Filosofia
Interpretare la vita. Un'ermeneutica del giovane Heidegger
Francesco Di Turi
Libro: Libro in brossura
editore: Città Nuova
anno edizione: 2025
pagine: 240
Un elemento certamente molto positivo della critica degli ultimi anni sta nella sempre più forte consapevolezza che non vi è mai stato un primo o un secondo Heidegger. Noi aggiungiamo che così come non vi è mai stato un primo e secondo Heidegger, allo stesso modo non c’è stato, filosoficamente, un Heidegger esistenzialista, fenomenologo, ermeneuta, vitalista o nietzscheano-nichilista. Evidentemente con ciò non intendiamo calare Heidegger e il suo pensiero in una indistinta notte in cui tutte le vacche sono nere. Crediamo, piuttosto, che sia sempre vissuta l’esperienza di un pensiero le cui contaminazioni e incroci sono stati assunti, rielaborati e oltrepassati senza lasciarsene esaurire; un pensiero che si approfondisce o indietreggia, oppure che tortuosamente svolta per ritornare su di sé all’interno di quella domanda originaria (Urfrage) che solo in modo derivato è domanda fondamentale (Grundfrage): la domanda dell’essere (Seinsfrage). Perché la Seinsfrage, ancor prima di evolversi in , senso onto-genetico a partire dalla primissima formazione heideggeriana, si impone al suo pensiero con il crisma della sua autonoma onto-storicità, la quale rende la filosofia, come insegna Hegel, un luogo in cui non esistono né predecessori né successori. Vi è, invero, un interno articolarsi dello stesso, tanto nella storia del pensiero quanto nel singolo pensiero che si innesta in quella storia. In questo lavoro, la fatticità della vita, e cioè quel costante nucleo giovanile a partire dal quale il progetto gettato dell’esserci prenderà corpo e figura, va letta e presupposta come lo spazio originario in cui già da sempre la Urfrage vive e trae a sé, nella volubile ed epocale storicità del darsi e negarsi dell’darsi dell’Ereignis, dell’evento-appropriazione.
Della menzogna. Per una storia
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2025
pagine: 96
Questo è il testo di una conferenza di Jacques Derrida tenuta a Roma nel 1996. “Mentire è voler ingannare l’altro, talvolta anche dicendo la verità. Si può dire il falso senza mentire, ma si può anche dire la verità con lo scopo di trarre in inganno, cioè mentendo. Ma non si mente se si crede a ciò che si dice, anche se è falso”. Derrida affronta il problema della verità, tema filosofico per eccellenza, attraverso lo “spettro” della menzogna. Da una sorta di “storia” della menzogna – della quale il filosofo discute innanzitutto la possibilità stessa – emerge il tema, anch’esso fondamentale per la filosofia, del rapporto tra verità e politica. Al centro del discorso ci sono le posizioni di Koyré e di Hannah Arendt, ma Derrida fa partire la sua “storia” da Nietzsche e, attraverso Platone, Sant’Agostino, San Paolo, Kant, Hegel e Heidegger, arriva fino alle guerre d’Algeria, del Golfo, del Ruanda e dell’ex Jugoslavia. Nel suo denso saggio di commento Lucio Saviani fa emergere molti temi nascosti tra le pieghe del discorso di Derrida chiarendone tutta l’attualità, a distanza di anni, per il nostro tempo di fake news, A.I., propaganda politica e comunicazione in tempo di guerra.
Estetica del teatro. Affettività ed emozioni
Maddalena Mazzocut-Mis, Claudio Rozzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Morcelliana
anno edizione: 2025
pagine: 208
A partire dal Settecento, si sperimenta a teatro una recitazione più realistica: l'attenzione all'intensità delle passioni e al valore espressivo del gesto, del volto e del tono trasforma il discorso in emozione. Il rapporto tra arte attoriale e filosofia si consolida e solleva interrogativi che stimolano la riflessione estetica: come agisce e reagisce il corpo dell'attore? Qual è il suo rapporto con il personaggio? Come si può definire l'oggetto “spettacolo” e il ruolo, in esso, dello sguardo del pubblico? In dialogo, tra gli altri, con Denis Diderot, Marcel Proust, José Ortega y Gasset, Bertolt Brecht, il volume indaga la natura e i paradossi dell'arte della rappresentazione. Tra attore e spettatore vige un tacito accordo: il primo abbandona se stesso per accompagnare lo spettatore in un mondo di finzione, il secondo accetta di credere, di essere ingannato, di farsi testimone presente ma invisibile di azioni che si svolgono come se nessuno guardasse. Tracciando una soglia tra reale e irreale, il teatro non si limita a rispecchiare l'esistente, ma offre prospettive di senso inedite, capaci di rendere più profonda la nostra comprensione del mondo e dell'io.
Rifrazioni trinitarie. Un primo bilancio del manifesto
Libro: Libro in brossura
editore: Città Nuova
anno edizione: 2025
pagine: 264
Il volume (DDOT/10) intende offrire, a cinque anni dalla pubblicazione del Manifesto. Per una riforma del pensare, nel 2021, che ha inaugurato il progetto del “Dizionario Dinamico di Ontologia Trinitaria”, un bilancio ed una valutazione dei principali risultati conseguiti e delle più originali e significative prospettive di ricerca dischiuse nell’ambito dell’intensa attività del “Dizionario” realizzata negli ultimi anni. I diversi contributi raccolti in questo volume riprendono quelli già presentati in occasione della giornata di studi sul tema: “Ri-pensare il pensiero con il Dizionario Dinamico di Ontologia Trinitaria” che ha avuto luogo il 3 aprile 2024 presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Essi, da una parte, mettono in evidenza la novità che il “Dizionario” apporta sia dal punto di vista epistemologico, valorizzando il dialogo inter- e trans-disciplinare, sia dal punto di vista ontologico, proponendo una dirompente rilettura dell’ontologia alla luce della Rivelazione, e, dall’altra parte, sollecitano nuovi percorsi di studio che attendono di essere esplorati nel prossimo futuro.
La filosofia di Barbie
Silvia Grasso
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2025
pagine: 180
La biblioteca dei quanti. Borges, Heisenberg, Kant e la natura ultima della realtà
William Egginton
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2025
pagine: 420
Che cos’è la realtà? Difficile credere che anche una sola persona, nella storia dell’umanità, non se lo sia chiesto almeno una volta. Eppure, la risposta continua a sfuggire: si è celata nei versi dei poeti, si è travestita da rigore nei laboratori degli scienziati, ha vagato tra le pagine dei testi sacri e di quelli di finzione, sospesa tra ciò che possiamo affermare e ciò che desideriamo credere. Con La biblioteca dei quanti, William Egginton ci guida in un viaggio sorprendente ai margini del pensiero occidentale, dove scienza, letteratura, logica e mistica si incontrano e si confondono. Questa originale esplorazione del concetto di realtà intreccia poesia e meccanica quantistica, razionalità e ineffabile, come voci di un coro polifonico che cercano l’armonia nell’incertezza. Heisenberg e Dante, Borges e Schrödinger, Lindbergh e Kant: tra queste pagine, pensatori e visioni opposte e complementari si richiamano come tessere di un mosaico che sfida ogni dogmatismo. In un’epoca assediata dalle verità parziali e dalle manipolazioni ideologiche, in cui tutto ciò che vediamo, ascoltiamo, leggiamo ci insinua il dubbio che ogni cosa sia falsa, Egginton ci ricorda che non esiste comprensione senza apertura al mistero. La biblioteca dei quanti non è solo una narrazione colta e avvincente, ma anche un invito a pensare più in profondità, a riconoscere la bellezza nascosta nell’indeterminato e a riscoprire – o trovare per la prima volta – una realtà capace di risplendere non imponendosi, ma lasciandosi cercare.
Thaumàzein. Rivista di filosofia. Volume Vol. 13/2
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 268
Medicina perenne e le vite dei filosofi antichi
Giorgio Cosmacini
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 124
Nel Gorgia, Platone afferma che, come la medicina cura il corpo, la filosofia si prende cura dell’anima. Questa concezione, condivisa da Socrate, Aristotele e Seneca, suggerisce un intreccio profondo tra filosofia e medicina, che non si limitano a trattare separatamente corpo e anima, ma si uniscono nella cura dell’essere umano. I filosofi greci vedono l’essere umano come un tutto e la loro “cura di sé” riflette questa visione unitaria. Giorgio Cosmacini offre un affascinante viaggio nell’evoluzione della filosofia e della medicina, mostrando come l’antica sapienza resti ancora fondamentale oggi, in un’epoca in cui entrambe le discipline hanno perso il contatto con le loro radici, e invita il lettore a riscoprire un sapere che trascende la separazione tra scienza e umanesimo.
Il materialismo storico tra filosofia e teoria della storia
Vittorio Morfino
Libro: Libro in brossura
editore: Petite Plaisance
anno edizione: 2025
pagine: 64
Il materialismo storico o teoria materialistica della storia emerge e si costituisce come tale a partire da un terreno filosofico attraversato da parte a parte dal conflitto. Ed è proprio immergendosi in questo conflitto, prendendovi parte, che Marx ed Engels giungono a formulare un primo abbozzo di una teoria le cui articolazioni svilupperanno per il resto della loro esistenza. Contro lo Spirito hegeliano, che tutto avvolge in un manto di universalità, essi formulano il concetto di ideologia: la parzialità del punto di vista di classe che si erge a verità universale. All’essenza astratta dell’Uomo feuerbachiano oppongono la trama materiale dei rapporti sociali, mentre dell’Unico stirneriano rivelano il carattere intrinsecamente sociale, un individualismo possessivo che lungi dall’essere originario, non è altro che un effetto specifico del modo di produzione capitalistico. Tornare a questa gigantomachia che ha tenuto a battesimo una inaudita teoria della storia, ci permettere di ribadire oggi, con la stessa forza di allora, le linee di demarcazioni concettuali che ci preservano dal cadere in una filosofia idealistica della storia.
L'enigma dell'umano. Storie di vita e di malavita degli scritti psicopatologici di Karl Jaspers
Mariafilomena Anzalone
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 232
Durante gli anni trascorsi lavorando presso la clinica universitaria di Heidelberg, Karl Jaspers pubblica una serie di storie di malate e malati che costituisce il “laboratorio” concettuale della prima edizione dell’Allgemeine Psychopathologie e il nucleo originario del suo approccio biografico. Questo volume mostra come, attraverso tali storie, si delinei la peculiarità dell’innovativo approccio jaspersiano ai fenomeni patologici della vita psichica e la profonda tensione etica che lo anima. Le vite infrante e marginalizzate di bambine omicide, gelosi deliranti, malati schizofrenici acquisiscono dignità scientifica e divengono il luogo in cui si manifesta nella sua forma più radicale e dolorosa l’indecifrabilità non solo della malattia ma della stessa condizione umana: la sua irriducibilità alla norma, la sua infinita apertura al senso, la sua vulnerabilità come condizione di libertà. Vedendo l’umano nel patologico e non consegnandolo allo spazio di una muta e reietta alterità, Jaspers mostra, e eticamente custodisce, il limite incomprensibile dell’esperienza psicopatologica, nella consapevolezza che l’enigma del malato è, innanzitutto, l’enigma dell’umano.
Teoresi. Rivista di cultura filosofica. Nuova serie. Volume Vol. 1-2
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 530
Volume collettaneo che indaga il rapporto tra metafisica, libertà e diritto, articolando una proposta di realismo assoluto e analizzandone le implicazioni ontologiche, politiche e storiche, dal pensiero classico e moderno al dibattito contemporaneo.

