Scienze umane
Comunismo digitale. Una proposta politica
Maurizio Ferraris
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 160
L’intera umanità produce dati, cioè valore potenziale, sul web. Però l’impero calante, gli Usa, garantisce la libertà, fosse pure quella di morire di fame, ma non ridistribuisce il valore, che rimane nelle mani di pochissimi. L’impero crescente, la Cina, lo ridistribuisce, ma – essendo uno Stato bolscevico di successo – limita la libertà. Per rimediare al declino americano, il presidente Trump vuole controllare le piattaforme, realizzando il capolavoro di una tirannide senza ridistribuzione. Esiste una quarta via? Certo, il comunismo digitale spiegato in questo libro. I tempi sono maturi, non aspettiamo che marciscano.
Gli irresponsabili. Chi ha portato Hitler al potere?
Johann Chapoutot
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 288
Cosa succede quando i gruppi che hanno sempre detenuto il potere, politico ed economico, vedono la loro legittimità andare in crisi? Cosa succede quando le classi dominanti si sentono minacciate da forze che potrebbero smantellare la struttura del loro dominio? Può succedere quello che è successo in Germania all’inizio degli anni Trenta: che consegnino il paese nelle mani di Hitler pur di mantenere intatto il loro privilegio. All’inizio degli anni Trenta un insieme di forze politiche liberali e conservatrici, di media reazionari e di élite affaristiche si ritrovano a perdere gran parte del sostegno popolare che avevano accumulato. E si chiedono come fare a conservare il potere senza maggioranza politica, senza parlamento, senza democrazia. Si tratta di una coalizione di centro estremista, che si crede destinata a governare per sempre, perché le sue idee sono le migliori, le più giuste per tutti, le più efficienti. Una coalizione che si sente minacciata dalle rivolte popolari che si fanno sempre più pressanti e che sembrano non poter essere gestite. Si agita nelle strade lo spettro del socialismo. E per fermarlo la soluzione migliore, quella che garantirà la stabilità, è un’alleanza con l’estrema destra che la porterà al governo. Questa storia si svolge in Germania, quasi un secolo fa, anche se ci sembra molto vicina, e riemerge dagli archivi, dai diari, dai discorsi, dagli articoli e dalle testimonianze dirette dei protagonisti dell’epoca. Ed è una storia in cui non si vede sollevarsi all’improvviso una marea nera, ma in cui si vedono chiaramente le strategie messe in campo dal liberalismo per alimentare e sfruttare quella marea per i suoi fini. Una scelta che si rivelerà drammaticamente irresponsabile. Una scelta che è importante conoscere soprattutto oggi, quando qualcuno forse sta nuovamente pensando di compierla. “Gli irresponsabili” è un grande libro di storia, scritto da uno dei più importanti studiosi del nazismo, frutto di un dovizioso lavoro di ricerca ma capace di fare luce anche sul nostro tempo di nuovi fascismi, che rischiano di prendere il sopravvento forse proprio per gli stessi motivi che li hanno visti prevalere cent’anni fa.
Tecnofascismo
Donatella Di Cesare
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 160
A cento anni dall'avvento del fascismo si va affermando nel mondo una nuova forma di totalitarismo che segue il comando della tecnica e obbedisce al principio del sangue. Solo se si considerano queste due tendenze, l'una ipermoderna e l'altra regressiva, è possibile analizzare nella sua gravità l'ascesa della nuova destra. Dalle sofisticate reti, nelle mani di un'élite globale, alle zone oscure in cui si compiono le pulizie etniche, questo libro disegna nei suoi molteplici aspetti il paesaggio contemporaneo dove la politica sembra aver abdicato alla guerra e la democrazia viene ridotta a etnocrazia. Proprio la gestione neototalitaria dei popoli, privati del loro potere e confinati entro i muri etnici, è il fulcro della destra tecnocratica.
La Terra in fiamme. Una storia lunga 500 anni
Sunil Amrith
Libro: Libro rilegato
editore: Laterza
anno edizione: 2025
pagine: 448
“La Terra in fiamme” rivoluziona il modo in cui abbiamo raccontato finora la storia degli ultimi 500 anni. In questo libro magistrale, lo storico Sunil Amrith intreccia le storie dell’ambiente e degli imperi, del genocidio e dell’ecocidio, di una straordinaria espansione della libertà umana e dei suoi costi planetari. Attingendo a una grande varietà di fonti primarie, fa i conti con le rovine delle miniere d’argento portoghesi in Perù, delle miniere d’oro britanniche in Sudafrica e dell’estrazione petrolifera in Asia centrale. Esplora le ferrovie e le autostrade che hanno portato gli esseri umani in nuovi terreni di battaglia contro sé stessi e contro la natura ostile. Il resoconto di Amrith sui modi in cui la Prima e la Seconda guerra mondiale hanno comportato la mobilitazione massiccia di uomini e di risorse naturali provenienti da tutto il mondo, fornisce un nuovo sguardo essenziale per comprendere la guerra come un irreversibile rimodellamento del pianeta. Allo stesso tempo, questo libro rivela la realtà della migrazione come conseguenza del danno ambientale. La ricerca imperiale e globale del profitto, unita a nuove forme di energia e nuove possibilità di libertà dalla fame e dal disagio, libertà di movimento e di esplorazione, ha portato cambiamenti in ogni angolo della Terra. Amrith racconta, con una prosa splendida e su una tela di grandi dimensioni, un’epopea che cambia la mente, vibrante di storie, personaggi e immagini vivide, in cui l’umanità potrebbe trovare la saggezza collettiva per salvarsi.
La filosofia in giardino
Kate Collyns
Libro: Libro rilegato
editore: Guido Tommasi Editore-Datanova
anno edizione: 2025
pagine: 144
Questa deliziosa e coinvolgente raccolta di saggi, accompagnata da disegni in bianco e in nero di rinomati scienziati e filosofi ed essenze botaniche, illustra come molte idee filosofiche emergano nell’attività quotidiana dei giardinieri. Tutti i giardinieri sono infatti un po’ dei filosofi e dei pensatori e cercano di progettare e realizzare il proprio giardino applicando le proprie regole sul senso della vita. Il giardino, da sempre, è uno specchio dell’umanità e il giardiniere filosofo quando progetta o cura il proprio spazio verde incarna e persegue i suoi ideali, aspira a raggiungere progetti talvolta utopici. Sono esistenzialisti che cercano di vivere e lavorare secondo le proprie regole in giardino, stoici che sopportano pazientemente i danni causati dalle lumache senza scomporsi ma cercando di agire in armonia con la natura e trovando un senso anche alle invasioni di insetti più fastidiose. Sono scienziati quantistici pratici, testimoni dei processi incredibili che avvengono nelle cellule delle piante sotto il terreno. E proprio su questo approccio filosofico Kate Collyns, giardiniera e filosofa inglese, ha dato vita a un orto biologico presso la Hartley Farm nel Wiltshire e ha scritto La Filosofia in Giardino. In questo volume Kate Collyns utilizza il giardinaggio come chiave per introdurre ed esplorare idee e scuole di pensiero filosofico, coltivando una comprensione più profonda di concetti affascinanti, che spaziano dalla scienza all’evoluzione, dall’estetica alla politica, dall’economia all’etica. Il libro è suddiviso in quattro sezioni – Suolo, Crescita, Raccolto e Cicli – ognuna delle quali affronta interrogativi filosofici attraverso la “lente” del giardino. Una lettura affascinante scritta tutta in verde per immergere il lettore filosofo ancor di più nel modo vegetale , perfetta tanto per gli appassionati di giardinaggio quanto per i sapienti, ricca di riflessioni stimolanti sulla vita, l’essere e l’esistenza.
L'oro e la patria. Storia di Niccolò Introna, eroe dimenticato
Federico Fubini
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 216
Il 20 settembre 1943 un manipolo di nazisti si presenta alla sede della Banca d'Italia: vogliono l'oro, tutto l'oro, quasi 120 tonnellate. Un solo uomo, all'interno della banca centrale, decide di opporsi e organizza un sofisticato inganno per impedire ai nazisti di trafugare la ricchezza degli italiani. Si chiama Niccolò Introna, è un anziano dirigente che aveva combattuto in segreto la corruzione e il sistema cleptocratico attorno a Mussolini, documentando le operazioni del duce per trafugare il denaro pubblico. Un servitore dello Stato. Eppure, il suo nome, per le vicende portate alla luce in questo libro, verrà volutamente cancellato e dimenticato.
Oracoli caldaici
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 744
Tutto comincia con la ricerca dell’Uno, padre di tutte le cose: «Ben a ragione, dunque» afferma il primo frammento raccolto nel presente volume, «è impossibile attribuirgli un nome, come se un nome gli si potesse adattare, e quindi è opinione comune non solo di Platone, ma anche degli dèi, che ciò che è al di là di tutto possa essere espresso solo col termine “Uno” da parte di chi desidera esprimere l’inesprimibile». La ricerca dell’Uno è l’espressione di un’aspirazione pluriculturale che attraversa tutto il tardo mondo antico: «Porfirio nel commentario agli oracoli celebra il demiurgo dell’universo» riassume un altro frammento «come colui che è secondo trascendente, quello onorato anche presso gli Ebrei, mentre il Caldeo parla divinamente di lui come secondo dopo il primo trascendente, cioè il Bene. I discepoli di Giamblico, Siriano e Proclo, lo considerano demiurgo del cosmo sensibile e lo chiamano dio dei quattro elementi». E sin dall’inizio è presente Ahura Mazda, colui che Zarathustra proclamava l’unico dio, creatore del mondo sensibile e di quello soprasensibile. Quello degli Oracoli è il mondo affascinante della teurgia, la quale, al contrario della teologia, non studia la divinità, ma la evoca attraverso simboli e rituali e la “attira” con l’estasi, evitando il razionalismo e tuttavia contribuendo in maniera determinante allo sviluppo del neoplatonismo, sottolineando con forza la luce «che è al di là dell’empireo» e che «manifesta in sé stessa a coloro che ne sono degni le apparizioni visibili degli dèi». Per queste ragioni gli Oracoli caldaici hanno intrigato i lettori per quasi duemila anni, a partire da quel II secolo della nostra era in cui Giuliano il Teurgo ne redasse la prima versione, sino a quelle di Michele Psello nell’XI secolo bizantino, di Giorgio Gemisto Pletone composta a Costantinopoli poco prima della caduta della città nelle mani dei Turchi, e a quella raccolta da Francesco Patrizi sotto il nome di Zoroastro in pieno Rinascimento. Questo volume presenta per la prima volta tali versioni riunite e raffrontate da un commento di grande spessore, che ne mette in luce le somiglianze e le differenze, sottolineando la continuità della tradizione.
Come gli antichi raffiguravano la morte
Gotthold Ephraim Lessing
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2025
pagine: 120
«La religione, la quale per prima ha rivelato all’uomo che anche la morte naturale è la conseguenza e lo scotto dei peccati, dovette accrescere a dismisura il terrore della morte. Ci sono stati filosofi che hanno ritenuto la vita una punizione, ma considerare la morte una punizione è un pensiero che, senza una rivelazione divina, non poteva assolutamente venire in mente a nessun uomo che solo avesse usato la propria ragione. Da questo punto di vista, dunque, sarebbe probabilmente stata la nostra religione ad avere allontanato dai confini dell’arte l’immagine serena della morte! Ma poiché proprio la stessa religione non ha voluto rivelarci quella terribile verità che potrebbe condurci alla disperazione, poiché anzi ci assicura che la morte degli uomini pii non può essere che dolce e consolatrice, non vedo cosa dovrebbe trattenere i nostri artisti dall’abbandonare l’orrido scheletro e riprendere quell’immagine più gradevole. La Scrittura parla spesso di un angelo della morte: e quale artista non preferirebbe rappresentare un angelo piuttosto che uno scheletro? Solo il fraintendimento della religione può allontanarci dal bello, e la prova della religione autentica, ossia correttamente intesa, si ha quando essa ci riconduce comunque al bello».
Nietzsche. Corsi, conferenze e appunti
Michel Foucault
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 416
Questo volume raccoglie lezioni, conferenze e appunti dal Fondo Foucault conservato alla Biblioteca nazionale di Francia, documentando il modo in cui il filosofo francese si è confrontato con Nietzsche durante la sua carriera. I testi risalgono a due grandi fasi della sua vita intellettuale, in cui Foucault approfondisce gli scritti del pensatore tedesco: quella all’inizio degli anni cinquanta, quando si interessa a Hegel, alla fenomenologia e al marxismo, sperimentando nuovi approcci per sviluppare una filosofia basata sull’esperienza e sull’analisi del discorso, e quella che segue la pubblicazione di Le parole e le cose (1966), quando ritorna con slancio a Nietzsche per elaborare il suo metodo genealogico, che lo porterà successivamente al lavoro sulla storia della verità e sul concetto di “dire il vero”. È proprio la varietà di questi quattro gruppi di documenti – appunti delle lezioni tenute presso il Centro universitario sperimentale di Vincennes (1969-1970), appunti del corso all’Università di Buffalo nel 1970, conferenze su Nietzsche all’Università McGill di Montréal nel 1971 e, infine, numerose schede di lettura su Nietzsche che cominciano dagli anni cinquanta – a permetterci di osservare sempre più in profondità la pratica filosofica di Michel Foucault. Attraverso il confronto con Nietzsche, Foucault scopre il proprio modo di filosofare, caratterizzato da libertà e trasgressione. Uno sguardo unico sulla costruzione del pensiero foucaultiano.
Rifeudalizzazione. La mutazione che sta disintegrando le democrazie occidentali
Massimo De Carolis
Libro: Libro in brossura
editore: Gramma Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 208
Lo spettro di una rifeudalizzazione della società si aggira per l’Europa da decenni. Circola fin dal secondo dopoguerra nelle frange meno ortodosse tanto del liberalismo quanto del marxismo, per segnalare un pericolo che la cultura dominante si è invece ostinata a ignorare. Il pericolo è che l’autorità pubblica possa fondersi con gli interessi privati più potenti al punto tale da riportare a nuova vita le disuguaglianze estreme, il dispotismo e i privilegi che la civiltà moderna credeva di essersi lasciata alle spalle una volta “distrutto completamente il regime feudale”, come avevano orgogliosamente annunciato nel 1789 i rivoluzionari riuniti in assemblea. Oggi, a ridosso di una crisi istituzionale di inusitata ampiezza globale, la prospettiva di una rifeudalizzazione delle dinamiche sociali figura sempre meno come una generica minaccia, per assumere sempre di più le sembianze di un fatto compiuto. Il denaro e il potere tendono a concentrarsi in pochissime mani e la loro simbiosi svuota dall’interno la democrazia, il mercato e lo stato di diritto. Il dominio del mondo è conteso tra forze emergenti che non fanno alcuna distinzione tra privato e pubblico, economia e politica. E nel clima di insicurezza cronica generato dal loro scontro, alla popolazione civile non resta quasi altra scelta che la servitù volontaria all’una o all’altra forza per ottenere protezione e benefici più apparenti che reali. Il modello di relazione basato sull’accordo tra pari cede così il posto a quello costruito sul vincolo di vassallaggio. In questo libro, Massimo De Carolis indaga le diverse sfaccettature di una simile mutazione, inseguendone le radici più profonde fino al cuore della modernizzazione occidentale. Emerge così in piena luce il rischio reale di una disintegrazione del sistema-mondo ma, allo stesso tempo, diventano riconoscibili le forze alternative capaci di porre un freno alla catastrofe.
La donna è mobile. Filosofia della menopausa
Gloria Origgi
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 128
Nel mezzo del cammino della vita di una donna esiste un periodo più o meno lungo, a volte silente, delicato, sconvolgente: il climaterio, ossia la fase che le donne attraversano circa dai 45 ai 55 anni. Si tratta di una lunga trasformazione della vita ormonale che si conclude con la menopausa, ossia con l’arresto del ciclo mestruale e la fine della fertilità. È un viaggio oscuro e misterioso che attraversano tutte le donne: con figli o senza, eterosessuali o omosessuali, ricche o povere, occidentali o non occidentali. Questo libro affronta almeno due questioni. La prima: l’ignoranza di molti su che cosa sia questa trasformazione. La seconda: il carattere lento, progressivo, biologico, psicologico e sociale di questo cambiamento. È un percorso importante, durante il quale il rapporto con il mondo e con noi stesse si modifica, le aspirazioni e i desideri vengono stravolti. Eppure, di tutto ciò si parla pochissimo. Ma il climaterio è a tutti gli effetti un’esperienza trasformativa in senso filosofico, ossia un’esperienza che cambia radicalmente il nostro modo di essere nel mondo. Abbiamo dunque bisogno di una nuova filosofia, di una nuova epistemologia e di una nuova visione dell’essere donna.
Sono una strega. Confessioni del sabba nel passato europeo
Germano Maifreda
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 208
Nel lontano passato europeo, persone di ogni estrazione sociale si accusavano di peccati gravissimi quanto implausibili, tra cui il volo notturno al sabba delle streghe e il patto col diavolo. Perché? Questo libro racconta una storia mai scritta: quella di donne e uomini europei che – nell’incerto confine tra medioevo ed età moderna – affermarono, senza subire pressioni, di avere volato e preso parte al sabba diabolico. Al di fuori di processi penali, senza coercizione o altra forma di tortura fisica o psicologica, queste persone rivelarono ai loro confessori di aver incontrato il diavolo e di avere stretto patti e intrattenuto rapporti sessuali con demoni, traendo da tutto ciò poteri ed emozioni inusuali e cospirando contro Dio e l’umanità. Indagando fra i documenti vaticani della Penitenzieria apostolica, Germano Maifreda ribalta il paradigma storiografico secondo cui il sabba fu principalmente una creazione intellettuale, poi imposta al popolo in sanguinose cacce alle streghe. La confessione dei peccati svolse un ruolo centrale nel legittimare «dal basso» le false credenze, rifondando – con alcune specificità nelle donne – la soggettività occidentale.

