Arti: argomenti d'interesse generale
L'opera d'arte e il filosofo. Sguardo cieco - parola veggente
Viana Conti
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2024
pagine: 148
Il volume scaturisce dal rapporto tra Filosofia (scrittura-concetto-affetto-percetto) e Arte (immagine visuale-cieca-veggente). L’ouverture si connota come una serrata sequenza di saggi su un artista letto da un filosofo all’interno di un processo critico costruttivo/decostruttivo. Artista e filosofo si presentano protagonisti e insieme deuteragonisti. Un approccio del filosofo all’immaginario dell’artista configura modalità, visuali o discorsive, di un ritratto per sottrazione, che si struttura seguendo una prassi di ospitalità, una strategia di reciproca sopravvivenza. L’intento del saggio di Viana Conti è quindi quello di speculare sull’immagine e sullo sguardo critico che la osserva come doppio ritrarsi. L’artista, il filosofo, frequentati dal desiderio, dall’altro, dall’altrove, dall’oscurità illuminata della grotta batailliana di Lascaux, di quella lacaniana di Altamira, perseguono un autoritratto dell’uno tramite l’altro come dispositivi fecondi del sopra-vivere.
L'astrazione come condizione storica
Alessandro Ferraro
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2024
pagine: 180
È possibile definire l’astrazione come condizione storica, ovvero come problema irrisolto della visualità contemporanea? Cosa comporta l’adozione di tale concetto nella narrazione dell’astrazione? Cosa implica tale questione rispetto al canone storico-artistico e all’idea di tempo nella storia dell’arte contemporanea? Grazie a metodologie di ricerca eterogenee, questo volume risponde a questi interrogativi attraverso casi-studio specifici come la popolarizzazione dell’astrazione nella contemporaneità attraverso il cosiddetto Mondrian Brand, la riscoperta e l’inclusione di artiste e di minoranze all’interno dello sviluppo narrativo dell’arte astratta, il ritorno della pittura astratta alla fine degli anni Dieci del Duemila e le speculazioni di mercato attorno allo Zombie Formalism. L’obiettivo ultimo del presente saggio è duplice: da un lato, mettere in discussione l’idea di astrazione come semplice stile artistico in grado di esprimere la soggettività dell’artista; dall’altro, offrire al lettore uno strumento d’analisi in grado di problematizzare la pittura astratta contemporanea come emblematica manifestazione delle logiche culturali del sistema dell’arte contemporaneo.
Studi medievali e moderni. Arte, letteratura, storia. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Paolo Loffredo
anno edizione: 2024
pagine: 248
La Fondazione “Verga” e l’Università di Catania da una parte e l’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara e il “Premio letterario internazionale Penne” dall’altra hanno organizzato il Convegno d’Annunzio, Verga e l’area del verismo. Lingua e letteratura allo scopo di fare il punto non solo sui rapporti di reciproca influenza tra i due autori, ma anche sulla ricezione europea della loro opera. L’idea di questa specie di gemellaggio tra la Sicilia e l’Abruzzo nacque nell’estate del 2022 a Roma, durante una chiacchierata con Gabriella Alfieri, cui chiesi di unire gli sforzi per promuovere gli studi verghiani e dannunziani nei paesi dell’Europa Settentrionale, partendo dalla considerazione che tanto a Catania quanto a Chieti ci fossero molti docenti e ricercatori che si occupavano tradizionalmente di Verga e di d’Annunzio.
Arte, città e impatti sociali. Percorsi di analisi e critica
Maria Tartari
Libro: Libro in brossura
editore: Polistampa
anno edizione: 2024
pagine: 96
L’arte ha il potere di influenzare e trasformare il tessuto sociale delle città, in bene e in male. Il saggio è incentrato sul ruolo che le pratiche artistiche e culturali possono giocare nello sviluppo urbano e nelle dinamiche sociali, in particolare per quanto riguarda la qualità del coinvolgimento e l’integrazione delle voci diverse delle comunità che compongono le città contemporanee. Viene così offerto uno scorcio di visione che non si limita alla lettura del rapporto tra cultura e città in termini di crescita economica, ma che incoraggia uno sguardo empatico verso la realtà, privilegiando sempre la prospettiva dei più deboli e di chi non ha voce.
Ierofanie contemporanee. Sperimentazioni artistiche nella Chiesa
Sergio Catalano
Libro: Libro rilegato
editore: Serradifalco Editore
anno edizione: 2024
pagine: 264
Ierofanie contemporanee racconta di come l’ascolto delle istanze del sacro presenti in un luogo – spesso celate, imbalsamate o sepolte – può far riemergere in virtù dell’arte una nuova attenzione ai temi della fede. Ogni capitolo del libro è carico di domande: in che modo un edificio chiesa suscita questioni teologiche a cui l’arte prova a dare risposta? Come l’arte nella chiesa concorre a trasformare l’uomo nell’orizzonte umano e cristiano? Come e perché l’arte nella chiesa subisce trasformazioni pur rimanendo se stessa? E se l’arte contemporanea mantiene una sua autonomia epistemologica, nella chiesa contribuisce a esprimerne il mistero, agevolando l’incontro con il Dio di Gesù Cristo.
Neologismi nella critica artistica contemporanea. nuovi media, nuove tecnologie, nuove prospettive metodologiche
Federica Bertini, Rosalinda Inglisa
Libro: Libro in brossura
editore: Universitalia
anno edizione: 2024
pagine: 396
Scritti. Volume Vol. 2
René Magritte
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2024
pagine: 448
«Sino al 1926... ricercai una via, un modo per esprimere i miei sentimenti. Avevo stabilito che tutti i pittori dipingono le stesse cose, che solo lo stile cambia. Poi, dopo avere acquisito familiarità col cubismo, col futurismo e con l’opera di de Chirico, mi resi conto che lo stile è come la grammatica. Non ha nulla a che fare con la pittura. Ciò che conta è che cosa si deve dipingere. Mi resi conto anche del fatto che l’invisibile non può essere reso visibile, ossia che emozioni, sensazioni ecc. non possono essere dipinte. Come si può dipingere la libertà? Come si può rappresentare la libertà: in parole o immagini o anche nella propria mente? Non si può. Tutto ciò che si può fare è descrivere la propria idea... Ciò a cui penso costantemente è il mistero della vita. È una cosa che non si può rappresentare. La si può solo evocare. Perciò, negli ultimi quarant’anni, ho cercato di evocare il mistero. Lo vedo ovunque. Il cielo non è misterioso? Diciamo “il cielo sopra di noi”, eppure noi siamo nel cielo: è ovunque. Vita e morte, sole e luna, fuoco e acqua, tutto questo non è un mistero? Certo, possiamo analizzarli, sezionarli, trasformarli in equazioni, ma abbiamo risolto il mistero? Non sto parlando di Dio: è questa una parola che non capisco bene. Sto parlando della vita: mangiare, dormire, crescere, giocare, morire. Ecco perché mi interessa tutto, anche la banalità, e perché trovo un’unione fra il cielo, una stanza, uno scrigno, un letto e una tuba. Non giustappongo elementi estranei allo scopo di colpire. Descrivo i miei pensieri del mistero, che è l’unione di ciascuna cosa e di tutto ciò che conosciamo... Non ho talento. Non desidero il talento – o l’originalità – perché nella vita ciò che conta è fare ciò che si deve».
Storia dell'arte nell'antichità
Johann Joachim Winckelmann
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2024
pagine: 368
Johann Joachim Winckelmann (1717-1768), uno dei più grandi storici dell'arte di tutti i tempi, tende a vedere nell'arte non l'espressione dell'individuo, ma la ricerca dell'assoluto. L'arte aspira all'ideale, e l'ideale è l'oggettività dal punto di vista dell'eterno. A una storia dell'arte come catena di biografie, quale era stata sino ad allora condotta – da Plinio a Vasari –, Winckelmann sostituisce per la prima volta una storia dell'arte come sequenza di opere. E le opere sono indizi non tanto della personalità del loro autore, quanto del mistero senza nome della bellezza, e come indizi vanno considerate. All'arte come intimismo, come diario privato dell'artista, Winckelmann oppone l'arte come suprema impersonalità. Perché è solo oltrepassando la propria soggettività che ci si avvicina al divino. Con uno scritto di Elena Pontiggia.
La sedia umana e la sua ombra. Metafora surreale della condizione umana tra poetica e immagini
Guido Irosa
Libro: Libro in brossura
editore: Youcanprint
anno edizione: 2024
pagine: 190
Guido Irosa intraprende un viaggio profondo e introspettivo attraverso l'arte contemporanea, utilizzando il simbolismo delle sedie per esplorare la condizione umana. Le sue creazioni non sono semplici oggetti quotidiani, ma metafore visive che raccontano storie di solitudine, relazioni, stabilità e cambiamento. Le sedie di Irosa, con le loro forme antropomorfe, diventano protagoniste di mondi onirici che mescolano realismo e surrealismo. Ogni opera riflette le emozioni, i sogni e le paure dell'artista, creando un dialogo interiore con le parti più recondite di se stesso. Il simbolo della sedia, scelto per la sua funzione di supporto e riposo, rappresenta le sfide umane. Sotto la mano di Irosa, le sedie si trasformano in portali verso mondi interiori e comprensioni più profonde del sé e dell'universo. In questo volume, Irosa invita i lettori a immergersi nel suo mondo surreale, esplorando poesie e dipinti che fondono arte e introspezione. Le opere e i versi di Irosa spingono a riflettere sulle domande più profonde della vita, offrendo un'esperienza unica di bellezza e meraviglia. La creazione artistica di Irosa è un atto di gioia e conforto, un'espressione limpida e spirituale che nasce dalla purezza dello spirito. L'artista libera le sue angosce e delusioni attraverso versi poetici e immagini visive, raccontando la sua essenza e missione.
Sguardi e battaglie. La critica d'arte nei saggi di «Mercurio»
Toti Scialoja
Libro: Libro in brossura
editore: Succedeoggi Libri
anno edizione: 2024
pagine: 192
Prima di essere uno dei maestri indiscussi della pittura astratta italiana del Secondo Novecento, prima di essere autore di raffinati giochi e incastri poetici di grande spessore espressivo e sperimentale, Toti Scialoja è stato un importante critico d’arte. Negli anni che seguirono la Liberazione di Roma (giugno 1944), partecipò all’avventura editoriale di Mercurio, il «mensile di politica, arte e scienza» fondato da Alba de Cespedes e che, fino alla chiusura avventura nel 1948, rappresentò la palestra della grande ricerca culturale antifascista non marxista del tempo. Su Mercurio, il giovane Toti Scialoja, già apprezzato pittore di scuola espressionista, recensisce mostre, scopre talenti, ricorda i maestri scomparsi: le sue pagine scritte per quella gloriosa rivista sono quasi il romanzo di formazione di una generazione, quella degli artisti che volevano lasciarsi alle spalle le avanguardie picassiane per andare incontro a un nuovo lirico astrattismo. Sullo sfondo, poi, ci sono i segni di un dibattito nato nell’immediato dopoguerra ma che esploderà negli Anni Cinquanta contrapponendo gli astrattisti ai figurativi patrocinati dal Pci di Togliatti e guidati da Renato Guttuso.
Le disuguaglianze nell'arte. Interpretazione matematica di simboli e arte musiva romana
Pier Francesco Sciuto
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2024
pagine: 207
Comunemente per disegnare un simbolo, un fregio o un motivo ornamentale geometrico si usano riga e compasso. Ma è sempre stato così? La via geometrica è l’unico metodo? È possibile realizzare questi decori in altro modo? A simili interrogativi cerca di rispondere questo libro che descrive sei secoli di arte musiva romana, dal III secolo avanti Cristo fino all’inizio del periodo bizantino, e propone, utilizzando solamente le conoscenze matematiche di quel tempo, un’ampia varietà di esempi e di formule che aprono nuove ipotesi sulle visioni progettuali del mosaico. Grazie a una lunga serie di equazioni e disequazioni, infatti, l’autore è riuscito a ricreare i motivi di oltre 200 pavimentazioni ancora presenti in tutto il bacino del Mediterraneo, e formula l’ipotesi suggestiva che il decoro romano si basa su fondamenta e progettazioni matematiche.
Il caso è un occhio
Adriano Max
Libro: Libro in brossura
editore: Il Rio
anno edizione: 2024
pagine: 40
"Questi scritti sono un frammento del processo di creazione di una piccola cosmogonia. Nei miei limiti, nell’attimo del mio sguardo. Le opere, i loro contenuti, sono tasselli, processi di significato, miriadi, elementi post-archetipici che ho tratto da visioni acquisite nel quotidiano attraverso varie prospettive. Qui i linguaggi si prendono le loro libertà per approssimarsi senza poter dire il seguito, che forse troverà riverbero in voi. Teso a vedere attraverso le cose, oltre gli occhi, con tutto il corpo e i suoi contenuti, mostrando stati e strati dell’anima che si confronta e si integra con il mondo, tento di evocare e catalizzare reazioni. I disegni possono diventare specchi, macchie di colore e materia o porte metafisiche, a cui l’osservatore guarda attribuendo significati che infine può riconoscere come appartenenti a sé: se accoglie, sente, come si sente l’eco della propria voce. L’eco del profondo di ciascuno".

