Mondadori: Oscar classici moderni
Vino e pane
Ignazio Silone
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1995
Pietro Spina, un intellettuale comunista, torna clandestinamente in Italia durante il fascismo per cercare di riorganizzare il partito nel suo paese natale. Travestito da prete l'uomo si troverà di fronte la realtà arcaica e popolare del meridione e deciderà di rompere con i suoi compagni in nome del diritto di critica.
Con gli occhi chiusi
Federigo Tozzi
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1994
pagine: 168
Il romanzo fu pubblicato nel 1918
Il grande amico
Henri Alain-Fournier
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1992
pagine: 226
Un'atmosfera incantata, sospesa tra la realtà e il sogno, tra l'avventura e la favola costituisce il fascino unico del «Grande amico», capolavoro di Alain-Fournier nel quale il mondo amato dell'infanzia riaffiora e si intreccia con quello, più nascosto e segreto, delle immagini e delle creature che popolano la nostra fantasia: zingari e saltimbanchi, bambini in maschera, castelli misteriosi. In questo contesto appare a Meaulnes, il protagonista del romanzo, una dolce fanciulla di straordinaria bellezza. È un incontro magico, un amore assoluto, indimenticabile, ma proprio per questo impossibile da realizzare nel quotidiano. E si concluderà con una rinuncia: la rinuncia dell'adolescente all'avventura magica e irripetibile dell'infanzia.
Il giardino dei Finzi-Contini
Giorgio Bassani
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1991
pagine: 250
La famiglia dei Finzi-Contini vive in una grande villa con uno splendido giardino
I sotterranei
Jack Kerouac
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 176
Alla radice di questo romanzo, pubblicato nel 1958 e subito processato per oscenità, c'è una vicenda reale, la storia d'amore vissuta da Kerouac con una ragazza di colore, che in queste pagine rivive come in una confessione tanto difficile quanto liberatoria. Al centro, la figura di Mardou, sensuale, fascinosa, attorno alla quale gira, ossessivamente, la vita dell'amante, e la città stessa (New York nella realtà, San Francisco nella finzione letteraria): una città onirica, cupa, frenetica, piena di alcol, di droghe, di sesso, di arte e di vita. Ma soprattutto, ciò che emerge dalla lettura de I sotterranei , è la rivoluzionaria lingua di Kerouac, fatta di «ondate spontanee e prive di revisioni, rapide, mozzafiato, come il jazz».
Tristessa
Jack Kerouac
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 112
Prostituta di Città del Messico, bellissima e, a suo modo, pura e innocente, Tristessa rappresenta ciò che del Messico Kerouac conosceva: fascino, miseria, pericolo. Il narratore, che con lei intreccia una relazione, sogna romanticamente di salvarla con la forza del proprio amore. Ma dovrà scontrarsi non tanto con altri uomini innamorati di Tristessa, quanto con un rivale imbattibile, la morfina. Tragico e romantico, Tristessa (1960) è basato su una vicenda autobiografica (la "vera" Tristessa si chiamava, paradossalmente, Esperanza), e ci regala forse il più bel ritratto femminile di tutta la Beat Generation.
Buio a mezzogiorno
Arthur Koestler
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 234
Mosca, anni Trenta. Compito del commissario politico Nicolaj Salmanovic Rubasciov è scoprire gli avversari del regime, interrogarli, punirli. Ma il destino porta anche lui sul banco degli imputati. Rubasciov inizialmente si difende, respinge le accuse, resiste alla tortura. Poi, infallibilmente, capitola. L'indottrinamento di un'ideologia politica vissuta con l'assolutismo di una fede granitica ha la meglio su ogni ragionevolezza, su ogni istinto di conservazione. Ispirato al processo Bucharin del 1938, Buio a mezzogiorno mette in scena un feroce conflitto di anime, un dramma di coscienze; è la tragedia, storicamente realizzata, tra l'aspirazione all'utopia e le conseguenze dell'uso improprio del potere.
Il processo
Franz Kafka
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 250
Nessuno riuscirà mai a spiegare a Josef K. il motivo del processo che un'autorità giudiziaria incalzante ed enigmatica gli ha intentato. Nemmeno prima del tragico epilogo, quando il protagonista verrà giustiziato. Pubblicato nel 1925, Il Processo è uno dei testi più intensi di Kafka, un capolavoro che la critica ha cercato di definire dandone le più diverse spiegazioni - religiose, sociologiche, psicoanalitiche, esistenziali. Ma al di là delle formule interpretative, ciò che emerge da queste pagine è l'inquietante, ossessivo e immortale fascino di un'opera capitale nella letteratura del Novecento.
La lunga marcia-La corsa suicida
William Styron
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2017
pagine: 266
Estate 1950. In un campo di addestramento della Carolina, otto marines vengono uccisi da granate lanciate in modo errato; e il colonnello Templeton organizza una marcia forzata, 56 km in una notte, per inculcare disciplina e spirito di corpo a quel migliaio di riservisti che «battono la fiacca». Al romanzo breve «La lunga marcia» si accompagnano in questo volume cinque racconti, inediti in Italia, ispirati all'esperienza personale di Styron: testi che descrivono la vita militare – la sua durezza, le privazioni, le idiozie, ma anche il cameratismo e l'innegabile fascino – smascherandone ogni ipocrita retorica.
Le avventure del bravo soldato Svejk nella grande guerra
Jaroslav Hasek
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2016
pagine: 864
Quando nel 1921 inizia a lavorare a quello che sarà il suo capolavoro Jaroslav Hasek ha alle spalle cinque anni di vita militare e un ventennio di attività giornalistico-letteraria: una solida base grazie a cui può dare corpo a un romanzo esilarante che è l'affresco storico di un'epoca percepita come insensata anche da chi la viveva, pazzia e idiozia infatti sono temi cruciali che percorrono l'intera vicenda di Svejk, un tipo umano nuovo nella letteratura mondiale, così come completamente nuovo era per l'epoca lo stile espressionista e plurilinguistico di Hasek, dagli effetti dirompenti - qui resi con efficacia dalla traduzione di Annalisa Cosentino, dall'approccio disinibito e attualizzante, Soldato semplice dell'esercito asburgico poi riformato per malattia mentale, Svejk racconta "dal basso" la Grande Guerra; il suo nemico non è perciò l'esercito avversario ma la casta degli ufficiali, "Nella quantità di opere sulla Grande Guerra" ha scritto Luigi Reitani "al capolavoro di Hasek spetta ancor oggi un'importanza centrale, vittima innocente di quella follia a lui superiore che viene chiamata Storia - ma al tempo stesso inesauribile narratore in prima persona di storie che mostrano l'infinita follia del mondo - Svejk è davvero il grande Gian Burrasca del Novecento, a cui va la nostra eterna simpatia."

