SE: Testi e documenti
Proust
Samuel Beckett
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 99
"Quando si legge il saggio scritto nel 1931 da Beckett su Proust, non si può fare a meno di notare quanto profonda sia stata l'impronta lasciata nello spirito di Beckett dall'opera proustiana. Si è molto parlato di una derivazione joyciana per l'opera di Beckett, ma l'affinità con Proust appare molto più sorprendente, anche se è allo stesso tempo più sottile e latente, e non si può certamente rilevare nello stile scarno di Beckett ... Beckett si mostra, piuttosto, ossessionato dalla concezione che Proust ha della letteratura, dalla sua concezione del tempo e dello spazio, dei personaggi e delle cose, dalla sua ricerca dell'essenza di una realtà illusoria e fuggevole..." (Dallo scritto di Margherita S. Frankel)
Teoria del romanzo
György Lukács
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 154
"Lo scoppio della guerra del 1914 - l'effetto prodotto dalla posizione interventista della socialdemocrazia sull'intellighenzia di sinistra - fu l'occasione che determinò la nascita della "Teoria del romanzo". La mia posizione radicale si esprimeva in un veemente, globale e, specie all'inizio, poco articolato rifiuto della guerra. Inizialmente avevo pensato a una catena di dialoghi: un gruppo di giovani si isola di fronte alla psicosi della guerra alla maniera dei narratori di novelle del Decamerone di fronte alla peste; i loro dialoghi avrebbero esplicitato i problemi trattati nel libro, fino a gettare uno sguardo sul mondo di Dostoevskij. A un ripensamento più attento la "Teoria del romanzo" assunse la sua attuale configurazione."
I calabroni
Peter Handke
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 202
"Non è solo la dissoluzione della realtà in un pulviscolo di particelle a conferire al libro il suo fascino; né ci si deve abbandonare alla pura magia delle singole frasi, alla loro forza di suggestione. Quel che il libro intende stimolare in noi non è solo una critica del linguaggio o una critica del nostro sistema di comunicazione. Svelando con tanta evidenza e senza alcun riguardo il procedimento insito nel meccanismo narrativo, Handke disvela anche il nostro rapporto con la realtà. Egli mostra fino a qual punto noi siamo debitori verso quegli schematismi che giudichiamo un' adeguata esperienza del reale, mentre in effetti sono solo immagini del mondo o proposizioni su di esso, a cui noi ci rimettiamo." (Wendelin Schmidt-Dengler)
Amedeo Modigliani e altri scritti
Anna Achmàtova
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 144
Questo volume comprende alcuni degli scritti in prosa di Anna Achmatova (1889-1966): scritti critici e di memoria. Ritroviamo qui le stesse caratteristiche dello stile dell'Achmatova poetessa: limpidezza della lingua, ricchezza della sostanza letteraria ed esistenziale, intensa partecipazione emotiva filtrata attraverso il rigore della parola. Le prose critiche costituiscono capitoli diversi, interiormente legati, di un libro ideale, mai compiuto, dedicato a Puskin, che fu veramente il grande maestro e il grande ispiratore di Anna Achmatova. Di carattere memorialistico sono gli altri scritti, dedicati a poeti e traduttori insigni, tutti momenti fondamentali della cultura russa, con una eccezione: Amedeo Modigliani.
Cemento
Thomas Bernhard
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 153
Per scrivere il suo studio su Mendelssohn Bartholdy, il narratore, Rudolf, ha bisogno di essere a casa propria, in campagna. Ha dunque atteso con impazienza la partenza della sorella, venuta a trascorrere qualche giorno con lui. Ma non era stato forse lui a invitarla, proprio perché non riusciva a mettersi al lavoro? Così, dopo la sua partenza, Rudolf non riesce ugualmente a scrivere. Avverte dovunque la presenza invadente di lei, sente il suo discorso protettivo, ironico, provocatorio... Rudolf penserà di sfuggirle intraprendendo un viaggio. Ma il suo soggiorno a Palma non farà che rianimare in lui il ricordo di un dramma di cui è stato testimone anni prima: un suicidio, un fatto di cronaca di desolante banalità.
Le diaboliche
Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 241
"Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly (1808-1889) fu dandy, cattolico e legittimista proprio nei tempi in cui questi tre modi di essere potevano a buon diritto dirsi passati di moda. E lo fu con un'intransigenza tale da lasciar dubitare che a sorreggere la sua convinzione partecipasse in misura niente affatto indifferente il piacere di contraddire, di non uniformarsi alle "idées reçues" dei suoi giorni, il che varrebbe forse a spiegare il suo amore per l'eccezionale, la sua tesa e instancabile ricerca del grandioso nel bene come nel male, il continuo e trasparente desiderio di sorprendere, quando non addirittura di "épater" un lettore assunto sempre in una duplice veste di complice e tuttavia di nemico." (Mario Praz)
Walt Disney
Sergej M. Ejzenstejn
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 176
Sergej M. Ejzenstejn considerava Walt Disney un "grande artista e maestro", e la sua opera "the greatest contribution of the American people to art". Tra il 1940 e il 1942, dieci anni dopo la sua sfortunata esperienza cinematografica a Hollywood e in Messico, Ejzenstejn scrisse questo saggio particolarmente ispirato che è al contempo un omaggio all'arte del creatore di Topolino, uno studio tecnico sul cinema d'animazione, un'indagine sulla morfologia della fiaba, una riflessione sociologica sul cinema quale strumento di consolazione e di elevazione per l'uomo moderno.
Walter Benjamin
Hannah Arendt
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 128
Ai funerali di Hannah Arendt, Hans Jonas diede un'immagine precisa di questa vecchia esule ebrea con una piccola frase: "Hannah aveva il genio dell'amicizia". E in effetti molti degli scritti della Arendt vivono di amicizia, del ricordo di amicizie spezzate o impedite dall'avanzare della barbarie. Così, tra ricordi e pensieri, aneddoti e ipotesi interpretative, in questo testo dedicato all'amico Walter Benjamm, si disegna la storia di un'intensa amicizia, in cui l'intimità degli affetti si ricompone con gli eventi della Storia, dando vita a una rinnovata unità tra la responsabilità che nasce dal testimoniare il passaggio di un'esistenza eccezionale e la necessità di dar conto dei segni vergati dagli eventi inesorabili del mondo.
Il tempo degli assassini
Henry Miller
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 176
"Ecco il tempo degli Assassini" è il rintocco che chiude Mattinata d'ebbrezza nelle "Illuminazioni" di Rimbaud. Ed è la frase che intitola, con una polivalenza di significati, della quale Rimbaud è solo in parte responsabile, questo saggio scritto da Miller per il centenario della nascita del poeta. La normale richiesta del lettore di cose critiche, quella di imparare a leggere meglio un artista, vi è notevolmente soddisfatta: in queste pagine si vede, raffigurato con spavalda icastica, a volte anche settaria, chi sia stato Rimbaud, per quale vocazione e destino per quale intreccio di circostanze personali e concause legate al suo tempo egli abbia dovuto scrivere ciò che ha scritto." (Giacomo Debenedetti)
Corso di filosofia in sei ore e un quarto
Witold Gombrowicz
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2004
pagine: 115
Non è una leggenda. Sembra proprio che la passione per la filosofia e il "Corso di filosofia in sei ore e un quarto" abbiano salvato Witold Gombrowicz dal suicidio. Nel 1969. a Vence-en-Provence, devastato da una malattia ai polmoni che lo tormentava fin dall'adolescenza, lo scrittore polacco chiedeva con insistenza agli amici Konstanty A. Jeleriski e Dominique de Roux di procurargli una pistola o del veleno. Queste lezioni furono tenute nei mesi di aprile e maggio 1969 alla moglie Rita Labrousse e allo stesso Dominique de Roux, che "aveva capito" conferma la moglie dello scrittore "che soltanto la filosofia, in quel momento di decadenza fisica, aveva il potere di mobilitare il suo spirito". Il "Corso di filosofia in sei ore e un quarto" risulta così una rivisitazione personalissima dei pensatori che hanno dato vita alla filosofia del nostro secolo, ed è la chiave per rileggere l'intera opera narrativa, teatrale, diaristica di Gombrowicz. La filosofia infatti fu la sua passione dominante: "realmente amava parlare soltanto di filosofia" ricorda il poeta Czeslaw Milosz. Quello di Gombrowicz è uno stile di pensiero non sistematico, fatto di fulminee illuminazioni, di intuizioni appena tematizzate, sempre legate alla concretezza della vita, alla condizione disperante dell'uomo. Lo scrittore polacco rivendica un sapere specifico: il sapere del molteplice, e del contraddittorio, irriducibile a una dimensione filosofica in senso accademico, a un sistema compiuto.
La mia fanciullezza con Gurdjieff
Fritz Peters
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2003
pagine: 208
"Ecco un libro assolutamente delizioso. Non solo rievoca aneddoti pieni di spirito, ma è anche colmo di saggezza, la saggezza della vita. Il libro è egualmente ammirabile per la singolarità dell'incontro fra un ragazzino, Fritz Peters, e un essere straordinario. Si deve infatti tener sempre presente che, quando la madre lo affidò a Gurdjieff, che dirigeva allora l'Istituto per lo Sviluppo Armonico dell'Uomo, a Fontainebleau, il bambino ignorava tutto della personalità del suo interlocutore e di quello che egli poteva rappresentare. Ad apertura di libro, si viene immediatamente sedotti da queste due nature così profondamente diverse, e si avverte come tutto, qui, sia molto lontano dalla banalità dei ricordi d'infanzia." (Henry Miller)
La signora Dalloway
Virginia Woolf
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2003
pagine: 229
Tutto avviene e si consuma nel corso di una sola giornata e, come spesso accade nell'opera della scrittrice, il fulcro intorno a cui si snoda la vicenda e ruotano i personaggi ha le apparenze di un banale evento quotidiano. Clarissa Dalloway, protagonista del romanzo, è intenta ai preparativi di una festa che offrirà in serata agli amici. L'altro polo narrativo è il giovane Septimus Warren Smith, reduce di guerra, che un graduale rifiuto del mondo poi degenerato in follia condurrà al suicidio poche ore prima della festa di Clarissa. La notizia della morte di Septimus giunge alla protagonista proprio nel corso della festa, che diventa così la scena in cui la rappresentazione apparentemente anodina trova senso e suggello.

