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Lingua

L'italiano che resta. Le parole e le storie

L'italiano che resta. Le parole e le storie

Gian Luigi Beccaria

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2016

pagine: 215

Con garbo nella scrittura e rigore nell'indagine, Gian Luigi Beccaria ci accompagna tra le pieghe delle parole, sottolineando l'elemento permanente di quell'organismo mutevole che è una lingua. Della nostra, rileva il filo rosso dell'eredità classica che ne ha foggiato la consistenza stilistica. Sino a ieri la lingua letteraria procedeva attraverso libri fatti coi libri; ora lo scrittore fa di meno i conti con la tradizione: cinema, televisione, l'oralità, determinano la sensibilità generale verso la scrittura. Si osserva un evidente processo di "mondializzazione", che sembra uniformarsi verso standard universali riconoscibili ovunque. L'autore sviluppa anche il tema della bellezza intrinseca che possiedono le parole "abbandonate", ma soprattutto affronta polemicamente punti chiave della vita civile attuale: gli slogan, il deteriorarsi della vita politica, i problemi della scuola e degli studi umanistici, le nostre provinciali inclinazioni esterofile, la crisi della lettura attenta e consapevole.
17,50

Il mestiere di scrivere. Esercizi, lezioni, saggi di scrittura creativa

Il mestiere di scrivere. Esercizi, lezioni, saggi di scrittura creativa

Raymond Carver

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2015

pagine: 150

Esercizi di scrittura creativa, lezioni, istruzioni per la composizione di una short-story, note sull'arte della concisione. L'insegnamento della scrittura creativa è stato per Raymond Carver qualcosa di piú che un modo per guadagnarsi da vivere: cominciò negli anni '70 a tenere le sue memorabili lezioni di Creative Writing - in un periodo segnato dalla devastazione dell'alcolismo - e quelle lezioni oltre a dare origine a una vera e propria tendenza letteraria furono per Carver un modo per riflettere sul senso del narrare e per confrontarsi con i grandi scrittori suoi maestri - da Checov a Hemingway -, in particolare sulla forma della short-story. Prefazione di Marcello Fois.
12,50

A prima vista. Grammatica: spagnolo

A prima vista. Grammatica: spagnolo

Libro

editore: Logos

anno edizione: 2013

pagine: 6

5,00

Parlo dunque sono

Parlo dunque sono

Andrea Moro

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2012

pagine: 112

"Il linguaggio è più simile a un fiocco di neve che al collo di una giraffa. Le sue proprietà specifiche nascono dalle leggi di natura, non sono qualcosa che si sviluppa come accumulo di fatti storici casuali": muovendo dalla lettura di frammenti di pensatori occidentali (come questo di Noam Chomsky), Andrea Moro ha allestito un "album di foto" dedicato al linguaggio, nel tentativo di comprendere quali siano le sue "proprietà specifiche" - e per quale ragione esso "sta solo in noi, come i teoremi e le sinfonie".
7,00

A prima vista. Francese commerciale

A prima vista. Francese commerciale

Libro

editore: Logos

anno edizione: 2011

pagine: 6

5,00

Il linguaggio e la mente

Il linguaggio e la mente

Noam Chomsky

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2010

pagine: 304

Dai lavori dei tardi anni sessanta all'ultimo, decisivo contributo sulla biolinguistica, qui sono presenti tutti i capisaldi del Chomsky teorico. "Il contributo maggiore allo studio del linguaggio risiederà nella conoscenza che esso può fornire quanto al carattere dei processi mentali e alle strutture che essi formano e manipolano": la sua affermazione, datata 1967, si è rivelata profetica. Partendo dal presupposto che compito di una teoria generale della struttura linguistica sia esplicitare le regole grammaticali che consentono di generare infinite frasi, Chomsky ha indagato i princìpi di una "grammatica universale" anche alla luce di una prospettiva biolinguistica che si misura con le nuove acquisizioni del cognitivismo e delle neuroscienze, e affronta inediti, radicali interrogativi.
30,00

Il mare in un imbuto. Dove va la lingua italiana

Il mare in un imbuto. Dove va la lingua italiana

Gian Luigi Beccaria

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2010

pagine: 239

"Che lingua fa", dove sta andando l'italiano? Come si parla, come si scrive? Si governa male la sintassi, si fanno errori marchiani di ortografia. Il mare della nostra ricca, duttile, stratificata, bellissima lingua, si dissecca spesso nelle strettoie di rigagnoli magri. Nello stesso tempo molti settori stanno imboccando le vie opposte dell'enfasi, dove un italiano ipereccitato strafa e stradice. Anche la stessa "fonografia realistica" che riscontriamo nella narrativa, nei nostri romanzi che simulano tutti allo stesso modo il parlato, comincia a mostrarsi eccessiva. Meglio potare il troppo e lo spreco, riuscire a "far passare il mare in un imbuto", diceva Calvino, fissare un onesto numero di mezzi espressivi e con quelli cercare di dire qualcosa di meno generico, più ricco e complesso. Nel libro largo spazio è dedicato alla grammatica, ai dubbi quotidiani di lingua, ai momenti di "rigidezza" della norma e ai momenti di "libertà" dell'uso. E intanto si mettono in rilievo gli inganni e i sortilegi della parola, eufemismi e falsità, equivoci, etimi e storie curiose, locuzioni idiomatiche vive o malvive, parole perdute, percorsi e prospettive dell'italiano contemporaneo, contatti con altre lingue, l'anglomania in corso, le polemiche e i dibattiti attuali su lingua e dialetto, i linguaggi settoriali, dal politico allo sportivo alle parole dei giovani; infine i libri, la poesia e la prosa, il leggere e lo scrivere.
18,00

A prima vista grammatica: francese

A prima vista grammatica: francese

Libro

editore: Logos

anno edizione: 2009

5,00

A prima vista verbi: spagnolo

A prima vista verbi: spagnolo

Libro

editore: Logos

anno edizione: 2009

pagine: 6

5,00

Tra le pieghe delle parole. Lingua storia cultura

Tra le pieghe delle parole. Lingua storia cultura

Gian Luigi Beccaria

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2008

pagine: 230

Perché chiamiamo Oscar la statuetta d'oro e croissant il cornetto a forma di mezzaluna? E dove hanno avuto origine espressioni come: "Cavarsela per il rotto della cuffia" o "Allevare una serpe in seno" o "Fare la gatta morta"? Perché il luogo dove abitiamo porta quel nome, e qual'è l'origine dei nostri cognomi? In essi c'è sempre traccia evidente e duratura del passato. Anche i nomi di inventori, viaggiatori, scienziati, legati alle loro scoperte, sopravvivono come termini d'uso comune: mansarda, biro, bignami, magnolia ecc. La lingua nomina quel che siamo, giudica il diverso, lo straniero, genera un cumulo di "parole contro", testimonia distacchi culturali e differenti punti di vista. Ogni scelta linguistica, ogni parola-chiave che in determinati momenti storici è diventata una sorta di parola-bandiera, si fa strumento per sistemare il mondo circostante. La lingua testimonia cosi le stratificazioni del tempo, protrae nel presente immagini e pareri condivisi e sedimentati nei modelli sociali e culturali del passato.
12,00

Il linguaggio e la morte. Un seminario sul luogo della negatività

Il linguaggio e la morte. Un seminario sul luogo della negatività

Giorgio Agamben

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2008

pagine: VIII-144

Un'indagine sulle strutture che costituiscono il fondamento della cultura occidentale. "Nella tradizione della filosofia occidentale, l'uomo appare come il mortale e, insieme, come il parlante. Egli è l'animale che ha la "facoltà" del linguaggio e l'animale che ha la "facoltà" della morte. Altrettanto essenziale è questo nesso nell'esperienza cristiana. La facoltà del linguaggio è la facoltà della morte: il nesso fra queste due "facoltà", sempre presupposte nell'uomo e, tuttavia, mai messe radicalmente in questione, può veramente restare impensato? E se l'uomo non fosse né il parlante, né il mortale, senza per questo cessare di morire e di parlare?"
17,00

Scritti sulla questione della lingua

Scritti sulla questione della lingua

Graziadio I. Ascoli

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2008

pagine: 60

"Uno dei capolavori in senso assoluto della letteratura italiana", così Carlo Dionisotti ha definito il Proemio dell'Ascoli. Questo scritto, insieme agli altri due riuniti nel presente volume da Corrado Grassi, riveste un'importanza fondamentale per la storia della lingua italiana e per i suoi aspetti politico-culturali. Il primo censimento (1861) aveva messo in luce impietosamente che la lingua italiana era patrimonio di un'esigua minoranza sommersa dalla stragrande maggioranza degli analfabeti dialettofoni. Manzoni, con rigore e coerenza, promuoveva sulla scorta dell'esempio francese un'unificazione linguistica del paese che avrebbe dovuto accompagnare la nascita del moderno stato centralistico, imponendo dall'alto, attraverso la scuola anzitutto, il modello fiorentino. L'Ascoli, ravvisando nella "scarsa densità della cultura e l'eccessiva preoccupazione della forma" i principali ostacoli a un'effettiva unità linguistica della penisola, oppone al razionalismo astratto le ragioni della storia, sia linguistica che politica (e in ogni caso le sue simpatie vanno alla soluzione tedesca, inclinando, anche culturalmente, verso il modello policentrico della Germania bismarckiana). Il è arricchito da un ampio saggio di Guido Lucchini.
14,00

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