Musica
50 volte bellissima
Loredana Bertè
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori Electa
anno edizione: 2025
pagine: 224
"Ho sempre detto che la mia vita è il risultato di ciò che ho visto e vissuto. Per i miei cinquant'anni di carriera ho voluto regalarmi un album di ricordi, perché alla fine io sono anche ciò che è stato scattato e che resterà per sempre. La fotografia, come l'arte in generale, ha questo potere magico di fermare il tempo e renderlo eterno". Libera, Ribelle, Iconica, Tenace, Fragile, Femminista, Rockstar, Irripetibile: cinquanta anni di grinta e carisma sul palco e nella vita attraverso le fotografie più belle di grandi fotografi italiani e internazionali di un'artista che è stata ed è ancora una vera rivoluzionaria. La carriera di Loredana Bertè è iniziata nel 1974 e da subito si è rivelata all'attenzione del pubblico con Sei bellissima, il suo secondo 45 giri, che quest'anno compie 50 anni. Da allora ha collezionato successi dopo successi, fino al recente Premio della Critica Mia Martini al Festival di Sanremo per Pazza. Attraverso le immagini, alcune delle quali mai viste prima, incontriamo un'artista unica e libera, che non ha mai cantato nulla che non la rappresentasse fino in fondo e che ancora oggi è la donna simbolo della nostra rivoluzione nel costume e nella discografia: Loredana ha lanciato le mode anticipandole prima di molte star internazionali, ha creato da sola molti dei suoi look e, nonostante le prove della vita, ha continuato a guardare il mondo con curiosità e candore, tenacia e umorismo, impegnandosi a fondo contro tutti i pregiudizi e dalla parte della libertà delle idee e delle persone.
Qualcosa in cui credere. La mia trilogia
Marracash
Libro: Libro rilegato
editore: Rizzoli Lizard
anno edizione: 2025
pagine: 192
La trilogia di Marracash non è solo uno dei più significativi eventi discografici del rap e in generale della musica italiana. Ma è anche “Qualcosa in cui credere”. “Persona” del 2019, “Noi, loro, gli altri” del 2021 ed “È finita la pace” del 2024 sono le tappe attraverso cui il rapper della Barona ha scavato dentro di sé e dentro la società, costruendo qualche cosa di unico e di personale che ha la capacità di portare il pubblico a interrogarsi in modo inedito sulla propria identità e sul valore delle scelte. In questo eccezionale volume Marracash, insieme al giornalista Claudio Cabona, sviscera questi tre dischi manifesto, per la prima volta in modo totale: tra le pagine del libro trovano spazio il sound, con degli approfondimenti a cura dei produttori Marz e Zef, gli aneddoti, le visioni, le ferite, le idee e i valori profondi che hanno animato la genesi degli album, oltre ai mega-tour legati a ogni capitolo e all’eredità che questa triade leggendaria ha lasciato alle nuove generazioni.
La musica e i sogni. Una storia da Socrate a Jung
Laurence Wuidar
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 138
Ieri come oggi, immagini incongrue, voci e suoni, armoniosi concerti e paurose dissonanze appaiono nei sogni. Lungo i secoli, filosofi, medici e interpreti professionali hanno cercato di capire che cosa significano. Solo interpretandoli, infatti, i sogni rivelano il loro messaggio, che si presenta in modo enigmatico. Che cosa vuol dire aver sognato di cantare meravigliosamente o, al contrario, di sentire musiche assordanti? La nostra intelligenza non sa leggere l’oscuro linguaggio dei sogni, neanche quello della musica onirica. Ha bisogno di regole interpretative, a meno che la musica ascoltata prima di dormire non possa fare sì che i nostri sogni siano più chiari. Molti, fin dall’antichità, l’hanno pensato. Questo libro propone un percorso attraverso testi fondamentali della cultura europea dai quali scaturisce la storia, mai ricostruita, delle interazioni e intersezioni tra la musica e i sogni, dall’interpretazione dei sogni musicali all’influenza della musica sulla materia onirica.
Raga della sera e della notte. Il canto dhrupad di Amelia Cuni
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Nota
anno edizione: 2025
pagine: 128
Gaude chorus fidelium. I codici aquileiesi di Gorizia (sec. XII-XIV)
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Nota
anno edizione: 2025
pagine: 48
Piedigrottissima in televisione (1957–1973). Storia internazionale della canzone italiana. Volume Vol. 2
Antonio Sciotti
Libro: Libro rilegato
editore: ABE
anno edizione: 2025
pagine: 128
L'idea dello spettacolo nasce dopo le movimentate vicende dell'ultimo Festival della Canzone Napoletana tenutosi nel mese di maggio. Infatti, in seguito alle accese controversie nate con la Rai si è tentato di risolvere il problema della radiodiffusione della canzone napoletana proprio con l'istituzione della Piedigrottissima. In altre parole, le polemiche nascono dal fatto che la canzone napoletana scritta da autori partenopei è ghettizzata a favore della canzone dialettale scritta da autori settentrionali. Alle forti accuse, la Rai si è sentita obbligata a rivedere il suo programma di radiodiffusione ed ha effettivamente accertato che su 600 canzoni napoletane trasmesse nel 1956, soltanto 64 sono quelle scritte e musicate da autori partenopei. Da questa polemica, Renato Barendson in collaborazione con Pino Bianchi, presidente dell'Associazione Canzoni di Napoli, lancia l'idea alla Rai di pareggiare i conti istituendo la Piedigrottissima, ovvero uno spettacolo che permetta la radiodiffusione di canzoni napoletane piedigrottesche scritte, con schietto spirito partenopeo, da autori nati nella città canora. Così, per la realizzazione di questo spettacolo, l'E.P.T. si rivolge agli editori partenopei che, grazie alle audizioni di Piedigrotta, tengono sotto contratto i più rinomati autori napoletani. Inizialmente aderiscono al progetto ben nove case editrici, poi ridotte a sette per due forfait. Da questa richiesta, la Direzione Generale della Rai organizza innanzitutto il programma radiofonico Piedigrotta Napoletana 1957 da trasmettere sul secondo canale, per il lancio di 27 canzoni, 3 per ogni casa editrice organizzatrice di spettacoli di Piedigrotta, a scelta della casa stessa. Il programma viene replicato ben 15 volte, in modo da assicurare un lancio sufficiente all'affermazione delle canzoni. Parallelamente a tutto ciò, Renato Barendson, oltre alla rubrica radiofonica, chiede alla Rai pure lo spettacolo televisivo Piedigrottissima che raccoglierebbe il meglio della nuova produzione piedigrottesca e che, grazie alla tv, si creerebbe un nuovo efficace strumento per la valorizzazione e la diffusione della canzone napoletana. Il presidente comunica alla Direzione Generale che di questo spettacolo provvederebbero per la produzione e l'organizzazione le stesse case editrici, eventualmente attraverso il contributo dell'E.P.T. La direzione della Rai in un primo momento esclude che la Piedigrottissima televisiva potesse rientrare nel piano economico ed artistico della produzione prevista fino a settembre. Poi, considerando che avrebbe dovuto soltanto mettere a disposizione le telecamere e il proprio personale per la ripresa, mette al vaglio anche la possibilità di una ripresa televisiva. Alla fine, cedendo alle pressioni, viene programmata la prima rassegna televisiva dedicata a Piedigrotta. Lo spettacolo di Piedigrottissima nasce per iniziativa di Renato Barendson, presidente dell'Ente Provinciale del Turismo (E.P.T.) che, rivalutando la festa di Piedigrotta dal punto di vista turistico, si sofferma sull'importanza della valorizzazione e diffusione delle nuove canzoni napoletane su scala nazionale. Per questo motivo, in collaborazione con la Rai, patrocina la Piedigrottissima, ossia la presentazione a un pubblico nazionale delle più belle canzoni di Piedigrotta. L'Ente, per raggiungere lo scopo prefissato, chiede il supporto delle sette più importanti case editrici del momento (Acampora, Argoss, Bideri, La Canzonetta, Cioffi, Giba, Di Gianni) che, durante il corso della festa di Piedigrotta, hanno presentato le loro nuove produzioni.
Il festival di Piedigrotta (1890-2010). Storia internazionale della canzone italiana. Volume Vol. 3
Antonio Sciotti
Libro: Libro rilegato
editore: ABE
anno edizione: 2025
pagine: 190
Questo nuova formula di spettacolo piedigrottesco va a sostituire, in maniera graduale, ma in meno di un lustro, il Festival di Piedigrotta. Si perde, così, l'agonismo della gara canora ma aumentano vertiginosamente gli interessi economici, in quanto le edizioni musicali con l'audizione impongono al pubblico in maniera più immediata le proprie canzoni che fruttano grossi guadagni sia alle case editrici che agli stessi autori, i cui contratti (spesso di esclusiva) frequentemente registrano notevoli cifre. La prima audizione viene presentata nel 1900 dall'editore Peppino Santojanni e, in meno di una decade, viene imitato dagli altri editori. Le imprese teatrali e gli impresari, con l'avvento delle audizioni, sono scoraggiati ad organizzare un festival perché viene a mancare la materia prima: la canzone. Infatti, nessun autore di prestigio invierebbe le sue canzoni ad un festival perché le possibilità di successo sono maggiori se i brani sono presentati in audizione, e poi perché i contratti editoriali lo impediscono. L'audizione ammazza il festival e riesce pure a sopravvivere per quasi mezzo secolo perché, nonostante la semplice carrellata di canzoni, riesce ad evolversi ed a mutare secondo il periodo e i cambiamenti dei gusti del pubblico. Addirittura, dalla prima metà degli anni '40 del Novecento, viene inquadrata e proposta sotto forma di rivista con il corpo di ballo, i comici, i presentatori e gli attori che recitano la satira. Nonostante il cambiamento, nelle altre città d'Italia nei primi anni dell'abbandono della formula festivaliera, si continua a richiedere la gara canora e, per questo motivo, alcuni editori, dopo aver presentato l'audizione di Piedigrotta, su richiesta, la trasformano in gara canora, come accadde nel 1907 quando Francesco Feola, dopo aver presentato tutte le canzoni della nuova produzione della casa editrice La Canzonetta al Caffè Suisse di Portici nelle esecuzioni di Elvira Donnarumma, su richiesta di Giovanni Cruciani, proprietario del teatro Eden di Roma, organizza un nuovo cast che va a sfidarsi nel locale della capitale con le stesse canzoni già proposte al pubblico napoletano. Tra le ultime richieste, quella del 1910 del cav. Repetto, proprietario del Varietès di Genova, che chiede esplicitamente agli editori Raffaele Izzo e Ferdinando Bideri di poter organizzare una sfida canora e non una semplice carrellata di nuove canzoni di Piedigrotta. Anche in quest'occasione, sia Izzo che Bideri hanno già presentato la nuova produzione e, per accontentare Repetto, selezionano le canzoni più applaudite per il festival ligure. Un gradevole ritorno della caratteristica gara canora avviene nel 1920, quando l'editore Alfredo Curatoli stupisce l'ambiente dello spettacolo presentando al pubblico il Concorso fra le donne musiciste italiane. Per la prima volta nella storia della musica in Italia viene organizzato un festival tutto al femminile. Sono, infatti, tutte donne gli autori dei testi e delle musiche delle canzoni in gara e tutte donne i cantanti del cast. L'unico uomo presente nell'intera organizzazione festivaliera è l'editore Curatoli, a cui si deve la stupefacente iniziativa. Ovviamente il festival delle donne viene totalmente snobbato e anche ostacolato, tanto è vero che non avrà futuro e questa del 1920 è l'unica edizione disputata. Nel 1947, dopo anni di assenza, fa ritorno il Festival di Piedigrotta, questa volta organizzato dalla Rai (Radio Audizioni Italiane) di volta in volta in collaborazione con l'Associazione Napoletana della Stampa, dell'E.N.A.L. (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori), del Comitato Feste di Napoli, ecc. La formula utilizzata è quella prettamente festivaliera (come quella attuale) con la gara canora, le tre serate (di cui due eliminatorie), le qualificazioni e la classifica finale delle migliori tre canzoni.
Laudario di Cortona. Edizione critica di Clemente Terni ai testi e alla musica del cod. 91 della Biblioteca Comunale di Cortona
Clemente Terni
Libro: Libro in brossura
editore: LoGisma Editore
anno edizione: 2025
pagine: 258
A distanza di 60 anni da quando, per la prima volta, il Quintetto Polifonico Italiano, fondato e diretto da Clemente Terni, eseguì il Laudario di Cortona basato sul materiale contenuto nel Codice 91 della Biblioteca del Comune e dell’Accademia Etrusca di Cortona, abbiamo deciso di ripubblicare l’edizione critica che lo stesso Terni dette alle stampe anni dopo, nel 1988. La nostra riedizione si colloca anche in un periodo in cui ha preso vita una nuova attenzione per il Codice 91, che, in realtà, proprio per le difficoltà oggettive nella trascrizione e redazione del manoscritto, non ha mai cessato di essere oggetto di analisi, revisioni e controversie. Possiamo affermare che questa raccolta del Codice 91 sia una sorta di work in progress sempre suscettibile di varianti, ragion per cui ad oggi ne sono state rese alle stampe trascrizioni integrali differenti. La nostra riedizione vuole riportare all’attenzione una scelta editoriale che, ad ogni buon conto, costituisce un tassello storico-musicale con il quale giova confrontarsi.
La creazione inconsapevole del teatro musicale moderno. Il Dialogo di Vincentio Galilei nobile fiorentino della musica antica et della moderna
Paola Chillemi
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2025
pagine: 592
Rossini: Il barbiere di Siviglia
Fabrizio Scipioni
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 152
Dopo il leggendario fiasco della prima del 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma, da oltre due secoli Il barbiere di Siviglia vive invece un trionfale e ininterrotto successo. Questo perché è un'opera così “solida” da sopportare anche le esecuzioni meno felici e, pur essendo storicamente rinchiusa nella gabbia dorata dell'opera buffa, a debita distanza dalle sublimità dello spirito, non ha mai smesso di conquistare il pubblico con i suoi colori cangianti, i colpi di scena e il canto seducente. Il volume ce ne offre un'analisi musicale condotta sul nitido autografo, di certo il modo migliore per capire fino in fondo questo capolavoro che, almeno in apparenza, fa della semplicità il suo punto di forza: semplice è la forma; semplice è l'orchestra, dove non esistono vuoti; semplice è il canto, che si basa più su ripetizioni che su variazioni; ma su tutto regna sua maestà il ritmo. Sono proprio queste le condizioni essenziali per creare una drammaturgia musicale ampia e duratura.
You Got Rhythm! – Guida all’interpretazione jazzistica della melodia e dell’armonia attraverso 7 composizioni di George Gershwin–A guide to jazz interpretation of melody and harmony through 7 compositions by George Gershwin
Riccardo Ruggieri
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Musica Practica
anno edizione: 2025
pagine: 166
Una selezione di 7 famosissimi brani di George Gershwin, “smontati e rimontati” per allenare gli allievi di pianoforte all’interpretazione jazzistica di una melodia attraverso l’imitazione. Con esercizi di trascrizione e armonizzazione pianistica. Con le soluzioni al fondo del volume e gli audio mp3 ascoltabili da QR code.
David Bowie. Fantastic Voyage. Testi commentati
Francesco Donadio
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2025
pagine: 632
La notte del 10 gennaio 2016 la stella del rock registrata all’anagrafe come David Jones e nota al mondo come David Bowie ha concluso la sua orbita terrena e la sua luce ha repentinamente smesso di brillare. blackstar, suo 28° album di studio uscito due giorni prima della scomparsa, ha immediatamente assunto una luce diversa, rivelandosi per quello che in definitiva è: un testamento. Bowie è stato – è, e resterà – uno dei grandi padri di quella che taluni chiamano musica rock, e altri preferiscono definire più ecumenicamente pop. In cinquant’anni di carriera ha attraversato (quasi) tutti i generi e alcuni ha contribuito a crearli. Musica potente, contrassegnata da testi talora misteriosi e di ardua decifrabilità. Del resto, lui è sempre stato un maestro nel mandarti fuori strada, disseminando nei suoi testi molteplici riferimenti e facendo ampio uso della tecnica del cut-up di ispirazione burroughsiana. Esiste però una continuità nell’opera di Bowie e, come egli stesso ha ammesso, “in fondo alla fine ricorrono sempre gli stessi temi, che poi sono i miei interessi”. Non può che essere questo, pertanto, il punto di partenza per decodificare le liriche di un artista che ha saputo dare una brillante forma artistica ed estetica alle proprie ansie e ai propri travagli esistenziali. Questi, a sua volta, erano i medesimi conflitti vissuti dai suoi fan; e Bowie, in tutti questi anni, non ha mai smesso – e non smetterà mai, nemmeno dopo la morte – di offrire loro quel conforto riassumibile nel metaforico abbraccio con cui concludeva i concerti degli anni Settanta: “You’re not alone!”.

