Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina
Iscriviti alla newsletter

Narrativa classica (prima del 1945)

I demoni

I demoni

Fëdor Dostoevskij

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 752

Uscito a puntate sulla rivista «Russkij Vestnik» («Il messaggero russo») tra il gennaio 1871 e il dicembre 1872, "I demòni" nasce come immediata reazione a un fatto di cronaca, il cosiddetto «caso Necaev». Il 21 novembre 1869, a Mosca, i membri di una cellula terroristica della Narodnaja Rasprava (Giustizia sommaria del popolo), guidati da Sergej Necaev, avevano assassinato il loro compagno Ivan Ivanov, colpevole di insubordinazione e sospettato (a torto) di tradimento. Fëdor Dostoevskij, in esilio volontario a Dresda, apprende la notizia dai giornali russi e subito decide di accantonare i progetti letterari più o meno grandiosi che gli affollano la mente, per scrivere un romanzo-pamphlet ispirato proprio a quella vicenda sanguinosa. Intende mettervi in caricatura la nuova generazione dei nichilisti, fanatici e brutali, ma anche denunciare il loro legame con gli irresponsabili «padri», i «liberali idealisti», gli occidentalisti e i socialisti degli anni Quaranta per cui lui stesso aveva simpatizzato, prima dell'arresto e dei lavori forzati. «Sto scrivendo una cosa tendenziosa», scrive all'amico A. Majkov il 25 marzo 1870, «ho voglia di essere sferzante. I nichilisti e gli occidentalisti strilleranno che sono un retrogrado! E vadano al diavolo, dirò la mia, fino all'ultima parola». Ma la composizione dell'opera è tormentosa e procede tra difficoltà con l'editore e ripensamenti. Dostoevskij inventa un narratore (il «cronista») che partecipa marginalmente all'azione, la trasporta in una sonnolenta città di provincia, inserisce un complesso intrigo amoroso e una folla di nuovi personaggi, alcuni buffoneschi, altri luminosi, per ciascuno dei quali elabora un linguaggio, uno stile particolare. Cosí col tempo il libello satirico diventa potente, profetico romanzo di idee, nera tragedia. E soprattutto grandiosa riflessione sul problema che sempre tormenta l'autore, quello della ricerca di Dio e del Male. Nei demòni-nichilisti che seminano caos e violenza, il Male assume tante forme ma resta uno scandaloso mistero, poco scalfito dalle spiegazioni che Dostoevskij esplicita o suggerisce: la malattia, le ferite dell'infanzia, vizi come la superbia, la lussuria, l'accidia e la viltà, lo sradicamento dalla terra e dalla fede del popolo, «l'idea» che «divora» e toglie umanità e compassione, fino a imporre «il dovere di uccidere». È questo stesso mistero del Male che rende indimenticabili e inquietanti la figura e la sorte del demonio-principe Stavrogin, il personaggio attorno a cui tutto ruota, il più ambiguo e fascinoso, il più tragico e forse il più amato dal suo autore.
28,00 €

Il profeta muto

Il profeta muto

Joseph Roth

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2024

pagine: 191

Il vero «profeta muto» è stato Roth stesso: perché questo libro scritto ‘a caldo’ non solo coglie come mai prima il nesso inevitabile fra rivoluzione e disillusione, ma anticipa una sensibilità, una prospettiva di giudizio che solo oggi sembra essersi faticosamente formata. Nell’Europa disgregata dei socialdemocratici orrendamente patriottardi, dei funzionari che navigano sazi tra le rovine, degli intellettuali inconsistenti, delle ragazze illusoriamente emancipate, dei vecchi aristocratici sospesi sul vuoto, Friedrich Kargan si muove come «uno degli esperimenti che qua e là vengono fatti dalla natura prima che si decida a produrre una nuova specie». E questo romanzo sinistro e profetico di Roth è un’ulteriore prova della sua trascinante malia di narratore.
12,00 €

Il castello di Udine

Il castello di Udine

Carlo Emilio Gadda

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2024

pagine: 339

Benché costretto, nel 1932, ad accettare una nuova «sfacchinata» ingegneresca, Gadda non ha la minima intenzione di dissipare la notorietà che "La Madonna dei Filosofi", uscito l’anno prima, gli ha procurato nell’ambiente dei letterati. La scrittura è per lui «un prepotente bisogno», e un ripiegamento sarebbe inconcepibile: «la realtà deve essere, il resto non importa». Con i proventi della corvée presso i Servizi tecnici del Vaticano finanzierà dunque nel 1934 "Il castello di Udine": libro variegato, riluttante a ogni definizione di genere, stilisticamente tracotante. I ricordi di guerra ci consegnano la bruciante delusione di chi ha visto il sogno di «una vivente patria, come nei libri di Livio e di Cesare» annientato dall’incapacità degli alti comandi di raffigurarsi le «correlazioni complesse» che legano l’esercito «al resto del mondo»; dal mito, «ignobile e turpe», della furberia; da una prigionia che lo ha travolto «verso la riva dell’inutilità». Ma subito dopo la cronaca di una crociera nel Mediterraneo proietta l’immagine di un mondano, ironico reporter; l’invettiva contro i musici di strada, molesti perturbatori delle notti milanesi, quella di un bizzoso moralista; il racconto "La fidanzata di Elio" – dove le virtù di Luisa lasciano presagire una vita «drappeggiata di linòleum, risfolgorata di nichelio» – quella di un incendiario Robespierre della borghesia milanese. A ben vedere, tuttavia, un filo rosso, tenace e segreto, unisce queste prose in apparenza disparate, screziandole di dolore e di sangue, come se la prima sezione gettasse fiotti d’ombra su tutta la raccolta: il lutto insanabile per chi è caduto in guerra – come il fratello Enrico, «la parte migliore e più cara di me stesso».
22,00 €

Ex wife

Ex wife

Ursula Parrott

Libro: Libro in brossura

editore: Gramma Feltrinelli

anno edizione: 2024

pagine: 256

Nel 1924, a Manhattan, la luce sfolgorante della modernità sembra travolgere ogni cosa. Negli speakeasy, i locali sorti in barba al proibizionismo, l’alcol scorre a fiumi, feste e balli si susseguono senza sosta, e il desiderio di un’esistenza piena, priva di pregiudizi e divieti, alimenta non soltanto gli incontri occasionali, ma anche la vita coniugale delle giovani coppie, come quella di Patricia e Peter. Si sono conosciuti che Peter ordinava whisky e soda doppi perché durassero tutto il pomeriggio e Patricia si abituasse a bere. Si sono sposati promettendosi di rispettare il “principio della sincerità reciproca”, poiché, nell’età del jazz e della vita vissuta, “la gelosia era fuori moda”. Quando Patricia riesce a ottenere un impiego di copywriter e Peter un aumento di stipendio, i soldi per fermarsi a bere prima di rientrare a casa trasformano le promesse in realtà. Complici il gin fizz e una conversazione su John Galsworthy, H.G. Wells e Arnold Bennett, l’avventura di una notte appronta l’irreparabile per Patricia. L’ombra della gelosia spegne la luce sfolgorante della modernità e della vita libera ai suoi occhi. Peter l’abbandona, e lei si ritrova sola, sconvolta e malata d’amore, costretta a ricominciare daccapo in un ruolo inusitato e arduo nella società del tempo: non più come una giovane donna single, ma come una ex wife, una ex moglie. Apparso con enorme successo, e grande scandalo, per la prima volta nel 1929, "Ex wife" ci immerge non soltanto nell’“era dell’avventura di una notte”, ma in un’epoca, non dissimile dalla nostra, in cui alle donne è dato percorrere unicamente per vie impervie la strada dell’emancipazione. Prefazione di Veronica Raimo.
18,00 €

L'americano tranquillo

L'americano tranquillo

Graham Greene

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 368

«Qualsiasi altra cosa sia stato, in letteratura Greene è stato un agente doppiogiochista», scrive Zadie Smith nella nota introduttiva, e L'americano tranquillo è forse il suo romanzo più equivocabile: ambientato a Saigon durante la prima guerra d'Indocina, può essere letto come un thriller politico-spionistico - racconto di intrighi, violenza, attentati - e, allo stesso tempo, come il resoconto struggente di un triangolo amoroso. Fowler, il narratore, è un cronista inglese cinico e disimpegnato: coinvolto nella guerra solo come osservatore, ha una relazione con una ragazza vietnamita, Phuong, forse l'unica cosa a cui tenga davvero. Pyle è un giovane americano, inviato in Vietnam per manovrare gli eventi a vantaggio degli interessi USA e promuovere la democrazia attraverso una ambigua «Terza Forza»: un «americano tranquillo», pericolosamente innocente e ferocemente idealista, che si sente in dovere di portare salvezza: al Vietnam come a Phuong. Giovane e bellissima, Phuong è un personaggio indimenticabile, misterioso, schiettamente venale. Quando Fowler, di fronte agli attentati che insanguinano Saigon, si decide ad intervenire, non è più in grado di dire se sta agendo per amore o per la propria coscienza: ed è «un colpo da maestro calibrare la situazione in modo tale che non possiamo mai emettere sui personaggi quel giudizio definitivo e compiaciuto con cui si potrebbe considerare concluso il lavoro di chi legge» (Zadie Smith). Scritto all'inizio degli anni Cinquanta, ispirato all'attività di Graham Greene come agente dei servizi segreti britannici durante la Seconda guerra mondiale e agli inverni trascorsi in Vietnam come corrispondente, L'americano tranquillo - «un titolo sarcastico, da immaginarselo bofonchiato con disprezzo, o ringhiato per esasperazione, o soffiato fuori senza suono in una calma disperata», scrive Domenico Scarpa nella sua illuminante Postfazione -è un libro spietatamente profetico, che ha presagito con anni di anticipo la guerra del Vietnam, e ostinatamente attuale. Subito dopo la pubblicazione, Greene fu accusato di antiamericanismo, criticato dal «New Yorker» per aver ritratto gli Stati Uniti come assassini, infine dichiarato «persona non grata» dal governo americano. A distanza di settant'anni, questo romanzo continua implacabile a chiamarci in causa tutti, nessuno escluso, come solo la letteratura può e deve fare perché, scrive Greene: «Prima o poi bisogna scegliere da che parte stare. Se si vuole restare esseri umani». Presentazione di Zadie Smith.
16,00 €

Gente di Dublino

Gente di Dublino

James Joyce

Libro: Libro in brossura

editore: Mondadori

anno edizione: 2024

pagine: 252

Un capitolo della storia morale d’Irlanda: secondo la definizione di Joyce, "Gente di Dublino" è la spietata e nichilista radiografia di una città, del suo ambiente e dei suoi abitanti in quindici racconti brevi, quindici schizzi esistenziali che hanno per protagonisti i «reietti dal banchetto della vita». Storie in equilibrio fra elemento realistico e simbolico, che mescolano angoscia e disperazione. Epifanie, rivelazioni di una verità tragica, ma anche comica, che hanno odore «di cenere, di erbe macerate e di immondizia». Un libro che Joyce ha rigorosamente costruito sullo schema che sarà proprio di tutte le sue opere successive, da "Ulisse" a "Finnegans Wake": la vita dell’uomo, dell’intera umanità.
10,50 €

Fermo e Lucia

Fermo e Lucia

Alessandro Manzoni

Libro: Libro rilegato

editore: Mondadori

anno edizione: 2024

pagine: 1560

Scritto a partire dal 1821, "Fermo e Lucia" costituisce il primo nucleo da cui origineranno "I Promessi Sposi", ma è soprattutto un romanzo in sé compiuto, anche se non pubblicato da Manzoni. Dalle indagini di Salvatore Silvano Nigro, curatore di questo volume, appare chiaro come il romanzo manzoniano, andando oltre il Settecento degli illuministi, dialoghi serratamente con la letteratura barocca italiana e francese (oltre che con la pittura secentesca contrapposta a quella neoclassica); e come i personaggi dei Promessi Sposi polemizzino con uno scrittore chiamato Alessandro Manzoni, che ha scritto un romanzo dal titolo "Fermo e Lucia".
50,00 €

Senza un soldo a Parigi e a Londra

Senza un soldo a Parigi e a Londra

George Orwell

Libro: Libro in brossura

editore: House Book

anno edizione: 2024

pagine: 256

Senza un soldo a Parigi e a Londra (1933) è il romanzo d'esordio di George Orwell, che contamina naturalismo e satira, elementi tipici di tutta una produzione letteraria meno mitizzata ma altrettanto fondamentale di quella delle utopie negative. Il protagonista è un giovane inglese che vive con entusiasmo la Parigi maleducata ed effervescente dei quartieri popolari ma, per una serie di contrattempi, si ritrova a fare letteralmente la fame. Così, determinato a uscire da quell'inferno, torna a Londra, in patria, solamente per scoprire che lo attende un altro inferno, seppure completamente diverso.
6,90 €

Ombre sull'Hudson

Ombre sull'Hudson

Isaac Bashevis Singer

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2024

pagine: 633

Ci sono scrittori così affascinanti, ha notato Manganelli, che riescono a cambiarti l'umore: scrittori come Singer, capace di creare personaggi simili a «figure da affresco, pantografie, immagini proiettate sulle nubi». È la grandezza che qui sprigiona il seducente e contradditorio Hertz Grein, tormentato da un'insaziabile sete carnale – si divide infatti fra la virtuosa moglie Leah, la minacciosa amante Esther e Anna, il nuovo amore – e insieme dal richiamo di un'osservanza religiosa al cui rigore non sa sottomettersi, pur riconoscendo che si tratta di «una macchina da guerra per sconfiggere Satana». Hertz sa bene che un ebreo, per quanto creda di essersi allontanato da Dio, non potrà mai sfuggirgli: sta soltanto girando in tondo, «come una carovana persa nel deserto». Intorno a lui e ai suoi dissennati grovigli amorosi – in una New York che sul finire degli anni Quaranta, per chi giunge da Varsavia o Berlino, ha le irresistibili attrattive di un gigantesco arazzo visionario –, una folla di personaggi in vario modo straziati dalla vergogna di essere vivi: come Boris Makaver, il padre di Anna, occupato durante il giorno dai suoi lucrosi affari ma sopraffatto la notte da una sofferenza terribile quanto «un dolore fisico»; o come il professor Shrage, matematico convertitosi alla parapsicologia, che vive nella speranza di ritrovare la moglie Edzhe, trucidata dai nazisti. Tutti turbati dal silenzio di Dio o – per usare ancora le parole di Manganelli – investiti «della grandezza del sacro, e della sua sproporzione».
15,00 €

Berlino, addio

Berlino, addio

Gabriele Tergit

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 760

La magnifica festa del 30 gennaio 1933 sarebbe stata ricordata negli anni a venire come l’ultima occasione in cui si erano ritrovati tutti insieme. Fu un momento scintillante e al tempo stesso un commiato: la Berlino della comunità ebraica, con la sua vivacissima, brulicante polifonia, era perduta per sempre. Dopo il grande successo de “Gli Effinger”, Gabriele Tergit narra le vicende di cinque famiglie berlinesi sradicate dalla ferocia della storia del Novecento. Quella sera c’erano gli Stern e i Kollmann, i Mayer e gli Jacoby, c’era il generale von Rumke, il caporedattore del «Berliner Rundshau» Stephan Heye oltre a una variopinta schiera di personaggi minori. Alcuni erano esponenti delle famiglie più in vista, altri di ceti più modesti. Hitler era appena stato nominato cancelliere e le loro vite non sarebbero più state le stesse. Praga oppure Parigi, Londra o gli Stati Uniti, queste le destinazioni dove chi riuscì a fuggire avrebbe trovato riparo. Era la fine di un’epoca e di tutto un mondo. Dall’Impero alla Prima guerra mondiale, passando per la Repubblica di Weimar e il Terzo Reich, fino al secondo dopoguerra, “Berlino, addio” ritrae tre generazioni di tedeschi con il respiro di un’epopea e l’attenzione ai destini individuali di un classico del Novecento.
23,00 €

I personaggi. Dramma in 3 atti

I personaggi. Dramma in 3 atti

Bortolo Belotti

Libro: Libro in brossura

editore: Monti Edizioni

anno edizione: 2024

pagine: 128

Avvocato stimato, protagonista della vita politica e culturale della prima metà del Novecento, storico e poeta nonché esponente di un liberalismo di destra di stampo cavouriano, Bortolo Belotti (1877-1944) fu Sottosegretario al Tesoro nel primo governo Nitti e Ministro dell’Industria e Commercio nel governo guidato dal socialriformista Bonomi. Inviso al fascismo ed estromesso dalla contesa politica, dovette lasciare i ruoli in precedenza ricoperti; subì una serie di perquisizioni culminate il 27 ottobre 1930 con l’arresto, la detenzione nel carcere milanese di San Vittore e la successiva condanna al confino di polizia a Cava de’ Tirreni. Nei giorni di prigionia compose il dramma "I personaggi", nel quale, attraverso l’usato repertorio della commedia borghese e del triangolo adulterino, Belotti intese dissimulare la propria vicenda con traslati e allegorie, trasformando in dramatis personae, oltre che i farseschi protagonisti della politica coeva, i tradimenti e le menzogne che avevano indotto il regime a comminare la pena del confino. Una commedia «assai fosca e triste» la definì l’autore.
15,00 €

I costruttori di ponti

I costruttori di ponti

Rudyard Kipling

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 64

L’occasione per scoprire o riscoprire uno dei racconti più profondi, cangianti e «indecidibili» di Kipling. «Un ponte è ciò che Kipling voleva essere tra l’Oriente della sua giovinezza e l’Occidente dell’età adulta. Aveva ventitré anni quando lasciò l’India dov’era nato, portandosi via una vasta memoria di storie, nomi, immagini, paesaggi, fantasie, e passò il resto della sua vita a scriverne, tra l’Europa e gli Stati Uniti. Qui il racconto comincia come nella Bibbia: c’è un cantiere, all’inizio. I costruttori di ponti, l’intelligenza dell’uomo, contro un fiume sacro agli dèi. Poi, il Diluvio. Il Gange sale per via della pioggia, minaccia di distruggere l’opera, ed ecco che Kipling butta all’aria il mito biblico con splendido senso dell’umorismo indiano: l’ingegnere inglese drogato d’oppio sogna un convegno di Celesti animali, e assiste al processo che salverà o condannerà il suo destino. Il coccodrillo furibondo, la scimmia vanitosa, la perfida tigre: “Il libro della giungla” fa irruzione. L’unico testimone è il lascar Perù, vero protagonista della storia. Abilissimo tuttofare, una vita sui piroscafi della Compagnia delle Indie, poco devoto al suo guru e irrimediabilmente diviso a metà. Mezzo moderno, mezzo antico. Mezzo costruttore di ponti e mezzo adoratore degli dèi. Non sa più a cosa credere, Perù, se non forse al lavoro e all’oppio. È lui il ponte tra i due mondi, Oriente e Occidente, che, scrive Kipling in una poesia, «non si incontreranno mai»: ma possono guardarsi dalle rive del grande fiume. E il fiume – la terra – è infine ciò che resta, e che continuerà a scorrere, dopo l’uomo e anche dopo gli dèi, quando i ponti saranno un lontano ricordo e Brahma avrà smesso di sognare» (Paolo Cognetti).
10,00 €

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.