mentre si acuisce in lui un senso profondo di prostrazione e gli si rivela l’urgenza di un «dovere» che sembra balenare tra le pieghe stesse del dolore. Tutto questo in Michelstaedter si accompagna, come sempre, all’esercizio del pensiero che comincia a prender forma soprattutto attraverso la meditazione sui frammenti dei prediletti Presocratici, come testimoniano questi “Appunti”. Si tratta di fogli di annotazioni e di idee, un esempio di scrittura «privata», irrequieta, apparentemente disadorna, dove il greco, il latino e il tedesco si combinano senza cesure con l’italiano, e in cui la vita stessa (o il suo anelito) dà spesso l’impressione come di schiudersi in un lampo.
Il giocatore di scacchi di Maelzel. Testo inglese a fronte
Edgar Allan Poe
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 89
“Pubblicato per la prima volta nell’aprile del 1836 sul «Southern Literary Messenger», Il ‘Giocatore di Scacchi di Maelzel’ – in apparenza un nadir saggistico rispetto al Poe più genialmente visionario – si colloca in realtà nel cuore della riflessione estetica dello scrittore americano. […] È l’acume per i dettagli, che consente a Poe di costruire perfette macchine narrative e di smontare insidiosi meccanismi come il Turco scacchista. Solo chi sa felicemente barare con le parole non può tollerare che vengano truccati i fatti, gli accadimenti materiali. Con logica stringente, Poe dimostra che l’automa ospita al proprio interno un essere umano in carne e ossa; l’incubo cibernetico di un campione artificiale della scacchiera (oggi nuovamente reale grazie ai prodigi computerizzati) viene provvisoriamente allontanato.” (Dallo scritto di Roberto Barbolini)
Le foreste del Maine. Chesuncook
Henry David Thoreau
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 128
«Anticamente i re inglesi consideravano le foreste indispensabili per i loro svaghi e per la caccia, e talvolta distruggevano i villaggi per accrescere l’estensione di quelle esistenti o per crearne di nuove; io penso che fossero animati da un autentico istinto vitale. Perché non dovrebbe esser così anche per noi, che abbiamo rinunciato all’autorità del re, che abbiamo le nostre risorse nazionali, dove non è necessario distruggere villaggi, dove possono sopravvivere l’orso e la pantera e persino qualche esemplare della razza dei cacciatori, senza essere “civilmente” cancellati dalla faccia della terra? Perché allora non difendiamo le nostre foreste, non solo per far divertire il re, ma per salvare, lui, il re, il signore della creazione, – non per lo svago o per il cibo, ma per lo spirito e per la sua autentica rigenerazione? O vogliamo, da stolti, dissodarle tutte distruggendo il nostro stesso territorio?».
Poesie filosofiche. Testo tedesco a fronte
Friedrich Schiller
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 112
La questione del senso della storia divenne inesorabilmente, per Schiller, la domanda sul passaggio dal paganesimo al cristianesimo e sulla verità poetica di tale passaggio. Al fondo di queste poesie filosofiche troviamo perciò una serie di tragici interrogativi: è possibile la poesia in un’età del mondo cristiana? Si rivela ancora la grazia della parola poetica una volta che gli antichi dèi sono fuggiti? E infine: qual è il compito del poeta, in una dimensione storica che si dà a conoscere nell’oscillazione incerta fra presenza e assenza del divino? L’ordine dei problemi che si presenta all’interprete dei componimenti poetici di Schiller qui raccolti è dunque molto complesso, non riconducibile, come talvolta è invece stato fatto, a questioni meramente filologiche o estetico-stilistiche concernenti la “versificazione” di concetti: ben poco risponde a quei tragici interrogativi anche il rinvio all’analisi delle trasformazioni socio-economiche che in quel periodo storico iniziavano ad interessare la Germania. Il rapporto fra gli antichi dèi e il Dio cristiano non è un’idea filosofica che Schiller cerca di volgere in versi, ma uno spazio della verità esistenziale dell’uomo al cui interno la parola poetica può, ovvero anche può non darsi. Il disincanto del mondo, con le sue venature ancora romantiche, si scopre allora accompagnato da un ospite inquietante, il nichilismo.
La tomba di Antigone
María Zambrano
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 112
La cifra essenziale dell’opera di María Zambrano, una delle figure più originali del pensiero del Novecento, è la riconciliazione in un’unica forma espressiva della parola poetica con la parola filosofica. “La tomba di Antigone”, straordinario testo filosofico-poetico-teatrale del 1967, è non solo una nuova lettura in chiave filosofica del personaggio sofocleo, ma è soprattutto una incomparabile riscrittura che fa vivere Antigone di una vita propria, attualissima. María Zambrano riprende la figlia di Edipo là dove Sofocle l’abbandona, e discende con lei agli inferi, che sono anche gli inferi dell’anima, dei legami famigliari e sociali. L’Antigone della Zambrano non è l’eroina canonizzata dalla tradizione, bensì la fanciulla sola, nel silenzio e nell’assenza degli dèi. Nella tomba in cui Antigone è sepolta viva, si fa strada l’evento impercettibile attraverso cui va germinando il significato fondamentale della sua figura mediatrice fra amore e conoscenza.
Illuminazioni. Testo francese a fronte
Arthur Rimbaud
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 128
“Con Rimbaud la poesia ha cessato di essere un genere letterario, una competizione. Prima di lui Eraclito e un pittore, Georges de La Tour, avevano costruito e mostrato quale Casa fra tutte l’uomo dovesse abitare: al tempo stesso dimora per l’ispirazione e per la meditazione. Baudelaire è il genio più umano di tutta la civiltà cristiana. Il suo canto la incarna nella sua propria coscienza, gloria, rimorso, maledizione, nell’istante della sua propria decollazione, detestazione, apocalisse. «I poeti», scrive Hölderlin, «si rivelano per lo più all’inizio o alla fine di un’età. È cantando che i popoli abbandonano il cielo della loro infanzia per entrare nella vita attiva, nel regno della civiltà. È cantando che essi ritornano alla vita primitiva. L’arte è la transizione dalla natura alla civiltà, e dalla civiltà alla natura». Rimbaud è il primo poeta di una civiltà non ancora comparsa, civiltà i cui orizzonti e le cui pareti non sono che fuochi di paglia. Parafrasando Maurice Blanchot, siamo di fronte a una esperienza della totalità, fondata sul futuro, espiata nel presente, la quale non ha altra autorità che la propria.” (Dallo scritto di René Char)
Le vicinanze di Van Gogh. Testo francese a fronte
René Char
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 80
«...Sottosuolo non è affatto rifugio, ma corpo aperto, accerchiato d’alba lasciva...». Il bagliore degli astri e del cielo, il buio più segreto della terra e la sua notte, costituiscono i due termini di un unico percorso nel quale René Char ci introduce con questo suo libro. Nel presentimento della morte, nella veglia senza paradiso della vecchiaia, il viaggio estremo, tra memoria del passato e lucido sguardo su un presente sempre più spento e demente, si compie attraverso ineliminabili presenze in cui forte continua a pulsare «materia indubitabile» la vita. Luoghi familiari e nomi familiari di animali, spazi siderali e spazio domestico, tutti racchiudono con la stessa intensità un’unica passione: il «rosso degli uomini», fuoco e luce che conobbero anche Georges de La Tour e Vincent Van Gogh. Con uno scritto di Georges Poulet
Il romitaggio della dimora illusoria
Matsuo Bashô
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 93
«Gli haikai sono fastidiosi, come erbe sul sentiero della vita» confidò Bashō a Inen. Sembra inoltre che talvolta si lasciasse sfuggire con i discepoli parole dileggianti gli haikai. Parole del tutto logiche in un uomo che aveva abbandonato il mondo e che considerava la vita un sogno incessante. Ma non v’è dubbio che nessuno si appassionò con altrettanto fervore a simili «erbe sul sentiero». Perciò potrebbe essere lecito domandarsi se tale affermazione non sia che un vezzo. Tohō racconta: «Il vecchio affermò che v’è sempre qualcosa da imparare. “Quando compongo non v’è spazio, neppure per un capello, tra me e il tavolino, e i pensieri fluiscono rapidi, non ho più dubbi. Ma quando mi allontano dal tavolino, non sono altro che cartacce” ammonì poi con severità. Proseguì dicendo che talvolta comporre era come tagliare un grosso albero. Bisognava essere capaci di colpire al limite dell’elsa con un fendente, come quando si spacca in due un melone. Come quando si affondano i denti in una pera». Con tale impeto si espresse Bashō, quasi stesse insegnando l’arte della spada. Non sono certamente, le sue, parole di un uomo che ha abbandonato il mondo e che considera gli haikai un gioco. (Dallo scritto di Ryūnosuke Akutagawa)
La ballata del carcere di Reading
Oscar Wilde
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 88
«Emerso da una specie d’eternità della fama a una specie d’eternità dell’infamia», la via d’uscita di Oscar Wilde, la sua «Vita Nuova», non gli evitò l’esilio dopo il carcere, l’invecchiamento precoce, la morte a quarantasei anni, ma gli permise ancora una pacata ironia, il distacco autocritico, la capacità di perdono e di amicizia, il non cedimento all’odio e alla malinconia. Ne sono testimonianza i due ultimi testi della sua vasta produzione letteraria: il primo è il De Profundis, titolo dato dal suo amico e curatore testamentario Robert Ross a una lunga «lettera dal carcere» indirizzata e mai spedita al principale responsabile della sua catastrofe giudiziaria, il giovane Bosie (Lord Alfred Douglas). Il secondo è la Ballata del carcere di Reading, suo capolavoro in versi, costituito di 109 sestine, e sua estrema difesa nella rappresentazione dell’amore stesso per cui fu incarcerato e infamato, nella discolpa di un condannato a morte che aveva ucciso «la cosa che amava», di fronte a tutti coloro che «La cosa che si ama uccidono / […] / Con un bacio lo fa il baro, / Di spada il prepotente!», e infine nell’appello e rifugio in Cristo «finché i morti chiamerà». (Dallo scritto di Sandro Boato)
Canti dell'innocenza e dell'esperienza. Testo inglese a fronte
William Blake
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 160
Dei Canti dell'innocenza e dell'esperienza, una delle opere più note di William Blake (1757-1827), T.S. Eliot, nel saggio che accompagna questa nostra edizione, scrive: «La straordinaria carica innovativa della poesia di Blake si manifesta a partire dai Songs of Innocence and Songs of Experience, le due raccolte complementari concepite come espressione delle due opposte tendenze dell'animo umano. I canti derivano dalla tradizione della ballata popolare, ma se ne distaccano per la complessa e geniale fusione di simbolismo criptico, di impulso visionario e di mordente critica sociale».
Manuale
Epitteto
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 80
Ora la noncuranza delle cose di fuori, ingiunta da Epitteto e dagli altri stoici, viene a dir questo appunto, cioè non curarsi di essere beato né fuggire di essere infelice. Il quale insegnamento, che è come dire di dovere amar se medesimo con quanto si possa manco di ardore e di tenerezza, si è in verità la cima e la somma, sì della filosofia di Epitteto, e sì ancora di tutta la sapienza umana, in quanto ella appartiene al ben essere dello spirito di ciascuno in particolare. Ed io, che dopo molti travagli dell’animo e molte angosce, ridotto quasi mal mio grado a praticare per abito il predetto insegnamento, ho riportato di così fatta pratica e tuttavia riporto una utilità incredibile, desidero e prego caldamente a tutti quelli che leggeranno queste carte la facoltà di porlo medesimamente ad esecuzione. (Dal «Preambolo del volgarizzatore» di Giacomo Leopardi) Postfazione e commento di Antonio Banfi.

